Umorismo
  I miei racconti
  Quiz - il Macintosh
  Quiz - i Robot
  Macformat

Sezione Accomazzi

Sezione Articoli

Sezione Applicazioni


Mandami un commento

Sezione "Umorismo"

STRONC!!!

Luca Accomazzi ha letto e odiato:
The Losers
di David Eddings
Ballantine/Del Rey Fantasy

David Eddings, l'autore della decalogia del Belgariad (*), della trilogia dell'Elenium e di praticamente null'altro, se ne è uscito con un nuovo volume, che contiene un romanzo - incredibilis dictu - completo.
Ho per voi una buona notizia e una cattiva notizia. La buona notizia è che il romanzo è schiettamente originale. Eddings, forse lo ricorderete, ha conosciuto un enorme successo con i primi cinque libri che parlavano di Garion, Belgarath, Polgara e la loro allegra compagnia. Così ha prodotto, nell'ordine, prima altri cinque libri aventi per protagonisti gli stessi personaggi; poi una nuova trilogia fotocopia, con personaggi quasi identici (un paio hanno cambiato di sesso). Beh, questo libro è differente dai primi tredici: per uso del linguaggio, trama, ambientazione e psicologia dei personaggi. Persino il dialogo non ha quella eddingsicità che era così caratteristica, con dialoghi serrati, densi di sarcasmo e motti di spirito. Sembra proprio una cosa originale.
E ora la cattiva notizia: il libro è una palla pazzesca. Noioso, insignificante, piatto, povero di avvenimenti e idee. Le prime venti pagine si trascinano con fatica, mentre Eddings ci presenta i suoi personaggi poco interessanti. Poi, nelle quindici successive, avviene l'unica azione prevista dalla trama: il nostro eroe, Raphael, perde la gamba sinistra (tranquilli, non sto rivelando niente di sconvolgente, anche la copertina mostra il protagonista con una gamba sola). Nel resto dei libro assistiamo ai tentativi di Raphael di riacquistare l'autosufficienza. Fine del libro.

La cosa che mi irrita non è tanto il fatto che il libro sia assolutamente insignificante. Diamine, chiunque ha il diritto di scrivere una bruttissima copia dei Dubliners di Joyce (di questo si tratta) e di metterla sul mercato. Il fatto che imprime movimento rotatorio alle mie gonadi è il tentativo di vendere un romanzetto mainstream (cioè tutt'altro che fantastico) come un libro di fantasy. Per semplici motivi commerciali, e cioè perché l'autore è ben conosciuto nel campo della fantasy e perché in questo modo un discreto numero di fessi (l'Accomazzi per primo) si butteranno a pesce sul volume - i creduloni - nella speranza di acciuffare un volumetto "da treno" simpatico e scorrevole.
Dunque, vediamo i fatti. Il libro è inserito in una collana fantasy. Sulla copertina campeggia un angelo con una gamba sola. Il retrocoipertina ricorda ai distratti che cosa Eddings ha scritto in passato. Se poi volete anche leggere le prime due pagine in libreria (nonostante le occhiatacce del libraio) per assicurarvi che non ci sia il trucco, scoprite che il protagonista si chiama - come ho già ricordato - Raphael. È alto, biondo coi ricci, occhi azzurri, buono e simpatico. Incontra all'università un personaggio che si chiama Damon. È basso, ha gli occhi color ardesia, ed è profondamente stronzo. Quando Damon vede per la prima volta Raphael ha un sussulto di riconoscimento, mentre Rafe non l'ha mai visto prima (o così sembra).
Ma, corbezzoli, qualunque amante della fantasy a questo punto ha già intuito che qui sotto c'è qualcosa di angelico e diabolico. Il nome di Damon assomiglia alla parola "demon". Damon ha riconosciuto Rafe, quindi probabilmente il nostro è un angelo con l'amnesia, o chissacché! Damon porta quasi subito Rafe da una sua amica (che anch'essa sussulta nel vederlo), scura di crine, con due tette così, che trascina il nostro in un torbido vortice di sesso e perdizione. Ma è dunque chiaro! Il diavolo tenta l'angelo!

E invece no! È tutta una bufala di dimensioni bestiali. Il romanzo non ha una sola briciola di fantastico in se. Alla fine, dopo duecento pagine di lagne in cui seguiamo Rafe che si autocompatisce da margine a margine del libro,dopo duecento pagine in cui il nostro si autoreclude in un attico dal quale segue la vita di una dozzina di emarginati (i "losers" del titolo) Eddings ci elargisce una spiegazione molto loffia del perché Damon era stronzo e perché voleva vedere Rafe rovinato. Fine del libro.

Quindi (e mi ripeto): il libro non ha nulla a che fare con i generi di cui ci occupiamo più spesso su queste pagine (fantascienza e fantastico). È invece un mediocre romanzetto mainstream. Io denigro pubblicamente l'inganno tentato da autore ed editore di spacciarlo per quel che non è. Lo sconsiglio, ma se qualcuno fosse innamorato del genere "tutti sono sporchi, puzzano e alla fine del libro muoiono tra atroci tormenti dopo aver passato duecento pagine a farsi le forche" lo prenda pure con la mia benedizione. Augh, ho detto.

(*) Nota per gli scientologi: una decalogia è un romanzo composto di dieci volumi.