17 luglio 2008: i ricercatori della Purdue University in America anunciano di aver trovato il modo di costruire i LED su un substrato di silicio e non più di zaffiro, come si era sempre fatto. È una rivoluzione che cambierà le nostre vite: leggete questo articolo dove spiego le straordinarie caratteristiche dei LED.
Lo scienziato britannico Adrian Bowyer ha presentato in questi giorni una stampante 3D che è in grado di stampare... se stessa. Aggiungendo l'elettronica e montando i pezzi, si ottiene una stampante identica all'originale. È un nuovo passo su un percorso che il ricercatore iniziò nel 2005: leggete qui per saperne di più
Sin da quando ero ragazzo e studiavo gli albori dell'informatica ho maturato rispetto e subìto il fascino di due straordinarie figure, due inglesi che nella prima metà dell'Ottocento concepirono l'idea di calcolatore programmabile e tentarono di realizzarne uno. Oggi questi precursori, che ai giorni loro vennero irrisi, sono stati pienamente vendicati. Pubblico qui la loro storia.
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Io non sono sicuro di quel che sto per esporre. Eppure più ci penso e più mi pare che abbia senso

Dacché esiste, IBM si occupa di tutto ed è abituata a dominare ogni mercato informatico. Ma dal 1980 non riesce ad essere competitiva su tutto. arrivata tardi ai personal computer, e ha presto perso la leadership su di essi.
Dacché esiste, Apple si occupa di due cose: produce eccellenti calcolatori e il miglior software di sistema esistente. Microsoft, dal canto suo, offre al mercato potentissimo software applicativo e una mediocre imitazione del software di sistema Apple.
Così, la Apple che produce calcolatori ha un eterno flirt con la Microsoft che crea software per quei calcolatori. La Apple che realizza software di sistema nutre odio inveterato per la Microsoft che le fa concorrenza.

Torniamo con lo sguardo al passato. 1987: Apple dispone del Macintosh II, e con esso del personal computer più straordinario sia per hardware che per software esistente sul mercato. Il Mac II ha grafica a 256 colori in 640 per 480 punti, schede autoconfiguranti, sei slot, processore a 32 bit, sino a 8 MB di RAM: tutte cose che nessun PC dell'epoca può eguagliare.
Guardiamo ad oggi: non appare una superiorità hardware altrettanto elevata nei Mac contemporanei rispetto agli odierni PC. La punta di diamante dei sistemi Mac è il processore PowerPC (ma l'ha creato IBM con Motorola). Il resto? Bus PCI, dovuto a Intel; grafica a 32 bit paragonabile a quella PC; quantità di RAM e sua gestione analoga a quella di un PC.
IBM ha il miglior hardware sul mercato, invece: non solo il PowerPC, ma la tecnologia per creare un chip compatibile col 486, tecniche per creare batterie migliori e per miniaturizzare i portatili, coprocessori per creare grafica 3D, dischi rigidi all'avanguardia

Apple ha il miglior software di sistema. Microsoft con Windows 95 ha concretizzato uno sforzo impressionante, ma è pur sempre come un corridore obbligato a gareggiare con una gamba legata dietro la schiena, un braccio ingessato e la testa girata: colpa dello hardware dei PC, nato male e invecchiato peggio. Non c'è modo di espellere un floppy, né di capire in software se è ad alta densità o no; non si può identificare a cosa serve una scheda che è stata inserita nel calcolatore, a meno che il costruttore della scheda non rispetti una serie di nuove regole introdotte proprio con Chicago e che per ora non rispetta nessuno; non si può gestire più di un monitor. Eccetera.

Ibm ed Apple stipulano un patto segretissimo. Ibm si metterà a produrre Power Macintosh, aggiungendovi lo hardware a sua disposizione. Apple si dedicherà per intero allo sviluppo del software di sistema per quelle macchine. Ci sono millanta postille, codicilli e corollari studiati per evitare che una delle due ditte pugnali alle spalle l'altra (IBM non si è ancora ripresa dal colpo sferrato da Microsoft quando quest'ultima l'ha esonerata dal ruolo di artefice dello sviluppo dei PC), ma questo è il succo.

Per rompere le uova nel paniere a Microsoft, che si sta affacciando al guado del passaggio da Windows 3.1 (imitazione di System 6) a Windows 95 (imitazione di System 7), IBM spinge "OS/2 For Windows", un eccellente ma sfortunata estensione al sistema operativo 3.1. IBM, dopo l'accordo con Apple, non ha più interesse ad OS/2: ma questo può ancora servire a rendere restio il pubblico a passare a Chicago. stata Microsoft, infatti, a lavorare per rendere incompatibile Chicago con OS/2, nella speranza di togliere definitivamente di torno quel concorrente che lei stessa aveva creato anni f

Se ho ragione, Apple smetterà di produrre calcolatori, dopo la prossima ondata prevista per marzo-giugno. Potrebbe venire acquistata da IBM, o più probabilmente IBM entrerebbe nel capitale sociale. Big Blue comincerà a sfornare calcolatori Mac compatibili e contemporaneamente Windows-compatibili (usando il PowerPC 615?), offrendosi di collaborare con sub-licenziatari ("clonatori") per ripetere la mossa del 1981, quando invase il mercato strappandolo al detentore (ai tempi, Apple II).
