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04/05/2008 - Centoquarant'anni dopo, chapeau!

Sin da quando ero ragazzo e studiavo gli albori dell'informatica ho maturato rispetto e subìto il fascino di due straordinarie figure, due inglesi che nella prima metà dell'Ottocento concepirono l'idea di calcolatore programmabile e tentarono di realizzarne uno. Oggi questi precursori, che ai giorni loro vennero irrisi, sono stati pienamente vendicati. Pubblico qui la loro storia.

04/04/2008 - Buon compleanno Goldrake

Esattamente trent'anni fa sbarcava in Italia Goldrake. Appropriatamente, io ripubblico qui un mio articolo vecchiotto ma ancora interessante sui robot scritto quattro anni fa per un quotidiano svizzero. (Gli articoli nuovi sono protetti da password, scoprite qui come ottenerne una.

28/03/2008 - Cina e Tibet nel ciberspazio

Alcuni abilissimi hacker cinesi stanno attaccando massicciamente i siti e le organizzazioni che parlano con simpatia delle proteste tibetane. Non è la prima volta che gli informatici di Pechino si dimostrano in grado di fare sfracelli: l'ultima volta accadde addirittura agli USA. L'articolo che pubblico oggi spiega come un attacco informatico possa essere irresistibile se usa una tecnologia chiamata botnet, e come essa funzioni.

DOVE MI TROVI

Fare TV sul web

 Il mio ultimo intervento prima dell'estate è programmato sulla Rete Uno della Radio Svizzera per martedì tre giugno. Parlerò del lavoro che mi sta occupando in questo periodo, la realizzazione di una televisione su Internet. Come funziona, cosa fa meglio e cosa peggio di una TV tradizionale, cosa costa una impresa del genere.

Macworld Italia di maggio

È in edicola in questi giorni il numero di maggio di Macworld Italia. Il mio consueto articolo di opinione si chiama "Mi ci gioco la faccia", perché faccio una scommessona con i miei lettori a proposito del futuro di iPhone. Se sbaglio la predizione, sputatemi in un occhio.

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Ada e Charles, geni incompresi

 

Ripubblico qui una pagina dal mio libro Da Terenzio a Internet perché oggi, per me che scrivo, ovvero il primo maggio 2008, una università americana è riuscita a realizzare lo Analytical Engine immaginato da Ada Lovelace e Charles Babbage quasi centocinquanta anni fa - e funziona!


Estratto dal capitolo 4

La prima persona della storia che veramente provò a costruire, fisicamente, un calcolatore è certamente Charles Babbage (1791-1871). Cittadino inglese, matematico, professore a Cambridge, Babbage ebbe l'idea di creare un meccanismo che potesse elaborare complessi calcoli analitici in modo automatico e lo progettò utilizzando l'unica tecnologia che, ai suoi tempi, era disponibile, e cioè le macchine a vapore. Ottenne un finanziamento dal Parlamento del Regno e si mise ardentemente al lavoro, ma le difficoltà ingegneristiche del progetto non permisero mai al suo prototipo di Difference Engine (motore differenziale) di funzionare a dovere.
I progetti di Charles Babbage non meriterebbero altro che una nota a piè di pagina nei libri di informatica, al capitolo primo, se non fosse per un episodio avvenuto nel novembre 1834, quando il professore durante una occasione sociale — un ricevimento offerto da Mary Sommersville, divulgatrice di matematica e traduttrice in inglese delle opere di Laplace — si trovò a chiacchierare dei suoi progetti con una diciottenne intelligente e dalla spiccata immaginazione: Ada Byron (1815-1852), la figlia del famoso poeta britannico. La ragazza stava ricevendo una educazione fuori dal comune per espresso volere di sua madre. Abbandonata dal marito una sola settimana dopo la nascita della figlia, lady Byron aveva preso in odio l'umanesimo in generale e i poeti in particolare e aveva dunque scelto per gli studi della giovane Ada la musica e la matematica. Quella sera dunque la ragazza si dimostrò molto ferrata in materia e diede inizio a una amicizia che doveva durare per tutta la vita.
Nel 1841 Babbage abbandonò i progetti dello Difference Engine in favore di un progetto ancora più ambizioso, lo Analytical Engine (motore analitico), un vero e proprio calcolatore generico che sarebbe stato in grado — nelle intenzioni del suo inventore — di eseguire qualsiasi sequenza di operazioni matematiche. Il Parlamento di Sua Maestà Britannica questa volta si era rifiutato di pagare il conto, visto che il progetto precedente non era giunto a compimento, e il professor Babbage si trovò a finanziare coi suoi risparmi lo sviluppo dello Analytical Engine.
In cerca di sostenitori, Babbage visitò l'Italia durante l'autunno, in occasione di un simposio a Torino. Qui conobbe Luigi Menabrea, che si offrì di redigere un saggio sulle idee e le proposte del professore inglese. Ada Byron, che nel frattempo si era sposata acquisendo il titolo di contessa di Lovelace, si offrì di tradurre l'articolo di Menabrea in inglese. Ma non si fermò a quel punto: con l'incoraggiamento di Babbage, Ada rimpolpò il testo originale di note, appunti ed idee personali, sino a quadruplicarne la lunghezza in occasione della pubblicazione.
Le note di Ada Lovelace, rilette oggi, sono straordinariamente moderne. La giovane contessa intuì e argomentò che un calcolatore programmabile si sarebbe potuto utilizzare non solo per la matematica ma anche per la composizione di musica e per elaborazioni grafiche; non solo da matematici e per matematici ma anche da persone comuni per scopi pratici. Ada intuì nel 1843 la natura di strumento universale che è propria del calcolatore, e non è cosa da poco se si pensa che cento anni più tardi l'amministratore delegato di una delle maggiori case americane produttrici di macchine da ufficio dichiarava candidamente che al mondo la richiesta di calcolatori non avrebbe mai superato le sette unità...
In una delle numerose appendici, Ada Lovelace dettagliava passo passo come lo Analytical Engine avrebbe potuto calcolare una complessa sequenza matematica, i numeri di Bernoulli. Oggi consideriamo quel testo il primo programma della storia e di conseguenza la contessa di Lovelace può venire considerata il primo programmatore. (Come spesso avviene ai precursori, anche la storia di Ada Lovelace e di Charles Babbage non ha un lieto fine: il professore morì povero in canna dopo aver dilapidato tutto il suo patrimonio nel tentativo di far funzionare il suo calcolatore a vapore, la contessa perì di cancro a soli 36 anni d'età).



Questo articolo fa parte di uno dei miei percorsi. Se vuoi saperne di pił su questo argomento, visita il resto del percorso cliccando qui.