Oggi sono stato alla conferenza stampa di presentazione delle nuove stampanti Lexmark. Farò una recensione sul primo Macworld raggiungibile. A caldo, mi paiono ottime macchine. Lexmark mi sta molto simpatica da quando scoprii che porta i clienti in palmo di mano. Mi sa che me ne compro una.
Oggi ripubblico due miei articoli a proposito di Skype, alla luce del fatto che il sistema per telefonare gratis o quasi si può usare anche su iPhone, ma anche alla luce delle gravi notizie a proposito dell'azienda stessa.
17 luglio 2008: i ricercatori della Purdue University in America anunciano di aver trovato il modo di costruire i LED su un substrato di silicio e non più di zaffiro, come si era sempre fatto. È una rivoluzione che cambierà le nostre vite: leggete questo articolo dove spiego le straordinarie caratteristiche dei LED.
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È scaricabile il podcast dello Sciamano in Bicicletta in cui il sottoscritto vi racconta perché i semafori di Zurigo sono più intelligenti e interessanti degli altri semafori.
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Io e una combriccola di amici veniamo dalla visione del film "WarGames". Il film, che dovrebbe avere 25 anni o giù di li, è ancora interessante. Strano però che ad un certo punto del film per entrare in un computer utilizzino una password, senza l'ID.
Alla fine del film ci siamo chiesti se davvero serva l'ID in un account. Cioè, quando uno digita una password, questa da una parte riconosce che l'utente la conosce, dall'altra seleziona l'account a cui è collegata.
Sbaglio?
Elena Barone
Una soluzione nella quale il calcolatore ti riconosce con la semplice password può anche andare, a patto che (all'inizio) sia il computer a scegliere la tua password per te. Di solito è il contrario: all'inizio, io decido che mi autenticherò al computer usando una coppia di valori, il mio nome e la mia password. Perché non posso essere io a scegliere, se c'è solo la password? Perché i calcolatori sono multiutente. Sarebbe molto imbarazzante, non ti pare, se il computer mi dicesse, "OK, non mi serve uno username, solo una password, sceglitela", io digito "klaatu" e il computer mi risponde "ah, non va bene, c'è un altro utente che usa quella password lì...".
Inciso. Se prendiamo in considerazione gli aspetti informatici del film, notiamo facilmente che non sono credibili, ciò che avviene non sarebbe possibile neppure con gli strumenti informatici moderni, tanto meno con quelli del 1983. Il ragazzino protagonista, Joshua, azzecca la password "CPE1704TKS" per tentativi. Nota la lunghezza della password. Per tentativi, gli sarebbero servite dieci ore se fosse riuscito a tentare dieci miliardi di password al secondo. Nel film lui ci mette pochi minuti.
Tentare 10 miliardi di password al secondo sarebbe forse possibile con un potente personal computer di oggigiorno, non con un PC del 1983. Comunque, anche con un computer moderno non potresti inviare tutti quei tentativi attraverso un modem come quello di Joshua. Ti servirebbe un modem da (10 miliardi * 11 * 8) di bit al secondo. La mia ADSL del 2008 arriva a due megabit al secondo, qui stiamo parlando di 880 gigabit al secondo, circa 440.000 volte di più, non so se mi spiego.
http://www.imdb.com/title/tt0086567/goofs
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