Oggi sono stato alla conferenza stampa di presentazione delle nuove stampanti Lexmark. Farò una recensione sul primo Macworld raggiungibile. A caldo, mi paiono ottime macchine. Lexmark mi sta molto simpatica da quando scoprii che porta i clienti in palmo di mano. Mi sa che me ne compro una.
Oggi ripubblico due miei articoli a proposito di Skype, alla luce del fatto che il sistema per telefonare gratis o quasi si può usare anche su iPhone, ma anche alla luce delle gravi notizie a proposito dell'azienda stessa.
17 luglio 2008: i ricercatori della Purdue University in America anunciano di aver trovato il modo di costruire i LED su un substrato di silicio e non più di zaffiro, come si era sempre fatto. È una rivoluzione che cambierà le nostre vite: leggete questo articolo dove spiego le straordinarie caratteristiche dei LED.
DOVE MI TROVI
È scaricabile il podcast dello Sciamano in Bicicletta in cui il sottoscritto vi racconta perché i semafori di Zurigo sono più intelligenti e interessanti degli altri semafori.
Se vuoi iscriverti alla mailing list di Luca Accomazzi inserisci qui la tua mail:
Vuoi saperne di pił?
Sto facendo una ricerca sui filesystem e ricordo che l'Apple II Plus, che ho avuto il piacere di usare credo nell'80/81, usava un floppy disk di circa 140 kB. Mi piacerebbe sapere come era fatto il filesystem per gestire il floppy disk.
a.. esisteva già la FAT per poter utilizzare in modo random tutti i blocchi del dischetto?
b.. La Fat risiedeva già in memoria (viste le limitate capacità di memoria del calcolatore)?
c.. Sui blocchi del dischetto c'era l'indirizzo di rimando al successivo blocco dello stesso file?
d.. puoi dirmi qualcosa del filesystem ProDos?
Marilena D'Ascanio Lauro
Il sistema operativo del disco Apple DOS 3.3, che usammo dalla fine degli anni Settanta sino ai primi anni Ottanta, gestiva dischi 5" 1/4 da 280 blocchi con 512 byte ciascuno con codifica a sei bit utili ogni otto. Il precedente DOS 3.2 usava una codifica cinque-tre quindi ci stavano solo 232 blocchi utilizzabili. Il file system era flat (senza sottodirectory) con 31 caratteri a disposizione per il nome del file, con la possibilità di usare qualsiasi carattere ASCII nel nome del file tranne le lettere minuscole.
a. Sì. I blocchi 0 e 1 erano riservati al boot. Di seguito avevamo uno spazio per il catalogo del disco (fisso, quindi in casi degeneri era possibile avere un disco "pieno" di file piccolissimi in cui alcuni blocchi erano inutilizzati: questo sarebbe poi stato risolto dal ProDOS nel 1984) e infine una bitmap dei blocchi utilizzati. Il record riservato al file nel catalogo conteneva l'indirizzo di un blocco che fungeva da indice del file (quindi un file di un byte occupava due blocchi, uno per l'indice e uno per i dati, anche qui ProDOS m,igliorò la situazione).
b. Sono convinto di sì, ma magari mi confondo con ProDOS. Dovrei disseppellire la mia copia di "Beneath Apple DOS".
c. Stile Commodore 64? No. Noi Applisti prendevamo in giro i Commodoristi per questo. :-)
d. Il file system introdotto con il sistema operativo del disco Apple ProDOS fu a mio parere il primo file system coi baffi nella storia dei personal computer. Era vagamente basato sul sistema operativo dello Apple III e venne rilasciato nel 1983. A quei tempi il neonato Mac aveva ancora i dischetti senza directory limitati a 400 kB (MFS, il primo file system del Mac, era una cosa molto tirata via) mentre ProDOS aveva la gestione dei dischi sino a 32 MB, le directory a crescita dinamica illimitata, la gestione dei file distinta in seedling sapling e tree (nella VTOC il puntatore poteva puntare all'unico blocco dati per file piccolissimi, o a un indice contenente 256 numeri di blocchi occupati dai dati, oppure a un indice di indici. Però ridusse i nomi dei file a soli 15 caratteri e il tipo di file a un solo byte.
All'università approcciai le questioni cardini sui sistemi operativi studiando questo tomo, il Deitel appunto, che trovai scritto benissimo, appassionante e di una chiarezza cristallina:
http://www.amazon.com/exec/obidos/ASIN/0201509393/lucaaccomazzi/
Da bravo studente squattrinato me ne feci fotocopiare le parti salienti. Comprai la edizione aggiornata anni dopo, attorno al Novanta credo. Qualcuno se l'è fatto prestare, non me l'ha mai restituito e io ancora mi mangio le mani.
Nel mio piccolissimo scrissi un testo introduttivo in proposito nel 1987: "Conoscere i sistemi operativi", sottotitolo "Il signore nell'ombra" perché sostenevamo che il miglior so è un so invisibile... Concetto ardito per i tempi.
http://www.erasmo.it/einaudi/esame.asp?ntit=1049
A distanza di sedici anni lo considero un testo invecchiato bene (a parte ovviamente il capitolo legato all'attualità dell'epoca). Un millenio di questi ne ripubblicherò i capitoli chiave sul mio sito.
L'articolo che lo ispirò apparve nel 1984 sulle pagine di Bit:
http://db.accomazzi.net/TarticoliI628.html
gracenote bios stuffit expander crack presenza internet cumulus cartella doppio codifica daystar server sicuro return address file vaxene banda larga reinvia al mittente data rescue x estensioni disabilitate video streaming olivetti collegamenti sicurezza microsoft stampante di rete bus bouncing handicap visivo pcmaclan ssh chiavetta