Potete leggere gratuitamente le prime due pagine del mio nuovo libro
Wikileaks: chi sono, come lavorano, perché lo fanno, chi li paga. Visto che la cronaca incalza, ho deciso di rendere universalmente consultabile il mio recentissimo articolo in merito.
Meglio tardi che mai, Microsoft annuncia il venturo Explorer 9. Potrebbe colmare un gap tecnologico colossale che si aprì con l'uscita di Firefox 1
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In libreria come ePub dal 19 luglio e come libro cartaceo dal 24 agosto: è la grande guida che Lucio Bragagnolo ed io abbiamo dedicato ad OS X 10.7 Lion
Che differenza c'è tra l'indirizzo e-mail, il POP Account ed il Return address?
Claudio Battaglia
Normalmente, nessuna. Se io stipulo un contratto con Telecom per l'accesso a Internet, e chiedo che mi venga assegnato l'indirizzo "pippo", divento pippo@tin.it. In questo caso pippo@tin.it è il mio indirizzo, il mio account, il mio indirizzo di ritorno: le tre cose sono sinomimi.
Quando il metodo utilizzato per accedere ad Internet si complica allora... le cose si complicano. Uno di noi potrebbe benissimo scrivere a un amico mentre si trova a casa un amico, e indicare che il suo indirizzo non è quello in cui si trova in quel momento (perché è ospitato dall'amico) ma un altro: questa situazione è possibile sia con la posta di superficie che con l'e-mail. Diremo che l'indirizzo a cui rispondere (il "return address") è diverso dall'indirizzo del mittente. Non c'è nulla di misterioso, e ci sono un sacco di situazioni in cui una cosa del genere è utilissima. Per esempio, in redazione potremmo sistemare le cose in modo che, quando qualcuno di noi risponde dal suo indirizzo personale (nel mio caso, akko@ilmioweb.it), l'indirizzo di ritorno sia quello della rivista (e cioè netmag@ilmioweb.it). in questo modo, se un lettore risponde a un mio messaggio la sua risposta non arriva a me personalmente ma agli uffici della rivista, e la segretaria di redazione può smistarla a chi è più adatto a dare una risposta.
Quando al POP account, la questione è un filino più tecnica. Immaginiamo che io sia il presidente e amministratore delegato dell'azienda Acme SpA, che vende per corrispondenza strumenti per la caccia allo struzzo. Voglio disporre di un indirizzo di posta elettronica aziendale (per esempio, presidente@acme.it), ma non sono disposto a spendere soldi e a perdere il tempo che serve per diventare davvero un punto di presenza su Internet. Allora cosa posso fare? Prendo contatto con una azienda che offre accesso a Internet (come Energy, per esempio) e li pago perché creino il dominio acme.it. Il fornitore d'accesso sistemerà le cose in modo che sia il suo computer (energy.it), a rispondere anche al nome acme.it. Quando qualcuno scrive a presidente@acme.it (il mio indirizzo di posta elettronica pubblico), la lettera arriva a energy.it. Il loro computer allora dovrà infilare la lettera in una sua casella postale, che potrebbe chiamarsi, per esempio, luca@energy.it. In questo caso, luca@energy.it è il mio POP account. E' la casella postale vera che sta dietro al nome fantoccio presidente@acme.it.
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