17 luglio 2008: i ricercatori della Purdue University in America anunciano di aver trovato il modo di costruire i LED su un substrato di silicio e non più di zaffiro, come si era sempre fatto. È una rivoluzione che cambierà le nostre vite: leggete questo articolo dove spiego le straordinarie caratteristiche dei LED.
Lo scienziato britannico Adrian Bowyer ha presentato in questi giorni una stampante 3D che è in grado di stampare... se stessa. Aggiungendo l'elettronica e montando i pezzi, si ottiene una stampante identica all'originale. È un nuovo passo su un percorso che il ricercatore iniziò nel 2005: leggete qui per saperne di più
Sin da quando ero ragazzo e studiavo gli albori dell'informatica ho maturato rispetto e subìto il fascino di due straordinarie figure, due inglesi che nella prima metà dell'Ottocento concepirono l'idea di calcolatore programmabile e tentarono di realizzarne uno. Oggi questi precursori, che ai giorni loro vennero irrisi, sono stati pienamente vendicati. Pubblico qui la loro storia.
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Il mio problema può essere riassunto in "scomparsa di memoria". All'accensione dell'elaboratore la RAM occupata dalle applicazioni, più la RAM contigua (come appare nella finestra "Info su Macintosh" del Finder) è uguale alla memoria totale. Se poi nel corso della giornata apro e chiudo ClarisWorks, Photoshop e MS Excel la situazione peggiora in termini di scomparsa di RAM.Potete suggerirmi una soluzione a questo problema? Al momento non mi resta che riavviare l'elaboratore...
Alberto G. Corti -- Chiasso, Svizzera
La soluzione del busillis sta nel fatto che Finder del Mac OS classico (versioni sino alla 9.2.2) ci rivela soltanto quanta memoria libera e contigua sia disponibile, e non quanta memoria libera ci sia in totale. La memoria libera è quella non usata né dal System né dalle applicazioni: ma potrebbe essere divisa in blocchi separati, come succede nel caso illustrato.
Guardate la seconda fila di tasti della vostra tastiera, e immaginate che sia la memoria di un Macintosh. Ogni tasto rappresenta uno spazio di un megabyte. Il tasto Tab, all'estrema sinistra, viene occupato dal Mac OS. Il tasto A capo, all'estrema destra, è occupato dal Finder. I dodici tasti in mezzo (QZERTYUIOPì$) rappresentano una ininterrotta distesa di memoria libera.
A questo punto noi lanciamo una applicazione, per esempio ClarisWorks, che viene sistemata al di sopra dei tasti QZER. Poi ne lanciamo un'altra, per esempio FileMaker Pro, che viene sistemata sopra i tasti TYUI. La memoria libera a questo punto è composta da altri quattro tasti: OPì$.
L'utente chiude ClarisWorks.La memoria rappresentata dai tasti QZER si libera. A questo punto sono liberi otto tasti: i primi quattro (QZER) e gli ultimi quattro (OPì$). I tasti, però, non sono contigui (il Finder, in questo caso, ci direbbe "memoria contigua, quattro tasti", e non otto). Se noi a questo punto dobbiamo avviare l'applicazione Photoshop, che richiede uno spazio in memoria di otto tasti, non possiamo farlo. Ci sono, è vero, otto tasti liberi, ma non sono contigui. L'unica soluzione consiste nel chiudere l'applicazione rimasta aperta, FileMaker, e poi riaprirla. I tasti TYUI si liberano, e quando Mac OS ricarica FileMaker lo assegna ai tasti QZER. A questo punto sono disponibili otto spazi contigui (TYUIOPì$) in cui infilare Photoshop. (L.A.)
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