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Sezione "Umorismo"

Capitolo decimo
L'ammutinamento di Spock e Scott

McCoy, riemerso dall'astropattumiera, si recò trafelato dal Kommandantur: -Jim, e se noi asportassimo le corde vocali alla Tn. Rosa?-
Prima che Kirk potesse rispondere gli passò a pochi picocentimetri dal naso Spock, nella sua corsa per sfuggire alle sue spasimanti, trafelatissimo. Dietro lui veniva Rosa a poca distanza. Buon terzo, il Godone.
Se Carl Lewis li avesse visti si sarebbe messo in pensione.
"Il Godone in seconda corsia avanza impetuoso, si fa sotto a Spock che accelera la falcata. La gara si fa entusiasmante!" commentò Guido Oddo.
"Mancano pochi metri all'arrivo! Il Godone supera Spock in prima corsia, perchè la carne è debole (ma non il vizio), raggiunge il traguardo e vince!" (Applausi).
-Salpa le ancore, issa i velaccini, molla il pappaficooo!- Urlò il medico, estraendo una bottiglia di Vov.
Spock lo fulminò con una occhiataccia: -Non per sembrarvi insistente, ma qualcuno vorrebbe salvarmi?-
-BASTAAA!- urlò Kirk, -Mi dimetto!-
Tutti, coome per miracolo, si fermarono.
-Beh,- osservò confuso Spock, -dovrei assumere io il comando, ma come faccio a salvarmi da solo?-
-Salverò io la situazione!- ribattè Kirk con una diabolica luce negli occhi, -assumo il Godone come maggiordomo di Spock e la tn. Prospe diventerà la sua attendentessa,- annunciò salomonicamente.
McCoy si scolò il Vov tutto d'un fiato.


Supplemento al diario di bordo del comandante. Data astrale non lo so, mi ritarda l'orologio.
Dacchè il Godone e Rosa Prospe furono teletrasportati con uno stratagemma su Sing Sing VIIIIIIIIIIII le cose procedono meglio. Il Sig. Spock, nel frattempo, è diventato un vulcaniano-padre.


-Un momento!- interferì Spock, -ma chi ha detto che il pupo è mio? Come risulta dal diario di bordo e dalla lettura dell'ottavo capitolo, non è certo che...-
-Spock, è stato deciso democraticamente, vero McCoy?-
-Ma se ha le orecchie a sventola, non a punta!-
-Chi rompe paga e i figli sono suoi!- sentenziò il medico.
-Ben detto,- gongolò il comandante. -McCoy, fornisca lei il latte in polvere per le poppate di Ernst Hemingway 4°.-
-Non finisce qui! Mi rivolgerò alla corte marziale e venusiale.- piagnucolò Spock.
-Inutile, Spock. Signor Checov, via a fattore 75 Km/h; diriga su Chattanooga B8.-
-Ciattanuga?- mormorò perplesso il medico.
-Certo,- si riprese Spock, -il pianeta rifusio dei malati di raffreddore, detto per questo Chattanooga etciù etciù...-
-Ma... ma signore, noi dovevamo atterrare su Michelin XZX prima del fastidio col Godone,- fece notare perplesso Checov. -Qui si rischia il licenziamento in tronco...-
-Cosa dovevamo fare su Michelin XZX?- chiese confuso il comandante.
-Non lo so. Ci aveva mandato lì Scott, fuggendo la Missione per la Federazione sul pianeta Aristogitone...-
-METTETE SCOTT AGLI ARRESTI!-
-Maiali, non mi prenderete mai!- urlò Scott prendendo Spock in ostaggio. -Viva Topolino! Donne, tutte con me in sala macchine! Venderemo cara la pelle e le pa...-
-LASCI QUELLA MADRE DI FAMIGLIA, VILE! Sorveglianza, a me!- gridò l'esaltato Kirk.
-Sordormenza, a lui!- beffeggiò Scott.
Spock impallidì visibilmente, si premette una mano sugli occhi e corse verso le toilettes.
-Posso dice "ciò un magone"??- chiese McCoy.
Nessuno si degnò di rispondergli. -Presto,- puntualizzò con la solita precisione Spock, di ritorno dai WC spaziali, -o riduciamo Scott all'impotenza entro poche righe, o non faciamo in tempo per l'ammutinamento del titolo.-
-Scott,- comandò Kirk, -le ordino di diventare impotente!-
-Mai come lei, capitano. Via col vento!- gridò Scott.
Spock, madre felice, ghignò soddisfatto.
Kirk si appropinquò circospetto a Spock e dopo avergli mollato un cartone che faceva sparire quel poco di bello che gli rimaneva in viso fece interdire Spock con la complicità di McCoy.


Spock si avvicinò furtivamente alla cella dove Kirk aveva fatto rinchiudere Scott. Aprì la serratura forzandola con la punta di un'orecchia e bisbigliò all'ingegnere: -Ehi! Facciamo saltare il cadreghino sotto il culo a Jim?-
-Magari facciamo anche saltare il suo distributore automatico di cicche...-
-Io ci stò- aderì McCoy che aveva spiato tutto da una latrina lì nei pressi. -Quel disperato ha insultato la mia raccolta di metaforicol iliment, alliterescion e personal imprescion.- (Nota 15 bis)
-Benissimo,- suggerì sadicamente Spock, -possiamo metterlo a spalare carbone in sala macchine...-
-Spock, maledetto vulcaniano, si aggiorni sui motori moderni. Si dice "a spalare materia e antimateria in sala macchine".- disse Scott indignato.
-Io però voglio un posto nel titolo del prossimo capitolo, in rosso, sennò nisbah.- pretese McCoy.
-Fiutt...Fiiiiii...! Qui ponte, parla il Cap. Kirk. Scott, in sala comando.-
-Si dice "per favore", caro Korky.-
-Le direi "per favore" se dovesse farmi un favore; ma io le farò un favore che la infervorerà, o affabile Scott. Stiamo per dirigerci su Blondie CXX...- (Nota 18)
-Arrivo subito. Non so perchè ma il ponte mi attira...-
-Oh lussuoso e buon McCoy, siam rimasti solo noi...- commentò Spock, cui la preveggenza del comandante aveva fatto venire la pelle di bufalo (su Vulcano non si sono oche).
-Fiutt...Fiiiiii...! Qui ponte, parla il Cap. Kirk. Spock, se vuole possiamo fare una capatina su Isabella Ferrari I-
-Ciao, McCoy!- urlò Spock correndo via.-

McCoy irruppe sul ponte di comando prendendo una fialetta puzzolente: -Questo è un dirottamento! Dirigete su Cuba, anzi, su Barrucana!-
-McCoy,- fece Kirk, -se non la pianta la sbarco su Culio Iglesias IX...-
Il dottore assunse un aria minacciosa.
-Ho un arma che la distruggerà! Spock, canti la canzoncina di "Aiazzone".-
-Tu... tutta?-
-TUTTA! E DUE VOLTE! Io e Scott abbiamo i tappi paraorecchie.-
-Con Aiazzone avrai...- attaccò Spock. Prima che potesse ricordare che è necessario imboccare l'autostrada Torino Milano e uscire al casello di Carisio su tutta l'Enterprais solo pochi sordomuti non erano stati ridotti in stato comatoso.
McCoy, visibilmente frastornato, attaccò cantando: -Rosamunda, tu se la vita per meeee...-
Gli schermi, i visori, i monitor, gli oblò e gli occhiali da taschino di Scott si infransero contemporaneamente.
-Visto che stiamo scrivendo canzoni il prossimo capitolo lo chiamiamo "il CantaBiro", eh?- chiese Kirk, bramoso di comprensione, agli astanti.
Non si era accorto che tutto l'equipaggio tranne lui e Scott era svenuto...

McCoy, svenuto, venne ridotto all'impotenza e legato in infermeria; le sue infermiere vennero equamente divise tra Kirk, Spock & Scott.
-Tanto a che gli servono se è ridotto all'impotenza?- concluse Scott.
-Non capisc...- iniziò Spock. Poi urlò.


Nota 15: Trattasi di elementi ricorrenti nella poesia inglese del sette/ ottocento secondo la particolarissima pronuncia della professoressa d'inglese succitata. Credevate che mi fossi dimenticato di fare le note, eh?

Nota 16: Ozono era il titolo della rubrica di Colo sul Tarlo Mentale edizione liceo, poi parzialmente ristampata sul Tarlo fanzine.

Nota 17: Gli avevo chiesto di scrivere qualcosa. Teo non si smentisce mai.

Nota 18: Ciascuno dei quattro protagonisti aveva il diario scolastico imbottito di fotografie di attrici, altrimenti chiamate "sante protettrici". Come vedremo anche tra pochissimo, la santa di Teo (Scott) era Deborah Harris, alias Blondie; quella di Max (Kirk) era Olivia Newton John; quella di Colo (McCoy) era Karina Huff - anche se lui era abbastanza politeista in proposito - mentre il sottiscritto (Akko alias Spock) venerava con dedizione Isabella Ferrari.
Prima di ciascun compito in classe di rilevanza ci riunivamo con fervore in preghiera per pochi secondi. Max, officiante, implorava: -Santa Olivia...- e gli altri: -Ora pro nobis!-. -Santa Isabella...- -...ora pro nobis.-