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Han craccato il DVD

Un gruppo di programmatori svela il segreto più gelosamente custodito di Hollywood

La notizia è scoppiata tra addetti ai lavori, appassionati d’alta fedeltà e hacker agli inizi di novembre. Un gruppetto di programmatori scandinavi ha scoperto come sproteggere e copiare i film su DVD: per dimostrarlo ha pubblicato su Internet tutte le chiavi segrete più un programmino, DeCSS, che sprotegge le immagini.
Alla metà di questo decennio, gli studios hollywoodiani bloccarono la commercializzazione dei DVD, già pronti per il lancio, insistendo che ogni sistema venisse dotato di un sistema anti-copiatura e anti-pirateria: tant’è che in Europa i lettori DVD sono apparsi nei negozi solo per il Natale 1998.
I sistemi di protezione sono tre; tutti gli apparecchi in commercio, di tutte le marche, li montano. Primo: il circuito Macrovision, che impedisce di videoregistrare un film mentre il DVD lo riproduce. Secondo: il sistema a zone, che impedisce la riproduzione di un disco acquistato in un altro continente (in questo modo noi europei non possiamo comprare negli USA il DVD di Notting Hill: siamo costretti ad affollare le sale). Terzo: la crittografia, che impedisce la copia digitale dei film.
Le prime due protezioni sono aggirabili, per chi osa mettersi nelle mani di tecnici poco scrupolosi che modificano i lettori di DVD. La cosa non è neppure illegale: solo rischiosa, perché annulla la garanzia del costruttore. Sino alla scorsa settimana si riteneva però che il sistema crittografico dei DVD fosse a prova di bomba. La crittografia è un sistema a cifratura: come spie in un film di 007, le case cinematografiche codificano sui dischi DVD ogni singolo fotogramma. I lettori DVD contengono un circuito che è in grado di decodificare temporaneamente la protezione, in modo da inviare ai nostri televisori una immagine leggibile.
Prima sorpresa: la crittografia dei DVD è di bassa lega. Usa solo una chiave lunga 40 bit, che oggi i tecnici considerano mediocre. Per un confronto: se e quando la vostra banca vi permette di controllare l’estratto conto via Internet, i dati subiscono una crittografia a 128 bit. Per ogni bit in più, il tempo richiesto a uno scassinatore digitale raddoppia: per impadronirsi di un estratto conto, un esperto di cifratura dovrebbe lavorare per miliardi di anni, mentre 40 bit si possono scardinare.
Seconda sorpresa: non ce n’è stato bisogno. I programmatori di DeCSS hanno trovato un produttore che aveva dimenticato di applicare la cifratura. La serratura digitale era già aperta.
Terza sorpresa: tutte le chiavi accettabili sono registrate su tutti i dischi. Così, dopo aver conquistato la prima, gli hacker scandinavi l’hanno utilizzata per decrittare e impadronirsi di quasi tutte le altre.
La reazione del consorzio DVD non si è fatta attendere: nugoli di avvocati sono calati sugli autori di DeCSS. Troppo tardi: programma, chiavi e segreti ormai erano stati affidati a Internet. Per ogni sito che li divulga e che gli avvocati riescono a far chiudere ne sorgono altri dieci con le stesse informazioni. La frittata è fatta. Il nostro consiglio? Per guadagnare benone con il software (un film digitale, dopotutto, è software) non c’è bisogno di proteggerlo. Guardate Bill Gates...


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