DI RECENTE ACCOMAZZI...
CERCA
» Ricerca avanzata
MAILING LIST

Se vuoi iscriverti alla mailing list di Luca Accomazzi inserisci qui la tua mail:

Vuoi ricevere i messaggi immediatamente (50 invii / giorno) o in differita e in gruppo
(due invii / giorno)?

» Vuoi saperne di più?

I segreti di Mac OS 9

Mac OS 9 è apparso a metà 1999. Oggi possiamo aggiungere nuove importanti informazioni, forti della esperienza maturata in questo periodo e avendo assimilato la gran massa di informazioni tecniche che Apple ha messo a disposizione.
Scopo di questo articolo non è ripetere una presentazione delle nuove funzionalità di Mac OS 9: vorremo invece approfondire, spiegare come lavorano i nuovi componenti del Mac OS, fornire informazioni avanzate, introdurre nuovi trucchi per migliorare la nostra produttività, spiegare dove e come appaiono problemi di compatibilità. Cominciamo proprio con questo ultimo argomento, da sempre molto sentito.


Compatibilità quasi perfetta

Gli ingegneri di Apple hanno proseguito la loro impresa di rinnovamento delle fondamenta del nostro sistema operativo, migliorando le capacità di Mac OS nella gestione della memoria e dei dischi (vedere “I limiti del Mac OS” in appendice). Ciononostante, Mac OS 9.0 è perfettamente compatibile con la quasi totalità delle applicazioni esistenti. Per spiegare quel “quasi” dobbiamo fare un passo indietro.
Quando una applicazione apre un documento, il Mac OS deve tenerne traccia. Quando il Mac venne creato, nel 1984, i suoi inventori riservarono a questo scopo una zona di memoria di 32 kB, la “zona FCB”. A Mac OS servono 94 byte di informazioni per tenere traccia di ogni file. Quindi Mac OS 1.0 era limitato a un massimo di 32.768 diviso 94, ovvero 348 documenti aperti contemporaneamente. Alcuni programmi hanno legittimamente necessità di sapere quali e quanti documenti sono aperti dalle applicazioni correnti. Sin quando non uscì Mac OS 7.5, Apple consigliava agli sviluppatori di leggere direttamente la zona FCB. Questo ha costretto gli ingegneri di Mac OS a non modificare la soluzione adottata, e il limite è rimasto tale sino ad oggi -- diventando sempre più restrittivo man mano che le esigenze degli utenti aumentavano.
Nel 1994, però, Apple fornì agli sviluppatori un nuovo, migliorato e soprattutto diverso metodo per accedere ai dati FCB, che per la prima volta non sottintendeva una dimensione fissa. Da allora è sconsigliato accedere direttamente alla zona FCB e dare per scontato che essa ospiti 348 file. Nel novembre 1998 arrivava un ultimatum agli sviluppatori: smettete di leggere la zona FCB, perché presto smetterà di esistere.
In Mac OS 9.0, finalmente, Apple modifica le cose, di modo che il sistema operativo accetti molti più file aperti. Alcuni sviluppatori non avevano ancora reagito alla raccomandazione del 1994: le loro applicazioni sono incompatibili con OS 9.0 e oggi generano un errore fatale, la bomba codice 119. Tra questi ricordiamo Adobe con ATM (sino alla versione 4.5.1) e ATR (sino a 2.5.1); Aladdin con la famiglia Stuffit (sino a 5.1.3).


Dalla nuova finestra di dialogo per l’apertura e la registrazione di documenti oggi è anche possibile accedere ai server di rete.

