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06-10-2011 - Steve Jobs, 1955-2011

È purtroppo mancato il geniale co-fondatore e presidente di Apple, nonché suo timoniere sino a un mese fa. Ecco il breve articolo che gli dedicai a fine agosto scorso quando la malattia lo costrinse ad abbandonare quel posto.

16-07-2011 - Due pagine gratis (su 530)

 Potete leggere gratuitamente le prime due pagine del mio nuovo libro

28-11-2010 - Wikileaks, spiattellatori di segreti

Wikileaks: chi sono, come lavorano, perché lo fanno, chi li paga. Visto che la cronaca incalza, ho deciso di rendere universalmente consultabile il mio recentissimo articolo in merito.

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Innocentive: chi ricerca trova

Alla fine sono le idee più semplici, su Internet, quelle che si dimostrano vincenti. Gli ultimi sette-otto anni ci hanno dato successi come Amazon.com (vende libri, dischi e film da un catalogo immenso, spedendoli in tutto il mondo a prezzi contenuti), eBay (consente di mettere all’asta qualsiasi cosa), Yahoo (un catalogo curato e ragionato di chi offre informazioni e servizi in Rete) o Google (un elenco ricco di miliardi di voci con tutte le informazioni reperibili su Internet stessa). Più, naturalmente, tutti i loro emuli e imitatori.
Il più grande successo del 2003 è probabilmente Innocentive (www.innocentive.com): il nome è giocato sulla contrazione delle parole “innovazione” e “incentivo”. Si tratta di un sito — a differenza dei precedenti — per pochi eletti: presenta soprattutto problemi avanzati di chimica industriale e farmaceutica, anche se non mancano quesiti assai complessi in altri rami dello scibile umano.
Ogni domanda è stata formulata da una impresa e porta con sé un rispettabilissimo cartellino del prezzo: minimo cinquemila, massimo centomila dollari per chi riesce a trovare una risposta. Sommette, come si vede, più che interessanti per un privato.
L’idea: esistono fior di aziende che avrebbero un nuovo prodotto quasi pronto, un nuovo processo industriale quasi finito, una necessità produttiva irrisolta... ma qualche cosa che non quadra. Le loro teste migliori proprio non ce la fanno a risolvere l’ultimo busillis, a centrare l’ultimo pezzo del puzzle. E allora chiedono aiuto all’esterno. Chi trova la soluzione, come dicevamo, si intasca la ricompensa: e con questo accetta di togliersi dal quadro; se il suo contributo finisse per diventare parte cruciale di un nuovo rivoluzionario prodotto che fa guadagnare miliardi a una qualche multinazionale comunque null’altro sarà dovuto allo scopritore. L’accordo sembra equo, il caso di una grande impresa che ha bisogno di una idea geniale per risolvere un problema sembra abbastanza comune da meritare un sito proprio, Innocentive sta funzionando a gonfie vele.
Sulle pagine di www.innocentive.com si trovano richieste provenienti dal Gotha delle imprese mondiali (in testa le case farmaceutiche e le imprese di chimica, come accennavamo), liberamente consultabili. Chiunque può rispondere. Ultimamente si sono aggiunte anche domande altrettanto complesse che riguardano l’ottimizzazione dei processi esistenti: chi produce miliardi di pezzi l’anno fabbricando un qualsiasi prodotto (che sia una pillola salvavita o una lattina di alluminio) può ottenere risparmi a sette cifre semplicemente semplificandosi il lavoro.
I successi risonanti sono ormai parecchi, le ricompense intascate si misurano a centinaia. Le storie più belle sono forse quelle che coinvolgono ricercatori brillanti ma sfortunati, chiusi in laboratori dell’Est Europa o dell’India, che sono riusciti a surclassare i ricercatori occidentali nel trovare risposte a complessi grattacapi. Per chi abita in quei Paesi, per di più, le somme in gioco sono davvero stratosferiche, e quindi il fattore “incentivo” presente nel nome del sito si dimostra davvero irresistibile. Qualcuno tra i più brillanti frequentatori del sito, dopo aver risposto a un paio di domande, si è visto arrivare oltre alla ricompensa anche una proposta di assunzione — compreso il permesso di soggiorno in occidente se risiedeva altrove.
Bello come una favola? Spesso, non sempre. In un caso, il giovane scienziato indiano che aveva tolto le castagne dal fuoco alla Glaxo, dopo un mese passato accumulando giornate di lavoro da venti ore l’una, si è visto sfilare dalle mani l’assegno da settantacinquemila dollari. Il suo datore di lavoro se l’è intascato, sostenendo davanti alla magistratura del suo Paese che il risultato era stato ottenuto sfruttando le proprie attrezzature. Lui dice che ricorrerà in appello. Intanto, su www.innocentive.com. altre domande sono apparse. Vinca il migliore.



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