Lo scienziato britannico Adrian Bowyer ha presentato in questi giorni una stampante 3D che è in grado di stampare... se stessa. Aggiungendo l'elettronica e montando i pezzi, si ottiene una stampante identica all'originale. È un nuovo passo su un percorso che il ricercatore iniziò nel 2005: leggete qui per saperne di più
Sin da quando ero ragazzo e studiavo gli albori dell'informatica ho maturato rispetto e subìto il fascino di due straordinarie figure, due inglesi che nella prima metà dell'Ottocento concepirono l'idea di calcolatore programmabile e tentarono di realizzarne uno. Oggi questi precursori, che ai giorni loro vennero irrisi, sono stati pienamente vendicati. Pubblico qui la loro storia.
Esattamente trent'anni fa sbarcava in Italia Goldrake. Appropriatamente, io ripubblico qui un mio articolo vecchiotto ma ancora interessante sui robot scritto quattro anni fa per un quotidiano svizzero. (Gli articoli nuovi sono protetti da password, scoprite qui come ottenerne una.
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Pro: Veloce, permette boot e backup da OS 9 e OS X
Contro: Richiede alimentatore esterno
Il Maxtor è un disco rigido esterno con capienza di 200 GB (il Finder ne riporta 189,9 utilizzabili dopo la formattazione). Si collega a Macintosh attraverso la porta FireWire: il cavo è fornito nella confezione e il lettore possiede due porte, quindi chi possiede un Mac portatile può collegargli contemporaneamente questo disco e anche unaltro dispositivo FireWire come per esempio una telecamera digitale. (Il Maxtor ha anche una singola porta USB 2.0, che però su Macintosh è poco utile).
Nella confezione troviamo anche due CD-ROM con il software in dotazione, che comprende una copia avviabile di Retrospect Express versione 5.0.205 per i backup personali. Tuttavia nessuna installazione è indispensabile: è sufficiente collegare il disco perché il Mac lo riconosca immediatamente e, dopo una formattazione eseguita con le utility Apple (Drive Setup sotto OS 9 o Utility Disco in X) lo monti sulla scrivania. Installando una copia del Mac OS (anche in questo caso, ciò è possibile sia agli utenti di 9 che di X) sul disco Maxstor è possibile utilizzarlo per avviare un Mac senza alcuna penalità prestazionale anzi, nel caso di un portatile lavvio sarà più veloce. Curiosamente, la documentazione fornita (anche in italiano) sostiene che ciò non sia possibile, anche se noi ci siamo immediatamente riusciti con tre differenti Mac sotto i sistemi 9.2.2 e 10.2.5: forse il manuale cartaceo è obsoleto.
Come sempre nel caso di dischi FireWire il disco appare sulla scrivania semplicemente attaccando il cavo a macchina accesa e basta cestinarlo per poter staccare il cavo impunemente.
La meccanica interna è costituita da una unità a 7.200 giri/minuto connessa con bridge Oxford: le prestazioni sono ottime e la sigla DV nel nome, del resto, indica come il produttore suggerisca luso di questo capiente meccanismo per chi si diletta di video digitale.

Questo articolo fa parte di uno dei miei percorsi. Se vuoi saperne di più su questo argomento, visita il resto del percorso cliccando qui.
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