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ISDN

Lo sviluppo della rete ISDN, iniziato in sordina agli inizi degli anni Novanta, è ormai sufficientemente vasto da garantire la copertura territoriale alla quasi totalità delle aziende e dei privati.
Come vedremo, le promesse che questa tecnologia offre sulla carta sono molte, e rosee. Tuttavia, una realizzazione men che ideale della rete ISDN, e una serie di problematiche concrete, rischiano di complicare la vita a chi adottasse questa tecnologia senza conoscere alcuni retroscena. Vediamo allora di rimediare con una panoramica a 360 gradi sulla rete telefonica digitale.


ISDN: cos’è, cosa fa

Le linee telefoniche ordinarie sono una tecnologia studiata ormai un secolo fa, e che sotto molti versi dimostra la sua veneranda età. Tutti noi sappiamo benissimo che la qualità della voce in una connessione telefonica è assai modesta, tanto da rendere una conversazione in lingua straniera difficoltosa anche per chi parli discretamente l’altro linguaggio. Peggio: oggi la rete telefonica viene utilizzata per altri compiti oltre a quelli di trasporto della voce umana (si pensi ai fax e alle trasmissioni dati), ma non essendo stata progettata per questo uso si dimostra spesso drammaticamente inadeguata.
L’idea di affiancare alla vecchia rete telefonica un sistema più moderno, destinato alfine a soppiantarla, è datato addirittura 1973. La nascita di ISDN, però, avviene solo nel 1986, e solo oggi — dieci anni più tardi — la diffusione della rete ISDN è tale da consentirne un uso professionale.


Integrated Services Digital Network

La sigla, che abbiamo dipanato per esteso nel titolo di questo paragrafo, significa dunque qualcosa come “rete digitale per servizi integrati”, dove “integrati” vuole indicare appunto l’uso contemporaneo di voce, fax e dati. L’aggettivo più importante qui, però, è “digitale”. Nella rete ISDN tutto fluisce nella forma di bit, compresa la voce.
L’abbonato ISDN che sottoscrive il servizio base (BRA - Basic Rate Access) ha a disposizione una connessione capace di svolgere contemporaneamente due comunicazioni: è dunque possibile telefonare e contemporaneamente inviare un fax. Ciascuno dei due canali di comunicazione viaggia alla velocità di 64 kbit (65.536 bit al secondo). Per un confronto, due modem odierni che si connettono per uno scambio di dati raggiungono tipicamente la metà di questa velocità, 33.600 bit al secondo; mentre un fax viaggia di solito a 9.600 bit al secondo sulla rete telefonica analogica.
L’utente che desideri trasmettere documenti digitali attraverso la rete ISDN (è il caso, per esempio, di un grafico che voglia spedire un impaginato al suo service di stampa) può (dotandosi di abbonamento ISDN, scheda per il Macintosh, e software adeguato), utilizzare i due canali B contemporaneamente e in parallelo. In questo modo la velocità effettiva di trasmissione sale a 128 kbps. Anche il costo orario raddoppia (Telecom fattura in bolletta come se si fossero effettuate due chiamate contemporanee, della stessa durata e con il medesimo destinatario).
Alla presa a muro, che fornisce i due canali B, sono collegabili più dispositivi. Per esempio, un utente potrebbe acquistare un fax, un telefono e una scheda per Mac. Il principio è analogo alla connessione SCSI: anche in questo caso il massimo è di otto apparecchi, e anche qui serve un terminatore alla fine.
Un abbonato ISDN può chiamare un numero telefonico della rete analogica, e in questo caso le centraline di Telecom effettuano le conversioni necessarie a garantire il collegamento.


L’accesso primario

Una azienda che decidesse di investire pesantemente in tecnologia ISDN potrebbe richiedere una connettività superiore all’accesso base. L’accesso primario ISDN (PRA - Primary Rate Access) offre 15, 20, 25 o 30 canali B paralleli. Immaginando di installare un accesso primario in entrambe le filiali di una ditta, e attivando tutti i canali contemporaneamente, si otterrebbe in teoria un flusso di comunicazioni pari a 1.920 kbps, ovvero quasi il 20% della velocità di una rete locale Ethernet, o se preferite otto volte più veloce di una rete LocalTalk.


I costi

Il costo di una connessione ISDN è stato allineato con quello di una normale telefonata. