|  Umorismo I miei racconti Quiz - il Macintosh Quiz - i Robot Macformat
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Il Tarlo Mentale, Inc, vi
presenta:
Un pastisc di fantascienza!
Capitolo primo, di MisterAkko
Canon1,
il barbaro, scattò una foto al mostro che aveva
appena ucciso, per il suo album di ricordi. Riprese il suo
spadone svellendolo dal cadavere del mostro, uscì,
sorseggiando un amaro, dalla cAverna, e salì sulla
sua Fiat Crom con aria condizionata. Innestò la prima
marcia, e una puzza mostruosa si diffuse nell'aria: quando
mise la seconda, che era solo un po' decomposta, le cose
migliorarono.
Pensava con aria disgustata che presto avrebbe dovuto
abbandonare la carriera di barbaro professionista. Le
occhiaie si stavano approfondendo, i capelli ingrigivano, e
per qualche motivo che lui non poteva capire, la vista di
Onan il barbaro non era più quella di una volta. Fu
per questo motivo che egli finì per investire un
passante che usciva in quel mentre dal megamarchet. Il
megamarchet era composto da quattro ali, gli ali mentari, i
prodotti per l'ali tosi, l'agente di viaggio per le visite
ali vorno, e i centrattacchi, ed era per una curiosa
coincidenza posseduto interamente (per ulteriori referenze
rivolgersi a Teresa Orlowski) proprio da Conad il
barbaro.
Bestemmiando vigorosamente (Coran non era mai stato molto
religioso), scese dalla macchina ormai ridotta a pezzi.
Il moribondo si agitò debolmente, ma poi smise di
moribondare e si liberò dai rottami della macchina:
fece volare il volante, lanciò verso le stelle il
lunotto, cancellò le gomme, e spedì la biella
da Aiazzone. I due uomini si guardarono, e si
riconobbero.
Keith Gersen, l'investigatore spaziale2,
si rialzò dal suolo con mossa felina, e si
gettò sul suo aggressore urlando: -Avanti, canta!
Dimmi dove sono i principi demoni, Stonan!-
-Ti credevo un uomo che non deve chiedere, mai! -
balbettò il barbaro in preda alle allitterazioni.
Udendo questa battura uribil, Gersen diede di stomaco,
vonciando tutto il completo di Conat il barbaro, un modello
esclusivo creato da Borsalone, filiale di Cimmeria.
Passava in quel mentre Hari Seldon,3
accompagnato dai suoi fedeli che intonavano "Hari Seldon
Hari Hari", che vedendo Conan e Gersen esclamò:
Capitolo secondo, di Lux
Interior
- Oh! Gersen con Conan! -
- La balbuzie di Hari Seldon peggiora di data astrale in
data astrale - sussurrò Conan al compagno, che
assentì gravemente. Non che un diniego avrebbe
cambiato qualcosa, del resto.
- Salve, cari amici! Eh, vecchie città espugnate da
Ulisse, come state? - Hari amava molto gli eufemismi. - Dove
possiamo andare a risciacquarci il gargarozzo? - Hari
leggeva anche un casino di Tex.
- Perché? - disse Gersen, che era di poche parole e
le stava finendo tutte.
- Conosco io un posto, allo spazioporto - interloquì
Conan - lo chiamano il caffè del barbaro, il Barbar
Bar. Servono uno Spock 84 che farebbe girare gli esameri
alle tenie del pianeta Papalla4!
I tre si avviarono, senza stranamente approfittarne per
qualche battuta scema sulla carburazione, e dopo poche U.A.
erano al bar.
Vista dallo spazio esterno, l'atmosfera all'interno appariva
decisamente animata, e bisognava schivarne i morsi famelici
mentre la Cantina Band eseguiva un landing-rock reso ancora
più spensierato dall'assenza, appunto, di
gravità. Il metano girava a fiotti e aveva già
alzato il quoziente di allegria collettivo, con la sola
eccezione di un bestione peloso dell'apparente altezza
di...più alto, che di tanto in tanto ruggiva rabbioso
mettendo a repentaglio la delicata cristalleria di Urano-M
del locale.
