Potete leggere gratuitamente le prime due pagine del mio nuovo libro
Wikileaks: chi sono, come lavorano, perché lo fanno, chi li paga. Visto che la cronaca incalza, ho deciso di rendere universalmente consultabile il mio recentissimo articolo in merito.
Meglio tardi che mai, Microsoft annuncia il venturo Explorer 9. Potrebbe colmare un gap tecnologico colossale che si aprì con l'uscita di Firefox 1
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In libreria la mia ultima fatica, anche ePub
In libreria come ePub dal 19 luglio e come libro cartaceo dal 24 agosto: è la grande guida che Lucio Bragagnolo ed io abbiamo dedicato ad OS X 10.7 Lion
Vedo grandi strafalcioni sui quotidiani a proposito di scienza e tecnologia. Se ne è parlato molto nella tua lista. Lasciamo stare la dietrologia! Gli strafalcioni ci sono sui giornali di tutte le tendenze politiche, religiose
eccetera. Le armi della disinformazione sono l'omissione e la sofisticazione ad arte, non gli errori grossolani.
La causa degli strafalcioni è il fatto che i giornali parlano di tutto,
ma proprio tutto: politica, religione, giustizia, informatica, sport,
economia, e si vogliono rivolgere a tutti.
Ciò significa che non nessuno può essere un esperto su tutto lo scibile
umano, e un giornale non può permettersi una redazione di duecento
persone, ognuno specialista in una diversa disciplina. Inoltre tra una
persona ben preparata che non sa scrivere (non nel senso che non
conosce la grammatica, ma nel senso che ciò che scrive è di difficile lettura) e una poco preparata ma che scrive bene, qualsiasi redazione sceglie la seconda.
A dimostrazione di ciò prendete un giornale abbastanza autorevole: il
sole 24 ore; metà degli articoli sono incomprensibili, quindi suppongo scritti da persone competenti, l'altra metà si legge bene, ma, mi garantiscono alcuni laureati in economia, contiene errori e semplificazioni anche imbarazzanti.
Ivo Silvestro
Beh, ma proprio per questo una redazione dovrebbe contenere giornalisti professionisti e generici, intellettualmente onesti, bravi a comunicare e indipendenti ("Filippazzi, vada a Palazzo Chigi ché c'è una conferenza stampa, e non si accontenti delle dichiarazioni del premier, gli chieda a muso duro se si sente politicamente responsabile della morte") e poi dovrebbero essere a disposizione giornalisti pubblicisti, cioè esperti di settore che non fanno i giornalisti di mestiere ma sanno divulgare i temi della loro professione ("Filippazzi, mi dicono che un buco nero stia per colpire la Terra, non so se questo sia grave, dia una telefonata all'esperto di astronimia, il Cagnotti, e gli chieda di preparare un breve in pagina 28").
In Italia la prima parte non è quasi mai vera (vanno molto di moda invece i servi del potere, specialmente dei poteri forti) e la seconda... pure. Nel mio piccolo ambito di mondo, io ho visto due abili giornalisti informatici statunitenti, fattisi sulle pagine di Macworld, Steven Levy e David Pogue, finire a scrivere(rispettivamente) su Newsweek e sul New York Times. Qui in Italia non conosco nessunissimo valido collega del giornalismo informatico che sia sbarcato sui quotidiani.
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