Potete leggere gratuitamente le prime due pagine del mio nuovo libro
Wikileaks: chi sono, come lavorano, perché lo fanno, chi li paga. Visto che la cronaca incalza, ho deciso di rendere universalmente consultabile il mio recentissimo articolo in merito.
Meglio tardi che mai, Microsoft annuncia il venturo Explorer 9. Potrebbe colmare un gap tecnologico colossale che si aprì con l'uscita di Firefox 1
DOVE MI TROVI
In libreria la mia ultima fatica, anche ePub
In libreria come ePub dal 19 luglio e come libro cartaceo dal 24 agosto: è la grande guida che Lucio Bragagnolo ed io abbiamo dedicato ad OS X 10.7 Lion
Nei miei viaggi in Internet mi capitato di trovare pubblicate le password a siti a pagamento. La mia domanda è: cosa si rischia ad usare una password e un nome utente che, sostanzialmente, sono di proprietà di qualcun'altro? E se un rischio c'è, è reale oppure no? Un ulteriore quesito affine al precedente, mi capitato di leggere che Windows, durante i collegamenti in rete, sarebbe in grado di 'fare la spia' e comunicare in modo dissimulato l'eventuale presenza sul PC di software non originale; è vero oppure è solo una legenda metropolitana?
Alessandro Reali
Alessandro, molto dipende dal contratto che il proprietario originale della password ha stipulato. Immagina che il signor X paghi un abbonamento al New York Times e gli venga fornita una password che gli permetta di leggere gli articoli del giornale via Internet. In questo caso, il NYT ha venduto un abbonamento: se il signor X offre una copia della password ai suoi amici sta abusando del contratto. Quando una cosa del genere avviene, solitamente viene scoperta e annullata in poco tempo ore o giorni. I responsabili del sito vedono arrivare molte richieste di accesso con la stessa password, da molti indirizzi differenti, magari addirittura in contemporanea. Immediatamente bloccano la password: così, sia il (poco onesto) signor X che i suoi amici restano con un pugno di mosche.
Windows spione: cè un po di vero e un po di falso in quel che si dice. Quando Microsoft lanciò Windows 95, nel settembre 1995, propose anche un servizio chiamato The Microsoft Network. Chi si abbonava a quel servizio aveva anche diritto a ricevere assistenza tecnica da Microsoft. È per questo motivo, secondo la casa di Bill Gates, che Windows 95 venne programmato per inviare ogni tipo di informazione durante le connessioni con Microsoft: serviva ai tecnici per aiutare gli utenti. Naturalmente, molti hanno pensato che lo scopo delloperazione fosse invece quello di sbirciare dentro i nostri computer, anche allo scopo di trovare programmi abusivi.
Comunque sia, The Microsoft Network non ebbe nessun successo: ha preso piede, invece, lInternet, grazie ai suoi numeri molto più interessanti. Parte dei contenuti di Microsoft Network sono stati spostati su Internet, ma per quanto ne sappiamo non è più possibile a Microsoft di mettere il naso nei nostri sistemi, nemmeno quando ci colleghiamo al loro sito.
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