- Che ve ne pare? - Conan era barbaraggiante. - Ora vi
faccio entrare. Sono un amico del barbarista, l'ho
conosciuto in Tychoteca... - Si avvicinò
all'interfono.
- Apri il portello, Hal. - Nessuna risposta.
- Hal, apri il portello, porco Venere! - Vista la mala
parata, Conan cercava di disorientare la memoria diplomatica
dello stereobarista.
- Mi spiace, stronzo, ma non posso. - I baristi ad algoritmo
euristico della classe 9000 erano noti per non avere mai
commesso uno sbaglio.
Hari Seldon cercò di comporre signorilmente la
vertenza. - Hal, apri 'sto portello o ti faccio un reset
così! -
- Credo di capire che tu non nutra molto entusiasmo per il
successo di questo locale, Dave. - rispose imperturbabile il
barista. - Ti andrebbe forse una partita a scacchi
dodecadimensionali? -
Dave? Un momento... Hal stava di nuovo tirando fuori quella
vecchia storia di quando lavorava nel cinema5!
Fece per rispondere, ma Gersen attirò l'attenzione
mostrando tre pezzi di diversa lunghezza del cordone
ombelicale della sua tuta da jogging. - Ok, Cornan (la
travagliata vita sentimentale del barbaro era continuo
oggetto di scherno presso i suoi amici), Hari, per venirne
fuori ci vuole qualcuno che sappia provocare una
controtraslazione inversa con scappellamento a destra del
continuum pseudodimensionale.

Capitolo terzo, di Colo
-Chiedo scusa per l'intrusione- intervenne un tipo
dall'aspetto metallizzato -Forse posso esservi d'aiuto: il
mio nome è Daneel S. Olivolì6.-
In effetti qualcuno fece notare che aveva un innegabile
colorito olivastro, Hari, il solito porco, chiese -Mi dica,
come va la sua vita sessuale? E' vero che è Extra
Vergine?-
-Tutto liscio come l'olio, grazie.-
Cornan lo guardò incuriosito -Ma l'iniziale non era
R.? Cosa vuol dire S.?- chiese, tanto per fare
conversazione.
-S. sta per snocciolato, è ovvio!- Il robot lo
squadrò con attenzione poi domandò -Sbaglio o
quell'elmetto da vichingo è un regalo della sua
fidanzata?- Poi, senza attendere la risposta si alzò
e si avvicinò al finestrino dell'autobus.
-Voi volete venirne fuori? E allora leggete qui: "Uscita di
emergenza - Rompere il vetro per uscire". Solo che l'autista
è molto suscettibile e se gli scassate il finestrino
senza motivo si incazza come una bestia.-
Cornan allora si alzò e, accesa la torcia,
tentò di appiccare il fuoco ai sedili. Qualcuno,
pietosamente, lo avvertì che la sua era una torcia
elettrica.
L'uomo tornò a sedersi pesantemente, in preda ad un
attacco isterico:
-Che vergogna, che barbaro sono se non riesco neanche ad
incendiare un bus? Mi espelleranno dall'albo, e io non ho
neanche finito di pagare l'ascia.-
-Invece che il Barbaro potresti fare il Berbero-
suggerì Hari - O magari il Burbero, o il Rabarbaro, o
addirittura il Barbone.-
Daneel gli si avvicinò -Non dire così: sei un
barbaro bravissimo! Ti metti le dita nel naso, rutti, puzzi
come un caprone, fai veramente schifo!-
Cornan si asciugò le lacrime con le mutande, si
soffiò il naso nella mano poi diede una pacca sulla
spalla di Daneel (con la stessa mano) e si pulì la
mano sotto l'ascella sudata.
-Grazie Daneel, tu si che sei un amico!- Detto questo si
dedicò con rinnovato ardore alla demolizione dei
sedili.
Intanto l'autobus si era fermato con fermezza alla fermata
di S. Fermo.
