Lo scienziato britannico Adrian Bowyer ha presentato in questi giorni una stampante 3D che è in grado di stampare... se stessa. Aggiungendo l'elettronica e montando i pezzi, si ottiene una stampante identica all'originale. È un nuovo passo su un percorso che il ricercatore iniziò nel 2005: leggete qui per saperne di più
Sin da quando ero ragazzo e studiavo gli albori dell'informatica ho maturato rispetto e subìto il fascino di due straordinarie figure, due inglesi che nella prima metà dell'Ottocento concepirono l'idea di calcolatore programmabile e tentarono di realizzarne uno. Oggi questi precursori, che ai giorni loro vennero irrisi, sono stati pienamente vendicati. Pubblico qui la loro storia.
Esattamente trent'anni fa sbarcava in Italia Goldrake. Appropriatamente, io ripubblico qui un mio articolo vecchiotto ma ancora interessante sui robot scritto quattro anni fa per un quotidiano svizzero. (Gli articoli nuovi sono protetti da password, scoprite qui come ottenerne una.
DOVE MI TROVI
È in edicola da lunedì 21 luglio Macworld di agosto 2008, Ci troverete un mio lungo articolo su Mac OS X 10.6 "Snow leopard". Lo scarno comunicato stampa di Apple in proposito, un mese fa, è stato ristampato sino alla nausea su tutti i siti web del mondo. I commenti visti in giro sono stati improntati, a mio modesto parere, a una certa superficialità. Io mi sono preso qualche settimana di tempo, ho letto un po' di documentazione per sviluppatori e ho preparato un approfondimento
Ci sarà naturalmente anche il mio consueto articolo in ultima pagina: Dizionario per l'estate, decisamente più ridanciano del solito.
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Com'è andata la causa con i Beatles? Non è la prima, giusto? Perché Apple non ha cambiato nome, se i Beatles avevano registrato il nome negli anni Sessanta?
Ermanno Polli
La prima causa andò malissimo, la seconda andò malissimo, la terza è in corso e sta andando malissimo.
La prima causa nacque con lo Apple IIgs (graphics & sound) del 1986 e il Macintosh II del 1987. Apple era già un gigante e il suo nome uno dei più noti dell'industria non solo informatica. Un valore che si sarebbe perso.
Molti accordi sono stati trovati (e poi ridiscussi) nel frattempo. Il primo era "noi Beatles facciamo musica, voi californiani fate computer, non c'è conflitto". Poi (1986) Apple commercializzò l'Apple IIgs. Violazione dell'accordo: così i Beatles si sono fatti dare un pacco di soldi (avevano chiesto 3 milioni di sterline, Apple ha detto "troppi", sono finiti in tribunale e ne hanno pagati 26).
Vi ricordate che ai tempi di System 6 c'era un "beep" di sistema chiamato "sosumi"? Era uno xilofono registrato. Non potevano chiamarlo xilofono perché cercavano di evitare termini musicali. Allora l'hanno chiamato "so sue me", cioè "va bene, se proprio vuoi allora denunciami".
Nuovo accordo: Apple può fare calcolatori con capacità musicali, ma niente di più. Pare che nel 1999 ci sia stato un nuovo accordo non divulgato alla stampa, un accordo consensuale che ha costretto Apple a pagare ancora. Può darsi che si trattasse della progettazione di iPod. Probabilmente l'accordo è stato espanso per consentire alla casa di Cupertino di produrre apparecchi musicali.
Settembre 2003: nuova causa. I Beatles spiegano al giudice che Apple ha lanciato lo "Apple iTunes Music Store", una attività completamente in ambito musicale. Cupertino chiede che la causa venga giudicata in USA e non in UK. Sin qui sappiamo che il giudice UK ha detto "no, facciamo qui" e il giudice USA ha detto "no, si fa di là"...
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