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Wikileaks: chi sono, come lavorano, perché lo fanno, chi li paga. Visto che la cronaca incalza, ho deciso di rendere universalmente consultabile il mio recentissimo articolo in merito.
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Com'è andata la causa con i Beatles? Non è la prima, giusto? Perché Apple non ha cambiato nome, se i Beatles avevano registrato il nome negli anni Sessanta?
Ermanno Polli
La prima causa andò malissimo, la seconda andò malissimo, la terza è in corso e sta andando malissimo.
La prima causa nacque con lo Apple IIgs (graphics & sound) del 1986 e il Macintosh II del 1987. Apple era già un gigante e il suo nome uno dei più noti dell'industria non solo informatica. Un valore che si sarebbe perso.
Molti accordi sono stati trovati (e poi ridiscussi) nel frattempo. Il primo era "noi Beatles facciamo musica, voi californiani fate computer, non c'è conflitto". Poi (1986) Apple commercializzò l'Apple IIgs. Violazione dell'accordo: così i Beatles si sono fatti dare un pacco di soldi (avevano chiesto 3 milioni di sterline, Apple ha detto "troppi", sono finiti in tribunale e ne hanno pagati 26).
Vi ricordate che ai tempi di System 6 c'era un "beep" di sistema chiamato "sosumi"? Era uno xilofono registrato. Non potevano chiamarlo xilofono perché cercavano di evitare termini musicali. Allora l'hanno chiamato "so sue me", cioè "va bene, se proprio vuoi allora denunciami".
Nuovo accordo: Apple può fare calcolatori con capacità musicali, ma niente di più. Pare che nel 1999 ci sia stato un nuovo accordo non divulgato alla stampa, un accordo consensuale che ha costretto Apple a pagare ancora. Può darsi che si trattasse della progettazione di iPod. Probabilmente l'accordo è stato espanso per consentire alla casa di Cupertino di produrre apparecchi musicali.
Settembre 2003: nuova causa. I Beatles spiegano al giudice che Apple ha lanciato lo "Apple iTunes Music Store", una attività completamente in ambito musicale. Cupertino chiede che la causa venga giudicata in USA e non in UK. Sin qui sappiamo che il giudice UK ha detto "no, facciamo qui" e il giudice USA ha detto "no, si fa di là"...
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