Lo scienziato britannico Adrian Bowyer ha presentato in questi giorni una stampante 3D che è in grado di stampare... se stessa. Aggiungendo l'elettronica e montando i pezzi, si ottiene una stampante identica all'originale. È un nuovo passo su un percorso che il ricercatore iniziò nel 2005: leggete qui per saperne di più
Sin da quando ero ragazzo e studiavo gli albori dell'informatica ho maturato rispetto e subìto il fascino di due straordinarie figure, due inglesi che nella prima metà dell'Ottocento concepirono l'idea di calcolatore programmabile e tentarono di realizzarne uno. Oggi questi precursori, che ai giorni loro vennero irrisi, sono stati pienamente vendicati. Pubblico qui la loro storia.
Esattamente trent'anni fa sbarcava in Italia Goldrake. Appropriatamente, io ripubblico qui un mio articolo vecchiotto ma ancora interessante sui robot scritto quattro anni fa per un quotidiano svizzero. (Gli articoli nuovi sono protetti da password, scoprite qui come ottenerne una.
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Buongiorno, Apple. Come va? Dormito bene?
Vedo che stai sbirciando il calendario. Sì, ormai siamo nel 1996. Ti sei fatta davvero una gran bella dormita. Ah, ti alzi di scatto, vedo. Bene, bene, ce n'è proprio bisogno...
Sarà solo un'impressione? Mi sembra che mamma Apple si stia svegliata da un lungo e piacevole sonno, e stia dandosi un po' da fare per riguadagnare parte del tempo scialacquato.
È indubbio che i tanto invidiati architetti del MacOS siano rimasti seduti sugli allori di System 7 per troppo tempo, mentre la concorrenza non stava certo ferma. Vediamo un po' i motivi che mi fanno pensare che si siano rimessi in moto.

Abbiamo assistito alla nascita del primo dei quattro progetti che porteranno Apple oltre il 2000 con un ragguardevole vantaggio sulla concorrenza: OpenDoc. Speriamo che gli altri quattro (System 7.8, Copland e Gershwin) non slittino oltre metà '96, fine '96 e fine '97 rispettivamente.
forse per questo motivo che non concordo con quegli analisti che criticano Apple per non aver accettato l'offerta di Quix. Io vedo l'operazione con occhio da tecnico, e non da manager; il System 7 per PReP nel migliore dei casi non sarebbe stato altro che uno hack abborracciato, e il suo supporto avrebbe distratto mamma mela dalla sua priorità numero uno: rilasciare Copland, presto e -- soprattutto -- bene.

Pare che Apple si disferà di Newton, creando una joint venture con Oracle che possa far crescere il piccolo tascabile (che finalmente funziona bene) e faccia entrare soldi freschi. Potrà così concentrarsi su Mac. Tutto lo sviluppo del software è stato concentrato su Claris, di modo che i programmatori di casa Apple si concentrino su MacOS senza perdere tempo con fesserie come PhotoFlash o le Apple Personal Diagnostics: software graziosi ma non vitali, che chiunque avrebbe potuto realizzare.

Viceversa, Apple ha riassorbito alcune delle più clamorose emorragie di talenti, chiudendo Kaleida (settore multimedia) e riprendendosi parecchi programmatori da Taligent (sistema operativo, middleware e programmazione orientata all'oggetto). Mi dicono che Apple sta facendo il possibile per recuperare anche idee e tecnologie chiave del progetto Pink (ne parlavo sul numero di novembre scorso), inopinatamente offerte in dote ad IBM. Se scoprirò qualcosa ne parlerò il mese prossimo.
Non sarà facile sostituire alcune personalità eccezionali, come il creatore dell'emulatore 68040 per Power Macintosh, ma finalmente noto acquisizioni degne di nota.

Molte cose ancora non vanno. Il trattamento degli sviluppatori italiano, di cui ho parlato qualche mese fa, non è migliorato di una virgola. Le cose vanno meglio in America, dalla metà dell'anno passato, quando Guy Kawasaki se n'è assunto il compito. La gestione del processo di nascita dei compatibili viene gestita con goffa rozzezza, mentre servirebbero audacia e impetuosità.

Apple resta una ditta che nel 1985 godeva di un vantaggio abissale sulla concorrenza (Macintosh contro MS-DOS), nel 1990 l'ha visto ridursi (System 6 contro Windows 3) e nel 1995 ha consentito che la distanza si assottigliasse ancora (System 7.5 contro Windows '95). Roba da fucilazione.
Viceversa, negli scorsi tre mesi ho visto scrivere e sostenere colossali distorsioni di questa sgradevole verità: Microsoft è arrivata al punto di commissionare un cosiddetto "studio di produttività" costruito con astuzia per dimostrare che Windows '95 sia paragonabile a MacOS. Baggianate. Non credete a me, provatelo per un'oretta: è sempre una brutta copia. Intel ha sviluppato, mi dicono, un compilatore specializzato, drogato al solo scopo di misurare la velocità di elaborazione del Pentium Pro, e dichiarare di aver raggiunto se non superato la potenza di PowerPC.
Mac è sempre il migliore, e a mani basse. Oddio, però quasi quasi mi metto a gridare baggianate anch'io. Non vorrei che Apple si riaddormenti, e fra altri cinque anni...