Ad Hari era fermamente fermentato il fermacravatta, ma
questo non c'entra. Le porte si aprirono ed entro un essere
(fin qui niente di strano, fosse entrato un avere avrei
cominciato a preoccuparmi) tutto nero: mantello nero,
pantaloni neri, cappello nero, mutande nere (erano le famose
mutande di Armani, che è da un mese che le cerca e
deve andare in giro senza, con degli evidenti problemi:
è lo stilista più ricercato...dalla
Buoncostume!). Portava una doppietta a Tracolla (provincia
di Forlì).
Era anche piuttosto abbronzato:
-Raggi UVA o raggi KIWI?- Si domandò Cornan.
Il tipo si guardò attorno poi con mossa agile ed
imprevedibile estrasse dal taschino della camicia un
assortimento galattico di anelli, anellini, anelloni, anelli
di fumo, anelli di calamari, anellidi e basta.
Aveva in catalogo anche un Grande Raccordo Anulare.
-Vù cumprà anellino? Vù cumprà
braccialetto? Ventimilo liro, tutto ventimilo!-
Hari si ritrasse terrorizzato -Il Signore Delle Collanine!!-
Esclamò prima di gettarsi fuori dalla porta
scorrevole. Purtroppo le porte si erano già richiuse
per cui lo scienziato si limitò a dare una capocciata
clamorosa.
Da quel giorno non è più lui: si dedica
soprattutto alla progettazione edilizia, con particolare
interesse per le Fondazioni, che insiste a voler costruire
in sei parti a forma di spirale.
Cornan sospirò -Con tutti 'sti africani dove andremo
a finire? Ci vuole Le Pen, ci vuole!-
Intanto Daneel stava parlando col Signore Dei
Braccialetti:
- Mi dica, a cosa le serve quella doppietta?-
L'altro si guardo intorno sospettoso poi disse sottovoce
(conversando con Olivolì avrebbe potuto anche parlare
sottolio): -A lei lo posso dire: io per Hobbit sono
cacciatore di Frodo7.-
Un gelido silenzio piombò sull'autobus.
A questo punto Cornan balzò fuori dal word-processor
e cominciò a colpirmi con violenza sulle gengive
ordinandomi di smetterla con queste battute immonde e
rivendicando anche il diritto a tre settimane di ferie
pagate.
Il guaio è che non ne vuol sapere di rientrare nel
computer: dice che qui fuori ci si diverte molto di
più.
Ed è in questa situazione imbarazzante (Cornan
è veramente barbaro: fa
apprezzamenti osceni sulle ragazze degli amici, sputa sulla
moquette, si mette le dita nel naso a tre alla volta, ha
anche attaccato i pidocchi al gatto) che io passo la mano al
mio sventurato successore.

Capitolo quarto, di Mork
Aragorn8
correva veloce su per la collina, sostando di tanto in tanto
solo per chinarsi a guardar per terra. Le impronte degli
Hobbit sono leggere e difficili a rintracciarsi anche per un
Ramingo, ma non lontano dalla cima una sorgiva attraversava
il sentiero, e nella terra bagnata vide ciò che
cercava.
-Sono passati di qui, i porci!- pensò. Poi
sputò in terra. Per ben tre volte una banda di Hobbit
rinnegati aveva fatto incursione nella sua tenuta, e sempre
mentre lui era fuori a caccia. La prima volta gli avevano
violentato la moglie; la successiva era toccato alle figlie;
e adesso gli avevano stuprato anche le galline...
Cominciò a seguire le tracce, fermandosi ogni tanto
per riprendere fiato e per scaccolarsi. Dopo circa due ore
raggiunse i resti di quello che sembrava essere stato un
bivacco. L'erba era schiacciata per un largo tratto, e
c'erano i segni di un'orgia consumata frettolosamente:
preservativi usati, barattoli di conserva, persino un
tubetto di pasta d'acciughe completamente spremuto.
-Non gli erano bastate le mie galline, a quei maiali di
mezzuomini. Pure le ammucchiate sulla mia terra dovevano
fare!-, e tirò un moccolo a Iluvatar.
