Potete leggere gratuitamente le prime due pagine del mio nuovo libro
Wikileaks: chi sono, come lavorano, perché lo fanno, chi li paga. Visto che la cronaca incalza, ho deciso di rendere universalmente consultabile il mio recentissimo articolo in merito.
Meglio tardi che mai, Microsoft annuncia il venturo Explorer 9. Potrebbe colmare un gap tecnologico colossale che si aprì con l'uscita di Firefox 1
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In libreria la mia ultima fatica, anche ePub
In libreria come ePub dal 19 luglio e come libro cartaceo dal 24 agosto: è la grande guida che Lucio Bragagnolo ed io abbiamo dedicato ad OS X 10.7 Lion
Stamattina ho comprato Macworld [di dicembre 2003, NdR], e mi
sembra quasi di avvertire un tono preoccupato. Ma va tutto bene? Non
é che ci vogliono chiudere? Sai, quella tua frase su enrico lotti, e
il tono generale, mi fa quasi pensare che la nostra rivista possa
seguire le sorti di Macformat e di Macintosh magazine. Posso stare
tranquillo?
Piergiovanni
Riporto la frase in questione, per maggior chiarezza. <i>Il perdente è... Enrico Lotti. Il povero direttore di Macworld Italia sta perdendo i suoi (ultimi) capelli per mettere insieme una rivista che risulti interessante per tutte le categorie di utilizzatori. Aiutatelo. Tornate in edicola e comprate unaltra copia. Dopo tutto, gli utenti Mac possono dividersi e discutere ferocemente di tutto, ma si aiutano sempre lun laltro.</i>
Niente dietrologie. La frase è stata scritta proprio perché oggi molti utenti restano caparbiamente abbarbicati alla loro copia di Mac OS 9, ed è sempre più difficile trovare e pubblicare articoli che interessano anche a loro così come a chi ha aggiornato la sua macchina.
Per il resto: certo, in questo clima economico Macworld Italia non se la passa bene. La tiratura è immutata negli anni, se non addirittura cresciuta, ma la raccolta di pubblicità è precipitata. Questo però non vale solo per Macworld: la raccolta di pubblicità è precipitata per tutti nel 2003 con la sola curiosa eccezione delle reti Mediaset. Quindi non se la passa bene neppure Applicando (che storicamente ha sempre pubblicato più pagine e raccolto proporzionalmente più pubblicità rispetto alla concorrente). Ribadisco: da questo punto di vista non se la passa per niente bene neppure il quotidiano elvetico con il quale collaboro e i cui bilanci sono sempre stati completamente in positivo dal giorno della fondazione.
Dopodiché io so di tante testate che tirano la cinghia e tirano avanti con le risorse che hanno a disposizione; e non so di nessuna rivista che pianifichi di chiudere.
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