Potete leggere gratuitamente le prime due pagine del mio nuovo libro
Wikileaks: chi sono, come lavorano, perché lo fanno, chi li paga. Visto che la cronaca incalza, ho deciso di rendere universalmente consultabile il mio recentissimo articolo in merito.
Meglio tardi che mai, Microsoft annuncia il venturo Explorer 9. Potrebbe colmare un gap tecnologico colossale che si aprì con l'uscita di Firefox 1
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In libreria come ePub dal 19 luglio e come libro cartaceo dal 24 agosto: è la grande guida che Lucio Bragagnolo ed io abbiamo dedicato ad OS X 10.7 Lion
Tutti sanno che inserendo un cd audio, iTunes (o chi per lui) si collega ad un database e fornisce le informazioni (titoli, autore, ecc.)
La domanda è: come mai la cosa funziona anche con i cd acquistati negli
anni '80, quando Internet non era diffusa come adesso? Dove sono nascoste le informazioni che permettono al database di riconoscere che CD ho inserito nel lettore?
Etienne
In un CD audio non ci sono informazioni testuali; non c'è scritto nulla. Apple però verso la fine degli anni Ottanta, quando mise in vendita il primo lettore di CD collegabile a computer (lo Apple CD SC, lettore 1x SCSI con caddy, mi pare costasse 1.200.000 lire più IVA, ne avevo uno) si rese conto che un CD audio si poteva identificare da una serie di fattori. Numero di brani e durata esatta dei brani, soprattutto.
La Casa di Cupertino offrì un software scritto in HyperCard che permetteva di realizzare una base dati personale dei brani musicali posseduta. Io mettevo un disco nel lettore, digitavo titolo di disco e brani, lui registrava tutto quel che io avevo scritto. Poi quando volevo ascoltare un brano, con gran comodità avviavo quel software, reinfilavo il disco nel caddy, ficcavo il caddy nel lettore e cliccavo il titolo del pezzo. Un po' iTunes 0.0.1
All'inizio degli anni Novanta, Apple rimpiazzò quell'ambaradan con un accessorio di scrivania per System 6, "CD Remote". La comodità stava nel fatto che potevamo ascoltare musica mentre facevamo altro! Ricordate, stiamo ancora parlando di un periodo in cui lavorare con un solo programma per volta era la prassi. Anche se il sistema operativo consentiva il multitasking collaborativo, alcuni programmi non ne volevano sentire parlare. Erano stati scritti (male) prima che Apple introducesse il multitasking e si rifiutavano di partire se il multitasking (opzionale in quegli anni: servivano infatti almeno 2 MB di RAM, non pochissimi). Quando arrivò System 7.0, che rendeva il multitasking una caratteristica base non disabilitabile, molti cattivi programmatori fecero le barricate e invitarono i loro utenti a non aggiornare. Fu solo l'arrivo dei Quadra con processore 68040 e compatibili solo con System 7 a spaccare quel fronte e vincere quella guerra; proprio come oggi i G5 costringono all'aggiornamento verso OS X quelli che erano rimasti fermi a Mac OS 9.
Alla metà degli anni Novanta scoppiano il boom di Internet e quello dell'Open Source. Nasce un progetto open source chiamato "Internet CDDB" (compact disc data base). I dati relativi ai dischi e ai brani possono venire caricati e scaricati via Rete su un server centrale. I Mac sono i primi, ovviamente, ma gli altri sistemi operativi si aggregano presto: è semplicemente una idea troppo buona per non apprezzarla.
Gracenote è una società commerciale che nacque (mi pare nel 1999) per sfruttare commercialmente il CDDB (violando, per inciso, il contratto open source). iTunes è l'ennesimo programma Apple che permette di collegarsi ad esso.
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