Raccolse il tubetto e assaggiò ciò che restava
del contenuto. Non era pasta d'acciughe, ma una mistura di
maionese e cinnamomo che gli Hobbit sembravano trovare
particolarmente stimolante, soprattutto in virtù dei
suoi blandi effetti allucinogeni. Mescolata alla conserva di
arance, essa acquistava fortissime proprietà
afrodisiache: se ingerita in quantità massicce
induceva nel soggetto un irresistibile impulso ad
accoppiarsi con qualunque essere vivente gli capitasse a
tiro.
-Ecco come hanno fatto con le mie galline!- e giù
un'altra bestemmia.
Riprese a seguire le tracce. Dopo altre due ore giunse nei
pressi di ciò che sembrava essere stato un altro
bivacco. Per terra, sparpagliati, giacevano mucchi di
preservativi, mucchi di barattoli di conserva e sei tubetti
di pasta d'acciughe completamente vuoti. Nuova riflessione
sulle galline e nuova bestemmia.
Di nuovo in cammino. Due ore dopo, il terzo bivacco. Una
collina di preservativi. Barattoli di conserva a perdita
d'occhio. Quarantasei tubetti di pasta d'acciughe. Galline e
bestemmie.
Ripartì.
Giunto al quarto bivacco, Aragorn pianse. Sedutosi nel mezzo
di una chiazza di maionese, decise di aprirsi il ventre come
aveva visto fare in un film di arti marziali: estrasse
quindi la spada che fu rotta e si accinse a fare seppuku.
Quando gli sembrò di avere raggiunto la necessaria
concentrazione, appoggiò la punta della lama
all'inguine e cominciò a premere: alla vista del
primo sangue fu colto da una crisi e vomitò sull'elsa
della spada. Poi svenne.
Restò in stato d'incoscienza per un'intera settimana,
ed ebbe incubi terribili. Il più persistente di essi,
che gli si presentava ad intervalli di due ore (manco a
farlo apposta) lo vedeva seduto in un baracchino situato nel
mezzo di un bivacco, intento a vendere galline; su una trave
del baracchino spiccava nitida una scritta fatta con la
pasta d'acciughe: la bestemmia degrada
l'uomo9.
Lo squillo di un telefono lo ridestò. Era sera.
Si trovava sempre nel luogo del quarto bivacco, seduto su di
una chiazza di maionese disseccata. Accanto a lui giaceva la
spada che fu rotta, sporca di vomito, mentre poco lontano su
di una stuoia sedeva un ragazzo dai lineamenti
arabo-africaneggianti. Raccolta la spada, si avvicinò
con passo malfermo al ragazzino, gettando uno sguardo
distratto all'accozzaglia di oggetti che giacevano
sparpagliati sulla stuoia: tra di essi vi erano pacchi di
assorbenti per donne elfiche (ogni assorbente rigorosamente
avvolto nel suo involucro di foglie), una bambola gonfiabile
di Gianni Pilo in formato naturale e il telefono il cui
squillo lo aveva ridestato dal suo stato semi comatoso.
Notando l'interesse del ramingo verso la sua mercanzia, il
ragazzo cominciò ad agitarsi e a gridare: -Vu
cumprà? Vu cumprà?-
-Vaffancù, vaffancù,- rispose il Ramingo,
-come ti chiami piccolo?-
-Muad'dib10,
signore, e a fare in culo ci mandi tua sorella.-
La spada che fu rotta descrisse un semicerchio e
spiccò dal busto la testa del futuro profeta di
Arrakis.
-Così impari ad avere rispetto per gli anziani,
pirla,- sbottò il Ramingo, e cominciò ad
arraffare tutta la roba che si trovava sulla stuoia.
Improvvisamente il telefono squillò nuovamente.
-Pronto, parla Aragorn figlio di Arathorn, che è che
scoccia?-
-Ehilà, Arathorn figlio di Popcorn, sono Colo. Senti,
non è che stasera ti va di uscire con una mia amica?
É molto carina e ti garantisco che è bionda
dappertutto.-
-Siiiiiiiiiiii!- esplose gaudente il Ramingo.
