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Faccio un sito, cambio il mondo

Vi svelo il segreto di Pulcinella: perché Apple ha presentato i nuovi PowerBook a maggio? È colpa di una paginetta su Internet

Fate un salto su Internet. È un florilegio di siti dedicati al Mac, millanta in inglese e mille in italiano. C’è chi racconta le ultime notizie e chi dissemina indiscrezioni, chi divulga consigli e chi recensisce. Questi siti sono spesso realizzati da incompetenti, nel loro tempo libero, senza neppure troppa attenzione a quel che scrivono e a come lo scrivono. Mi vengono in mente tre svarioni colossali che ho letto negli ultimi sette giorni, ma mi pare più interessante parlarvi delle nefaste conseguenze di un meccanismo perverso: le chiacchiere e le voci.


Parola di O'Grady

Prendete Jason O'Grady. È un mediocre giornalista americano, autore di un sito: “O'Grady's PowerPage” (www.ogrady.com). Alla fine del 1998 O’Grady comincia a parlare di “P1”, il portatile a basso costo che Apple sta sviluppando, e lo descrive come “imminente”. In gennaio, O’Grady scrive che “P1” verrà presentato al Macworld Expo di Tokio, costerà poco, sarà velocissimo, conterrà un lettore DVD... A febbraio però Steve Jobs non presenta alcun nuovo prodotto.
Un risultato c’è. Per colpa di O’Grady e di numerosi suoi omologhi, molti consumatori che stavano per acquistare un PowerBook G3 bloccano l’acquisto in attesa del nuovo, “imminente” prodotto. Apple Computer, che stava per introdurre sul mercato i nuovi PowerBook da 400 MHz, si trova con ingenti scorte di magazzino delle macchine precedenti. Deve così posticipare la presentazione del nuovo modello, subire perdite economiche, tirare avanti per altri mesi con un listino composto di portatili più lenti dell’offerta Windows/Intel, e infine offrire prezzi stracciati per vuotare i magazzini. I nuovi PowerBook G3 più leggeri e veloci vengono presentati solo il 10 maggio.


Arrivano i buoni

Viceversa, alcuni siti valgono davvero il disturbo. Sto pensando per esempio a MWJ (www.gcsf.com), che è a pagamento ma che vale ogni singola lira per la assoluta lucidità e competenza che pervade ogni singola riga; a Macintouch (www.macintouch.com), opera del nostro collega giornalista americano Ric Ford; ad AppleInsider (www.appleinsider.com), il miglior sito di pettegolezzi; e a un sito italiano.
Per capirne di più sull’inatteso potere dei siti Internet -- superiore anche a quello della carta stampata, per alcuni versi -- ho incontrato Fabrizio Frattini. Fabrizio è il papà di Macity (www.macity.it, si pronuncia “Mek-sìti”): con 3400 visitatori quotidiani il più popolare Mac-sito d’Italia. L’ho sentito definire come “quello che la sera arriva a casa, si legge un po’ di siti americani, poi fa il sunto in italiano e lo mette in linea”. Può darsi. Del resto si può anche dire che uno chef non faccia altro che mischiare un po’ di uova, farina e latte. Quel che è certo è che Fabrizio ha identificato una esigenza reale di molta gente -- notizie fresche a proposito di Mac e in italiano -- e l’ha soddisfatta.


I pionieri e l’oro

I siti su Internet sono nati per caso, ma stanno diventando miniere d’oro. Macintouch guadagna 6ç per ogni pubblicità e su ogni visitatore: nei giorni di traffico può attrarre sino a centomila persone. La mia previsione è che Frattini entro due anni potrà lasciare il suo attuale lavoro e guadagnarsi il pane semplicemente grazie al suo sito -- e glielo auguro.
Ci siamo scambiati idee e impressioni. Una sua frase, in particolare, mi è rimasta sul taccuino: “Questo è l’ultimo anno. Poi chi c’è c’è e chi non c’è non c’è”. Giusto. Io ormai lavoro a tempo pieno su Internet: posso dirvi che due anni fa una azienda poteva realizzare un eccellente sito con una decina di milioni. Quest’anno i miei clienti maggiori ne hanno sborsati, in tutto, un centinaio. I miei corrispondenti americani mi parlano di budget che hanno superato, oltreoceano, quota un milione di dollari. Cambiare il mondo si può: ma presto costerà molto, anche su Internet. Apple può tirare un sospiro di sollievo.