Potete leggere gratuitamente le prime due pagine del mio nuovo libro
Wikileaks: chi sono, come lavorano, perché lo fanno, chi li paga. Visto che la cronaca incalza, ho deciso di rendere universalmente consultabile il mio recentissimo articolo in merito.
Meglio tardi che mai, Microsoft annuncia il venturo Explorer 9. Potrebbe colmare un gap tecnologico colossale che si aprì con l'uscita di Firefox 1
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In libreria come ePub dal 19 luglio e come libro cartaceo dal 24 agosto: è la grande guida che Lucio Bragagnolo ed io abbiamo dedicato ad OS X 10.7 Lion
Vorrei sapere se quando un sito chiede di registrarsi significa sempre che è necessario pagare per poterlo vedere o per poterne usufruire (nel numero di gennaio per esempio avete citato il sito http://carosello.it il quale chiede sempre di registrarsi inserendo un nome del giocatore e una password: cosa significa? Cosa devo inserire?)
Alessandra Ferlenga
No, non devi necessariamente pagare. Internet offre a chi crea un sito Web un meccanismo grazie al quale ci viene chiesto nome e parola d'ordine quando entriamo in un sito. Nella stragrande maggioranza dei siti questa opzione non viene esercitata: noi entriamo e visitiamo liberamente tutte le pagine del sito. Alcuni siti invece sfruttano questa possibilità, ma ciascuno lo fa con modalità sue e per i suoi scopi. Il caso più comune è quello dei siti a pagamento. Per esempio, i citatissimi siti pornografici tipicamente richiedono una quota di abbonamento a chi li vuole visitare: chi accetta un addebito sulla carta di credito riceve per posta elettronica una parola d'ordine che gli permette di visitare il sito. Ma non è l'unico caso. Esistono siti privati (le cosiddette "extranet"): per esempio molti produttori di computer hanno realizzato siti dove i soli rivenditori possono collegarsi per consultare un listino a loro riservato e prenotare i computer per i loro clienti. In questo caso, ovviampente, nessuno paga nulla: semplicemente, i rivenditori possiedono una parola d'ordine indisponibile al pubblico generico. Ci sono molti altri casi. Per esempio, di recente ci è capitato di visitare un sito sponsorizzato: per accedere agli interessanti contenuti del sito ci è stato richiesto di visitare la pagina home delo sponsor. Dopo esserci ben sorbiti la pubblicità siamo tornati sul sito che ci interessava. A questo punto ci è stata richiesta una password che era lo slogan pubblicitario dello sponsor. In questo modo, gli autori del sito si sono assicurati che noi visitassimo lo sponsor.
Carosello, infine, vuole che noi ci registriamo prima di giocare. Non c'è niente di più di questo. Il nostro sospetto e che i proprietari del sito usino quei dati demografici per giustificare i prezzi
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