-Benissimo, però lei ha già deciso di uscire
con Arnaldo Borsa. Tu che stasera sei libero puoi scrivere
il prossimo capitolo per il racconto del Tarlo Mentale.
Prendi carta e penna che ti detto la frase finale del mio
racconto.-
Esauritosi il torrente di imprecazioni all'altro capo del
microfono, il Colo cominciò a dettare:
-Il guaio è che non ne vuol sapere di rientrare
nel computer: dice che qui fuori ci si diverte molto di
più.
Ed è in questa situazione imbarazzante (Cornan
è veramente barbaro: fa
apprezzamenti osceni sulle ragazze degli amici, sputa sulla
moquette, si mette le dita nel naso a tre alla volta, ha
anche attaccato i pidocchi al gatto) che io passo la mano al
mio sventurato successore.-

Capitolo quinto, di Pomi
Ad un tratto un raggio laser trapassò la dura
corazza chitinosa dell'alieno che cadde riverso sul tavolino
delle bevande, infilando la sua oscena proboscide
sgocciolante nella caraffa del punch, mentre con uno
pseudopodo palpava le coscie (era un alieno chitinoso ma
piuttosto pudico) della Red Sonja11
e con l'estroflessione cefalica globulare sinistra suonava
col violino O mia biella madunina (un Akkomazzi che
svolazzava nelle vicinanze ebbe orgasmi multipli a codesto
punto).
Conan sghignazzò vivacemente ingurgitando la seconda
metà della lattina di birra, ed incenerì un
pidocchio che passava di lì con uno sputo ben
calibrato. Mentre si appioppava robuste manate sull'esofago
onde digerire la mezza lattina, il nerboruto barbaro
considerò lo schermo opaco del compiuter, dal quale
continuava ad uscire un fiotto continuo di mucillagine
verdastra. Ormai la stanza era affollatissima e non ci si
capiva più nulla: Hari Seldon stava giocando a morra
cinese con il dottor Lao12
che, essendo cinese, stravinceva; l'abominevole uomo delle
nevi, nel frattempo, aveva raspato nell'ordine: portafoglio,
daga, Anelli vari, tesserino della Saub, tunica e perizoma
al Belgarion13
che continuava a chiacchierare amabilmente con l'Uomo che
Cadde sulla Terra senza accorgersi di niente. Bayta
Darell14
suggeva in un angolo il suo succo di nespole, ed era
impegnata a respingere le avanss di Gregorino Samsa15,
che le agitava insistentemente le elitre davanti al naso,
emettendo nel contempo un disgustoso puzzo di scarafaggio in
calore.
-Proprio una bella festa- commentò con un ruttone
Conan mentre spulciava i pidocchi dal gatto del Colo e
guardava la mucillagine verdastra (che fino a qualche riga
fa stava colando dall'opaco schermo del compiuter) smettere
di colare e prendere finalmente la sua forma originale di
alieno di Betelgeuse (che significa in azerbaijano
"l'ascella pelosa e graveolente del cacciatore").
-Oh, finalmente ce l'ha fatta ad uscire, 'sto buzzurro!-
proruppe una voce dall'interno del compiuter, e stavolta
l'opaco schermo rigurgitò una pattuglia mista di Cash
Verdi, Dir-Dir e Pnume16
che si gettò avidamente sulle cibarie e sull'alieno
di Betelgeuse (che significa in uzbeko "la rotula rugosa e
sudaticcia del pescatore") facendone scempio. Intanto Red
Sonja, da brava padrona di casa, andava facendosi palpare
dagli ospiti maschietti fasciata nella sua microarmatura di
Gucci, e distribuiva afrodisiaci hyperboreani a destra e a
Manca.
-Maskarpani, Gorgonzuela, Pekoroni- ululò in
quell'istante Lupo Alberto, che non c'entrava assolutamente
un benemerito, ma il MegaDirettore è qui a due passi
con la lupara spianata17
e se non mi viene in mente qualcosa per mandare avanti la
storia temo di fare la fine dell'alieno di Betelgeuse (che
significa in jacuz-camciaktiano "il metatarso odoroso e
melanconico dell'uccellatore"). Nel migliore stile pomitesco
ecco dunque a voi il...
deus ex machina
Scandendo con voce possente e stentorea il proprio inno
di battaglia, Vecchio scarpone, la Goldenigol al gran
completo piroettò nella stanza18.