Canali di Londra

I miglioramenti di Sherlock 2 sono più profondi di quanto si sospettasse inizialmente. Sherlock 2 non si limita a combinare i pannelli “Cerca documenti” e “Cerca all’interno dei documenti” del suo predecessore, ma ne fonde anche le funzionalità: così possiamo cercare, per esempio, tutti i documenti creati con AppleWorks prima del 7 ottobre e che contengono il nome “Macworld”. (A proposito della ricerca dentro ai documenti, vedere “Sherlock lo smemorato”). Tutte le opzioni di ricerca di Sherlock 2 appaiono in bella vista in una sola finestra: vengono tutte autocompilate contemporaneamente se trasciniamo un file di esempio dentro a quella finestra. Quando troviamo la frase che stavamo cercando all’interno di una finestra e scegliamo di aprire quel documento, Sherlock 2 fa uno sforzo, per costringere l’applicazione creatrice a mostrare il punto esatto del documento in cui di trova la frase desiderata. Le applicazioni, però, andranno riviste per supportare questo grado di precisione.
Sherlock 2 divide gli ambiti in cui gli è possibile cercare in otto “canali”. Il nostro disco rigido è solo uno di essi (vedere “Gli otto canali di Sherlock”). Altri canali possono venire creati da Apple, e la definizione alla loro base utilizza il nuovo standard XML: un’altra dimostrazione del fatto che Apple prende seriamente la sfida di integrare a fondo il suo sistema.


Tutti per uno, uno per tutti

Veniamo al sistema “Utenti multipli”. Inattivo all’inizio, questo pannello di controllo ci permette di assegnare una parola d’ordine e una serie di privilegi a ciascun utente di uno stesso Mac.
Mac OS 9.0 definisce quattro classi di utenti: il proprietario, che non ha limitazioni d’uso; l’utente normale; l’utente limitato; l’utente a pannelli. Ciascun utente usa preferenze sue: per esempio, la scrivania di ciascuno è differente, contiene documenti diversi, ha uno sfondo proprio.
Gli “utenti normali” non soffrono limitazioni rilevanti: gli è semplicemente impedita la modifica della configurazione di basso livello del sistema attraverso i pannelli di controllo “Memoria”, “TCP/IP” e “Remote Access”. Vengono invitati a lasciare i loro documenti in una cartella che ha il loro nome e che viene automaticamente creata, ma non sono obbligati a farlo.
Gli “utenti limitati” possono venire ristretti ad alcune applicazioni, alcuni documenti, alcuni dischi (compresi i rimovibili, i CD e i DVD), menzionati uno alla volta. È possibile negare l’accesso ad alcuni elementi del menu Apple, a Scelta Risorse o alle stampanti.
Gli “utenti a pannelli” (tipicamente i bambini o i principianti assoluti) non hanno l’uso del Finder. Sul loro schermo appaiono semplicemente le icone degli elementi che possono utilizzare.
Alcune considerazioni interessanti. Primo: il sistema “Utenti multipli” è integrato con la tecnologia NetBoot. Se sulla vostra rete locale si trova un server Mac OS X, è possibile usare Macintosh Manager per caricare dal server la configurazione di ciascun utente: così tutti i Mac della rete diventano interscambiabili.
Secondo: la sicurezza del sistema è notevole, ma non perfetta. Se un visitatore porta con sé un CD di sistema, può avviare il vostro Mac da quello, aggirare la parola d’ordine e accedere a tutti i vostri documenti. Un metodo più sottile di prendere il controllo passa attraverso AppleScript (vedere “AppleScript tutto può”).
Terzo: Mac OS 9.0 assegna la proprietà dei documenti sulla base della cartella che li contiene. Quindi è possibile impedire a Mario di vedere la cartella “Giorgio”, ma non è possibile creare una cartelle comune ai due utenti dove ciascuno ha accesso solo ad alcuni documenti.
Il sistema “Utenti multipli” funziona molto bene. Non deve neppure spostare o copiare documenti ogni volta che cambiamo l’utente corrente. Semplicemente, in Mac OS 9.0 ogni utente ha una sua cartella delle preferenze, al posto di quella unica che trovavamo dentro la Cartella sistema delle versioni 7 e 8. Quando Giorgio usa il computer, Mac OS fa vedere alle applicazioni la sua cartella preferenze e nasconde quelle degli altri utenti. La stessa cosa vale per il menu Apple, gli sfondi di scrivania, la cartella dei documenti in stampa, Avvia con, Smetti con, la Pulsantiera, i Preferiti, i plug-in di Sherlock.


