È purtroppo mancato il geniale co-fondatore e presidente di Apple, nonché suo timoniere sino a un mese fa. Ecco il breve articolo che gli dedicai a fine agosto scorso quando la malattia lo costrinse ad abbandonare quel posto.
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Wikileaks: chi sono, come lavorano, perché lo fanno, chi li paga. Visto che la cronaca incalza, ho deciso di rendere universalmente consultabile il mio recentissimo articolo in merito.
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Il nome, Bluetooth, non significa nulla: è un omaggio a un re di Danimarca, vissuto nel decimo secolo, che portò la cristianizzazione alle sue genti. Solo per assonanza il suo nome, che significava uomo saggio, è passato alla storia come dente blu. Come il re, anche la tecnologia Bluetooth avrà le sue belle difficoltà a passare alla storia. Voluta dal solito consorzio di aziende alla ricerca di soluzioni universali, è stata presentata al pubblico alla metà di gennaio 2001, in occasione della più grande fiera di prodotti elettronici per il grande consumo: il Consumer Electronics Show di Las Vegas.
La adotteranno per primi quegli informatici che passano qualche minuto tutti i giorni a far parlare tra loro, via raggi infrarossi, due o più apparecchi. Il sistema IrDA di comunicazione allinfrarosso, che Bluetooth rimpiazzerà, non verrà davvero rimpianto da nessuno: i due apparecchi che si parlano debbono trovarsi a pochi centimetri di distanza, perfettamente allineati e immobili. Un supplizio di Tantalo per chi deve provarci su un treno o un aereo.
Bluetooth è più simile al segnale con cui lavorano i telefoni cellulari: unonda radio che può passare attraverso i muri e viaggia alla frequenza di 2,4 GHz (i cellulari GSM moderni usano una fascia attorno a 1,8 GHz). Non ci sarà bisogno di preoccuparsi per la salute: il segnale emesso è molto più debole di quello che caratterizza un cellulare. E non ci sarà bisogno di preoccuparsi per le interferenze, perché il segnale si attenua in soli dieci metri e può venire digitalmente crittografato contro le intercettazioni.
Allo show di Las Vegas si è parlato di molte possibili applicazioni. Potremmo avere un telefono portatile che, quando ci troviamo tra le mura di casa, comunica sulle onde di Bluetooth con la sua base e funziona dunque come collegato alla linea fissa; ma quando ci allontaniamo dalla abitazione portandolo con noi diventa automaticamente un cellulare GSM. Gli amanti dei dispositivi digitali dovrebbero amare Bluetooth: il portatile si collegherà a Internet senza neppure togliere il telefono dalla tasca della giacca e la superagendina palmare sincronizzerà gli appuntamenti e lindirizzario con le copie sul computer senza venire poggiata su una base. Tutto questo per il futuro: le applicazioni immediate sono più modeste. Nello stand dedicato al consorzio Bluetooth presso il Consumer Electronics Show facevano bella mostra di sé i primi tre apparecchi già a listino. Faceva un po impressione vedere un computer portatile stampare sulla unità a getto dinchiostro dallaltra parte della stanza, senza neppure un solo filo che li collegasse. Una speranza concreta per chi si dispera guardando il retro del suo PC e il groviglio di fili e cavi che vi penzola.

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