Mentre con qualche rapido incantesimo e qualche striptis la
stupenda lady Serena teneva a bada i maschiacci più
focosi, coadiuvata peraltro egregiamente dalla Allison, il
paladino Roland e lord Welkenjar si facevano largo tra la
folla, cercando di raggiungere il compiuter che continuava
imperterrito a vomitare esseri più o meno immondi dal
suo opaco schermo.
Conan, ormai completamente ubriaco e ingozzato di metallo
(era alla ventottesima lattina) vide tra un rutto e l'altro
il fulgido arciprete Falkayn che gli si avvicinava brandendo
la mazza a guisa d'angelo vendicatore. Esso arciprete si
accostò al barbaro e parlò con voce dura.
-Non è che ti è avanzata una lattina, bel
giovine?-
Nel frattempo, grazie anche alla pioggia di chicchi d'uva
marci organizzata dal Signore delle Illusioni, il mitico
Alkar, i due guerrieri erano riusciti a raggiungere il
compiuter e, facendosi largo tra i pezzi schifosi
dell'alieno di Betelgeuse (che significa in kazakistano "lo
sterno cleidomastoideo spugnoso e illustre del sicofante")
avevano staccato la spina.
Stunk! fece la spina.
Lucky Starr, che stava uscendo proprio in quel momento
dall'opaco schermo , rimase tagliato in due all'altezza
dell'ombelico e andò a rotolare tra i pezzi
sanguinolenti dell'alieno di Betelgeuse (che significa in
betelgeusiano "Betelgeuse"), lanciando talune bestemmie
piuttosto pittoresche. Red Sonja, che in quel momento si
stava dando ad uno Ziphaone di Ziph sotto la pioggia di
acini d'uva, emise un gridolino di indignazione e di
rimprovero.

Capitolo sesto, di Arnaldo Borsa
-Ingegner Scott, volevamo Starr intero!- abbaiò Kirk
nella sua scatoletta nota come "firulitt".
-Eccolo che arriva-, rispose il prode ingegnere: in quel
momento infatti la parte posteriore di Lucky Starr veniva
magistralmente calciata fuori dallo schermo.
Kirth Gersen si grattò, nell'ordine, nuca, orecchie,
inguine e La Faccia e poi mugugnò: -forse
dovremmo riattaccarlo...-
-Sei un monomaniaco!- esplose tutta la compagnia.
Kirth Gersen, dopo una pentalogia, svenne, mentre la
compagnia raccoglieva i suoi pezzi qua e là.
Conan, che si stava gustando la più grande invenzione
dei tempi moderni, i fumetti, citò ad alta voce: -Qui
ci vuole Nick Carter!-
-John Carter fa lo stesso?- disse un tizio che
sopraggiungeva, bevendo Martini.
Lazarus Long, intanto, senza fretta grazie alla sua
immortalità, stava cercando di capire chi era il
più fesso.
-No, non fa lo stesso, ma d'altronde...-, fece Conan
lanciando i due pezzi di Starr a Carter: -Riattaccalo!-
John studiò la situazione e cominciò a
riavvitare Lucky, che, finita l'operazione, abbassò
il mento e si guardò il didietro che spiccava sotto
la pancia.
-Perché nessuno mi ha mai detto che ho il sedere
così grosso?-, tuonò.
-Ciò è altamente illogico-, fece Spock.
-Basta ora,- disse Kirk, -dobbiamo finire di scovare gli
alieni; signor Spock, distribuisca gli equipaggiamenti-.
Tra un frusciare di fumetti ed un cich-ciac di acini d'uva
tutti si misero in fila di fronte a Spock per ricevere la
schiscetta con lo stemmino della Federazione e acquistare il
biglietto per il teletrasporto.
