Oggi sono stato alla conferenza stampa di presentazione delle nuove stampanti Lexmark. Farò una recensione sul primo Macworld raggiungibile. A caldo, mi paiono ottime macchine. Lexmark mi sta molto simpatica da quando scoprii che porta i clienti in palmo di mano. Mi sa che me ne compro una.
Oggi ripubblico due miei articoli a proposito di Skype, alla luce del fatto che il sistema per telefonare gratis o quasi si può usare anche su iPhone, ma anche alla luce delle gravi notizie a proposito dell'azienda stessa.
17 luglio 2008: i ricercatori della Purdue University in America anunciano di aver trovato il modo di costruire i LED su un substrato di silicio e non più di zaffiro, come si era sempre fatto. È una rivoluzione che cambierà le nostre vite: leggete questo articolo dove spiego le straordinarie caratteristiche dei LED.
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È scaricabile il podcast dello Sciamano in Bicicletta in cui il sottoscritto vi racconta perché i semafori di Zurigo sono più intelligenti e interessanti degli altri semafori.
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Nel luglio 2001, il virus Code Red I infettò in meno di quattordici ore ben 359.104 server (ricordiamo che ogni server, cioé ogni calcolatore dedicato alla gestione di un sito web, può ospitare sino a cinquanta siti differenti), diffondendosi ovunque nel mondo come si vede nella figura che accompagna questo articolo. Nei momenti di maggior virulenza, Code Red I si diffondeva su oltre duemila calcolatori al minuto. Dopo 24 ore dallattacco, tutte le macchine infette -- sotto il controllo del virus -- lanciarono simultaneamente un attacco combinato sul numero IP di www.whitehouse.gov, il sito della Casa Bianca statunitense. Non ci furono effetti spettacolari perché i responsabili del sistema spostarono volutamente, allultimissimo momento, il numero IP per alcuni minuti (lequivalente Internet di una persona che cambi il suo numero di telefono per evitare di venire bersagliato da chiamate indesiderate). Solo sui calcolatori che usavano un sistema operativo in versione americana, Code Red concludeva le sue operazioni sfregiando la prima pagina del sito e inserendovi la scritta hacked by the chinese.
Sono risultati vulnerabili tutte le macchine che usano i sistemi operativi Microsoft, dal vecchio Windows NT sino al recentissimo Windows XP beta, passando per Windows 2000. I server Microsoft, su Internet, sono circa il 40%: laltro 60% è costituito da sistemi Unix, più difficili da installare ma più performanti, robusti e protetti.
Lattacco è stato reso possibile da un errore di programmazione: il programma che invia le pagine web ai navigatori della rete, il Microsoft Internet Information Server, parla costantemente con un modulo che effettua lindicizzazione delle pagine. Questo modulo è contattabile dallesterno e non effettua particolari controlli sulla bontà dei dati forniti. Il problema era stato scoperto e divulgato da eEye, una azienda americana, il 13 giugno, e Microsoft aveva realizzato aggiornamenti software dei programmi difettosi il giorno 18 del medesimo mese, ma la reazione negli ambienti degli addetti ai lavori è avvenuta solo a cose fatte, dopo lo scoppio dellemergenza Code Red
Chi si è mosso almeno in luglio ha tirato un sospiro di sollievo in agosto, quando è apparso Code Red II. Il nuovo virus utilizza la medesima apertura del primo, ma non effettua azioni scoperte: si limita a rimuovere tutte le protezioni della macchina infetta, come un Ulisse uscito dal suo cavallo di Troia digitale. Si stima che ancora un mese dopo fossero almeno 15.000 i server web che giravano senza alcuna protezione.
Forse la sicurezza su Internet viene ancora presa troppo sottogamba? La conferma è arrivata l8 agosto, quando il popolarissimo sito Hotmail.com (110 milioni di utenti registrati) è rimasto infettato da Code Red II, imbarazzando lazienda proprietaria: che è proprio Microsoft.

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