La mia voce è la mia password

È una delle caratteristiche più dimostrate di Mac OS 9.0: la possibilità di bloccare l’accesso al computer se, all’avvio, esso non sente la nostra voce pronunciare una certa frase. Non ne avevamo parlato nell’articolo di ottobre perché non era ancora chiaro se la funzionalità fosse limitata alla lingua inglese: oggi è chiaro che il computer lavora sulla base di una analisi delle frequenze della nostra voce, e quindi non ci sono limiti di lingua.
Le nostre prove hanno dimostrato che il sistema funziona bene, ma con alcune limitazioni. Con i microfoni a minore fedeltà, come quello incorporato nell’iMac, è talora possibile ingannare la macchina se un impostore conosce la frase da pronunciare. Questo imbroglio è praticamente impossibile se usiamo un microfono ad alta fedeltà come quello fornito con i PowerMac G3.
Mac OS 9.0 non ci riconoscerà se registriamo per la prima volta la frase d’accesso tenendo il microfono in mano e poi cerchiamo di accedere al computer con il microfono poggiato sopra al monitor (o viceversa). A volte il sistema non funziona anche se abbiamo la testa girata. Consigliamo inoltre di effettuare la prima registrazione quando c’è un po’ di rumore di fondo nella stanza: l’esperienza dimostra che in questo caso gli errori di riconoscimento diminuiranno.
Chi non ha un microfono può ricorrere a una più convenzionale parola d’ordine da digitare alla tastiera. In futuro, terze parti potranno realizzare metodi di verifica e convalida ancora e diversi e alternativi. Sarebbe interessante, in particolare, un sistema che funzioni in rete (per le scuole e quelle aziende dove il personale non ha un posto di lavoro fisso).


Nove perle di OS 9

Mac OS 9.0 nasconde altre piccole perle, che Apple non propaganda con particolare vigore ma che noi troviamo molto interessanti. Eccole esposte sinteticamente.
1. ARA Server
Il pannello di controllo “Remote Access” oggi è in grado di accettare chiamate in arrivo. Se lo impostiamo in questo senso, il nostro modem risponderà quando il telefono squilla. Il chiamante (che deve usare un Mac e il sistema Remote Access oppure Open Transport/PPP) potrà collegarsi in rete AppleTalk al nostro Mac.
2. CD audio digitale
Mac OS 9.0, quando gira su un Macintosh dotato di lettore CD-ROM di tipo IDE-ATA, è in grado di leggere l’audio nel suo formato nativo, digitale, e di passarlo digitalmente agli altoparlanti. La fedeltà risultante è superiore. Chi possiede un Mac dotato di connettore USB oggi può dotarsi di altoparlanti collegati in USB e usarli in questo modo. Analogamente, sono possibili anche microfoni digitali USB: una buona notizia per i possessori di iBook.
3. AppleScript mondiale
Abbiamo già scritto che oggi AppleScript usa il sistema TCP/IP per trasportare i suoi dati. Una conseguenza interessante: chi usa quel linguaggio oggi può sfruttare la rete Internet per le connessioni. Per esempio, un AppleScript che gira a Palermo può incollare nella copia locale di Quark XPress una immagine prelevata da una base dati FileMaker Pro che gira su un Mac di Milano. Come sempre, il controllo dei Mac remoti è possibile solo se è stata attivata la funzionalità Program Linking nel pannello di controllo “Condivisione documenti” e se si conosce la password del Mac controllando.
4. Tasti funzione programmabili
I tasti funzione programmabili introdotti con lo iBook (ovvero la possibilità di assegnare azioni ai tasti da F7 a F12) sono disponibili sotto Mac OS 9.0 anche a tutti i proprietari di iMac, PowerMac G4, PowerMac G3 blu e bianchi, PowerBook G3 con tastiera bronzea.
5. FTP a disposizione
Non c’è più bisogno di utilizzare una applicazione dedicata (come Anarchie oppure un browser Internet) per scaricare un documento da Internet. Lo FTP è possibile semplicemente usando il Network Browser di Mac OS 9.0
6. Il server è a un clic di distanza
Le applicazioni di ultima generazione usano una finestra di dialogo molto migliorata quando dobbiamo registrare un documento (vedere “Servizi di navigazione”). In Mac OS 9.0 quella finestra ci permette (finalmente!) anche di collegarci a un server di rete, senza dover fare un viaggio dentro Scelta Risorse).
7. Le finestre di notifica (come “Alla stampante manca la carta, provvedi”) ora appaiono in una finestrella galleggiante che non interrompe l’applicazione in corso.
8. Se trasciniamo la icona di un server sopra alla Cartella sistema, Mac OS 9.0 ne mette un alias dentro alla cartella “Avvia con”. Così, sparisce anche l’ultimo motivo per cui si usava ancora il vecchio Scelta Risorse. In precedenza le informazioni sui server ma montare all’avvio venivano salvati in un documento di preferenze, “AppleShare Prep”, che non era editabile e poteva causare un crash all’avvio se si corrompeva.
9. Open Transport è stato rivisto: è più veloce, più robusto, non presenta più le pause sconcertanti che accompagnavano a volte il trasferimento di grandi masse di dati sotto Mac OS 8.6. Inoltre, è ora ottimizzato per le connessioni ADSL e per la rete senza fili AirPort.


