È purtroppo mancato il geniale co-fondatore e presidente di Apple, nonché suo timoniere sino a un mese fa. Ecco il breve articolo che gli dedicai a fine agosto scorso quando la malattia lo costrinse ad abbandonare quel posto.
Potete leggere gratuitamente le prime due pagine del mio nuovo libro
Wikileaks: chi sono, come lavorano, perché lo fanno, chi li paga. Visto che la cronaca incalza, ho deciso di rendere universalmente consultabile il mio recentissimo articolo in merito.
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In libreria come ePub dal 19 luglio e come libro cartaceo dal 24 agosto: è la grande guida che Lucio Bragagnolo ed io abbiamo dedicato ad OS X 10.7 Lion
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C'è stato un periodo della mia vita, diversi anni fa, (avevo terminato da poco il servizio militare di leva) in cui ero costretto a sopravvivere con poche centinaia di migliaia di lire al mese. Capirete: i pochi clienti che avevo prima di andare a difendere la patria mi avevano perso di vista, e mi restava solo un articolo ogni tanto. Spendevo buona parte delle mie misere entrate in libri, riviste, software aggiornare e migliorare la mia preparazione, a costo di dover letteralmente tirare la cinghia e scroccare ogni spesso un pasto ad amici o genitori.
Non mi sembra, a guardarla in retrospettiva, una scelta eroica, né bizzarra. Semmai mi stupisco di come possano esistere persone, ditte ed enti che non credono abbastanza in se stessi, e non investono altro che somme risibili per migliorarsi.

Uno dei miei clienti è una ditta di medie dimensioni (una ventina di dipendenti, fatturato di qualche miliardo) che lavora molto con l'estero. Hanno una rete di Mac costituita prevalentemente di vecchi Mac SE; la macchina più moderna è un LC II.
Ogni mese, in media, devo visitarli una o due volte per rimediare a qualche magagna: un disco rigido in tilt, la stampante che non va Gli spiego regolarmente che gli converrebbe spendere i soldi che danno a me aggiornando il parco macchine ed eliminando così i fermo macchina (chiamatemi, se volete, più stupido che onesto). Non mi danno retta.
La ditta in questione spedisce zilioni di fax all'estero: redatti su Mac e trasmessi con un fax/modem di rete. Vecchiotto. Quando il direttore commerciale è a Singapore o Hong Kong si collega con la sede tramite il suo PowerBook ed ARA, e trasmette e riceve documenti. Fa telefonate da 100.000 lire a botta.
Credete che io sia riuscito a fargli capire che dovrebbe acquistare un fax/modem moderno per ridurre le spese di telefono a un sesto? Neppure per sogno. Eppure l'investimento verrebbe ripagato in poco tempo.

Credete che queste cose accadano solo alle ditte piccole e poco lungimiranti? O, magari, a quelle meno avvezze a trattare con la tecnologia informatica? Io non ne sono convinto.
Prendete "Instant Access", quel sistema in base al quale un utente Mac si ritrova tra le mani un CD contenente qualche decina di applicazioni e può provarle (in versione dimostrativa) liberamente. Le acquisterà -- se lo vorrà -- semplicemente facendo una telefonata. Il telefonista addebita il prezzo del programma, e rivela all'utente una parola d'ordine grazie alla quale si può copiare il programma completo dal CD al disco rigido.
A me sembra una gran bella idea. Non sta funzionando. Se volete il mio parere, il problema è presto trovato: il CD viene venduto a un prezzo ragguardevole. Centomila lire, o giù di lì, forse sembreran poche al distributore, ma per un privato sono già una sommetta. Perché questi signori non provano a credere in se stessi, e non regalano il disco, di modo che tutti possano provare il sistema?
Ma no, non sia mai detto! Va bene: perché non vendere il disco a prezzo di costo? Diecimila lire, non un soldo di più: guadagnerete vendendo i programmi.

Ho già scritto su queste pagine che considero stupido da parte di Apple la scelta di non localizzare in italiano il sistema PlainTalk (cioè il software di sistema che permette a tutti i Macintosh di parlare, e che consente agli AV e PowerMac di rispondere agli ordini dati a voce). Mi hanno risposto che la localizzazione costerebbe un miliardo. Si, e allora?
Ripeto, ribadisco e reitero: si tratta semplicemente di credere in se stessi. O in alternativa di lasciare che la differenza qualitativa tra Mac e macchine DOS/Windows, perlomeno all'occhio del grande pubblico, continui ad assottigliarsi. Fate vedere a un potenziale cliente un Mac che esegue senza indugio l'ordine "telefona all'ingegner Piripacchio" e lui si renderà subito conto che sta guardando un calcolatore di qualità superiore, più avanzato tecnologicamente degli altri. Anche se, magari, a lui quella funzionalità del sistema non serve.
Sta scritto nel libro dei libri: "se il cieco guida il cieco, entrambi finiranno nel fosso".