-Ingegner Scott, ci trasporti sul luogo dell'azione!-
Si trovarono in una stanza sfarzosamente arredata: un tizio
alto, scuro e muscoloso, con una T-shirt di Kabir Bedi
scrutava nel buio fuori dalla finestra: -Mezzanotte,
mezzanotte e non è ancora tornato!-
esclamò.
Il tizio venne buttato fuori a calci nel fondoschiena da
Conan: -Via, via! Questo è un pastisc di
Fantascienza!- A questo punto il prode eroe guardò
Red Sonja, che si stava dando ad un tigrotto, e si
grattò la pera.
-E noi che cosa ci facciamo qui?- pensò.
Kirk, impaziente, li trascinò tutti fuori.
Hari Seldon, scrutando l'isola, tale era il luogo in cui
erano capitati, affermò che, storiograficamente,
avevano cannato posto in una maniera clamorosa.
Nessuno gli diede retta, perché in quel mentre un
praho si stava avvicinando all'isola: -Gli alieni di
Betelgeuse!- urlò Lazarus Long, estraendo dal kilt un
lanciabignèallacrema fotonico e facendo fuoco
contemporaneamente. Siccome l'operazione è
notoriamente impossibile si sparò miseramente nel
kilt.
Red Sonja prese in mano la situazione e saltata a bordo
massacrò l'equipaggio a colpi di reggiseno
corazzato.
-La nave è nostra!- esclamò Kirth Gersen,
-propongo di cambiare il nome del racconto in "Low
Crusade"-
Nel frattempo il Capitano Kirk si stava spelando il
mento, rimuginando tra sé e sé. Poco dopo fece
salire tutti a bordo del praho, fece sollevare l'ancora,
prese il timone e se lo portò in cabina.Quando
uscì esclamò: -Ho capito dove siamo! Vele al
vento! Rotta su Labuan!-

Capitolo settimo, di Sir Gawaine
Spuntò l'alba di un nuovo giorno.
-Lasciatemi cantare, con l'interfono in mano,
lasciatemi cantare,
sono un Vulcaniano!-
Spock era decisamente di buonumore quella mattina e lavorava
di buona lena per completare al più presto la sua
corvé "pulizia ponte".
Uno degli ospiti della nave, intanto, ben lungi dal
lasciarsi contagiare dall'allegria di Spock, bestemmiava in
metodico ordine alfabetico tutti gli dei di cui aveva
notizia: nessuno avrebbe avuto il coraggio di biasimarlo se
avesse visto come si era conciato radendosi con il suo nuovo
rasoio elettrico Stormbringer. Il dio dei venti,
però, doveva essere sordo alle blasfemie dell'albino
perché grazie al suo aiuto il Praho giunse in grande
anticipo nel porto di Labuan. Solerte arrivò il
pilota del porto, tale Han Solo, vecchio lupo di mare con un
passato come pirata agli ordini di Sua Maestà la
Regina d'Inghilterra.
La Perla di Labuan faceva gola a tutti gli ospiti del Praho,
tutti campioni di chiarissima fama. Ormai tutti avevano
vinto tutto, ma la Perla era "quello che faceva il
campione". La tensione tormentava, comprensibilmente, gli
animi. Conan, nonostante tutto, era il più
nervoso.
-Ma insomma, miei Signori! Vogliate sospendere le Vostre
discussione pretestuose e superficiali...- Tutti
ammutolirono e Conan approfittò dell'attenzione
ottenuta per ostentare sicurezza spolverando con noncuranza
una spalla del suo doppio petto blu.
-Ragazzo, il mio guardaroba è già arrivato?
Giovane, chiamami una carrozza: non ho nemmeno la più
effimera delle intenzioni di rovinare le mie ghette con la
sozza polvere delle mulattiere di quest'isolotto abitato da
chissà quali zotici ignoranti...- Il cimmero scese
con stile la passerella lasciando che la sua R moscia
continuasse a vibrare nell'aria dietro di lui.
La sfida era nel suo vivo.