Sherlock, lo smemorato

Sherlock, il programma per cercare su Internet e sul disco rigido che Apple ha introdotto in Mac OS 8.5, è ancora migliorato in Mac OS 9. Resta l’esigenza di indicizzare il nostro disco prima di poter effettuare ricerche all’interno dei documenti. L’indicizzazione è una operazione lunga: tanto più lunga quanti più documenti abbiamo sul disco rigido. Se i documenti sono decine di migliaia è possibile che Sherlock non riesca a completare l’indicizzazione, anche se è l’unica applicazione aperta. Il nostro consiglio è di aumentare la memoria a sua disposizione prima di avviare le operazioni. Attenzione, però: l’indicizzazione non viene eseguita dalla applicazione “Sherlock” che si trova nella cartella Menu Apple, ma invece è compito del programma “Find by Content Indexing” che si trova nella sottocartella “Find” della cartella Estensioni.
Questo trucco è utile anche a chi usa Mac OS 8.5 e 8.6.


La porta sul retro

Mac OS 9.0 ci permette di proteggere i nostri documenti più riservati. Il sistema operativo può usare un metodo crittografico per nascondere i nostri dati, impedendone la visione a chi non possiede una specifica parola d’ordine. Attenzione, però: senza volerlo potremmo corazzare la porta d’ingresso e lasciare spalancata quella di servizio.
Quando noi usiamo Mac OS 9.0 a questo scopo, il sistema operativo legge il documento da proteggere, registra una copia encrittata, poi cancella l’originale sprotetto.
Per un esperto, però, non è impossibile recuperare almeno in parte le informazioni cestinate di un disco rigido. Il recupero è poi facilissimo se sul nostro disco è installato un programma studiato per impedire la cancellazione involontaria di documenti importanti (come Norton FileSaver, uno dei componenti del pacchetto Norton Utilities).


AppleScript tutto può

Chi usa la modalità multiutente di Mac OS 9.0 deve ricordarsi di disabilitare l’accesso ad AppleScript per gli utenti a privilegi ridotti. AppleScript, infatti, gira sempre con pieni privilegi sul Macintosh: per questo motivo è possibile usarlo per aggirare le limitazioni imposte dalla tecnologia “Utenti Multipli”. In figura vediamo uno script che può lanciare una applicazione normalmente vietata all’utente corrente.


I limiti del Mac OS

Sistema operativoDimensione max. disco rigidoDimensione max. documentiMax numero dischi sulla scrivania(*)Max numero file su ogni discoMax file aperti insieme
Sino a 7.1.12 GB2 GB2165.536348
Da 7.5 a 7.5.14 GB2 GB2165.536348
Da 7.5.2 a 8.02.048 GB2 GB2165.536348
8.1 (HFS Plus)2.048 GB2 GB212 miliardi+348
9.0 e superiori2.048 GB2.048 GB412 miliardi+8.169


(*) Questo numero dipende da Finder, non da Mac OS. È possibile utilizzare una applicazione a parte, come SCSIProbe, per montare sulla scrivania altri dischi oltre a quelli indicati. Tuttavia, ogni disco sulla scrivania mantiene tre documenti aperti: