Lo scienziato britannico Adrian Bowyer ha presentato in questi giorni una stampante 3D che è in grado di stampare... se stessa. Aggiungendo l'elettronica e montando i pezzi, si ottiene una stampante identica all'originale. È un nuovo passo su un percorso che il ricercatore iniziò nel 2005: leggete qui per saperne di più
Sin da quando ero ragazzo e studiavo gli albori dell'informatica ho maturato rispetto e subìto il fascino di due straordinarie figure, due inglesi che nella prima metà dell'Ottocento concepirono l'idea di calcolatore programmabile e tentarono di realizzarne uno. Oggi questi precursori, che ai giorni loro vennero irrisi, sono stati pienamente vendicati. Pubblico qui la loro storia.
Esattamente trent'anni fa sbarcava in Italia Goldrake. Appropriatamente, io ripubblico qui un mio articolo vecchiotto ma ancora interessante sui robot scritto quattro anni fa per un quotidiano svizzero. (Gli articoli nuovi sono protetti da password, scoprite qui come ottenerne una.
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Oltre che l'articolista, il consulente, il programmatore, il curatore del sistema informativo di Italia Democratica, il docente e il gelataio (lo ammetto, quest'ultimo è solo un hobby, ma sono bravo) mi capita, nel mio tempo libero (!), di fare il traduttore. Per MacWorld Italia, ad esempio, traduco ed adatto talvolta qualche servizio realizzato dalla omonima rivista americana. Posso quindi simpatizzare con quanti traducono in italiano manuali, software e libri di informatica. Se capita uno svarione, capisco. Se ne capitano due, tollero. Quando però ho visto il software di sistema 7.5 per Macintosh ho sospirato rumorosamente. Vediamo perché.

Tanto per cominciare, vorrei sapere chi ha scritto questa frase (la prima che appare a video quando si installa 7.5): "Macintosh necessita di software specifico per poter avviare con il System 7.5". Per poter avviare cosa? E, il "software specifico" (glact, commenterebbe Jacovitti) e il System 7.5 non sono la stessa cosa?
Forse sarebbe risultata più chiara la frase "Macintosh ha bisogno del software di sistema System 7.5 per avviarsi". O no? Comunque, offro un abbonamento omaggio a questa rivista per chi spedirà in redazione la testa dell'omino che ha scritto quella robaccia.

Una delle cose più simpatiche di Mac, a mio modesto parere, è la sua "amichevolezza". Gli altri computer presentano a video domande scritte in burocratese, come "Si è certi di non voler sostituire il nuovo stile con quello che si è creato in precedenza?" Mac, invece, pone domande in modo franco e diretto: "Sei sicuro di volerlo cancellare definitivamente?"
Mi scoccia che la simpatia di Mac sia stata smorzata nella traduzione. Prendiamo le "classi" degli elementi in Finder (le etichette colorate, ricordate? Importante, urgente, riservato, archiviato eccetera). In inglese una delle etichette è "Cool", cioè pressappoco "ganzo". Beh, lo voglio anch'io!
E perché i simpatici Post-It software che in inglese si chiamano "Stickies" (pressappoco "appiccicosi") in italiano sono degli squallidi "Promemoria"?
Perché i PowerBook, che in inglese vengono messi in sleep (a dormire) in italiano sono banalmente in stop? Perché, oh perché, l'ideatore del nome "Contrazione finestre" non è stato eliminato sinché era piccolo e non poteva nuocere?
Nella guida Macintosh c'è un pulsante da premere se una spiegazione risulta poco chiara. In inglese è un simpaticissimo "Huh?" In italiano è diventato un blando "Come?"

Le perle più belle sono concentrate proprio nella guida Macintosh, dove si comincia con le "Finestre di dialogo del catalogo", che mi fanno un po' ridere.
Nell'indice alfabetico ci sono, fianco a fianco, le voci "font" e "font di stampa": la seconda contiene un sottinsieme del contenuto della prima. Che senso ha?
Se trovare una traduzione amichevole e comprensibile era troppa fatica, gli omini di Apple Italia non potevano perlomeno usare un correttore ortografico sulle loro traduzioni? Provate a chiedere l'aiuto sui "Comanti Abbreviati" (meglio in inglese, shortcuts, cioè scorciatoie) e selezionate "Lavorare con le viste ad elenco" (bleah, cosa vuole dire? Meglio "Elenchi di documenti", no?) A quel punto Mac spiega come espandare (si, espandare con la "A') un elenco.

Ci sono anche gli errori veri e propri. Il più celebrato è certamente "Pubblica e sottoscrivi" anziché "Pubblica e abbonati", ma è un errore persino "Pannelli di controllo" che dovrebbe essere al plurale, perché ciascun elemento di quella cartella è un singolo pannello.
Ho tenuto per ultimo l'errore che odio di più. Quando si formatta un dischetto, Mac chiede una conferma: "Vuoi davvero cancellare il dischetto?" Pulsanti disponibili: "Annulla" e "Cancella". Mi ci vogliono sempre trenta secondi per capire che "Cancella" vuol dire "Inizializza", e "Annulla" vuol dire "Rinuncio" (secondo il mio vocabolario, infatti, annullare e cancellare sono interscambiabili). Se c'è qualcuno in Apple Italia che ascolta, può fare qualcosa?