Manfred, Graf Von Beck, il famoso asso tedesco era finito
nel rough. Questo ridava speranza all'albino che stava 4
colpi sotto il parr, a 2 colpi dal tedesco e ad un solo
colpo da Tom "Bazooka" Bombadil, noto per il suo primo colpo
dal t(r)ee. Conan, nel frattempo, era disperato.
-Sciocco, rumoroso coleottero! Potrei farti scorticare dai
miei lacchè! Quando ti chiedo il Sand Wedge non mi
devi passare il putter!- e Conan spezzò
nevroticamente la mazza sul ginocchio fasciato da un
elegante paio di calzoni a quadrettoni verderame/blu
cobalto. -Numi! Perché non ho prestato ascolto alla
buon'anima di mia madre... "Fai il forestale!" mi diceva.
Solo il ribrezzo per quegli esserini pelosi mi trattiene
ancora...- furono i suoi ultimi strilli prima di una crisi
di pianto isterico. Beh, capirete: era 5 sopra il parr.
Il tedesco ricevette il preziosissimo trofeo dalle mani del
Primo Ministro Kane:
-Gomblimendi! Un bremio veramende meridado...-
Giusto il tempo per una concisa cerimonia di chiusura prima
della partenza.
-Che vita noiosa!- .Era ancora la voce nasale di Conan.
-Capitano, é possibile fare una puntatina a
Montecarlo per giocarci qualcosina...? Sa, mi tonifica lo
spirito prima del campionato di dressage...-
-Sapore di sale, sapore di mare...- Spock stava attendendo
alacremente alla sua corvé "cucina".
-Rotta su Nizza!- urlò il prestante Comandante
Kirk.
Il cambusiere Aragorn spense la candela e disse
buonasera.
1Conan
di Cimmeria è stato creato di Robert E. Howard, ed
è pubblicato nella Fantacollana.
2Keith
Gersen è il protagonista del ciclo dei Principi
Demoni, creato da Jack Vance e pubblicato nei Cosmo Oro 45 e
56
3Hari
Seldon è il protagonista di "Preludio alla
Fondazione" di Asimov, libro di cui parliamo altrove in
questo Tarlo.
4Il
pianeta Papalla ospitava miriadi di Caroselli, quando
Carosello esisteva.
5Qualcuno
non ha riconosciuto 2001 Odissea nello Spazio?
6Daneel
R. Olivaw è il co-protagonista di Abissi d'acciaio e
Il sole nudo, romanzi di Asimov pubblicati per i tipi
mondadoriani.
7Posso
supporre che tutti abbiano letto il Signore degli Anelli?
É edito da Rusconi.
8Aragorn
è, come ricorderete, il protagonista del Signore
degli Anelli.
9Per
ulteriori informazioni, Associazione contro la blasfemia,
Via A. da Giussano 7, Milano.
10Il
ciclo di Dune è stato creato da Frank Herbert ed
è edito dalla Nord nella collana Oro.
11Altro
personaggio di Howard, Red Sonja è stata infilata a
forza nel ciclo di Conan dai successori dell'autore, in
virtù delle sue grazie. Va notato che la guerriera
dai capelli rossi osserva una castità assoluta in
virtù di un voto fatto in gioventù.
12C.
Finney, Il circo del dr.. Lao, Narrativa d'anticipazione
n° 3, Nord.
13Di
cui parliamo altrove in questo numero.
14Asimov,
Fondazione ed Impero (conosciuta anche come "Il crollo della
galassia centrale", Mondadori
15Qui
andiamo su Kafka, che con la sf non c'entra niente...
16La
quadrilogia del mondo di Tschai è opera di John Vance
ed è stata pubblicata da Mondadori.
17In
quest'ultima estate Akko ha visitato il Pomi nella natia
Aquila: è stato durante questo periodo che il Nostro
ha scritto il presente capitolo.
18La
Golden Eagle, o Aquila Imperiale, è un gruppo di
personaggi fantasy creato dai principali esponenti
(malfattori?) del Tarlo Mentale, che abbiamo presentato in
sei racconti apparsi sui Tarli numero 7 e 8. Un settimo
racconto, opera di Akko, è apparso su Algenib,
una fanzine curata da F. Frattari.
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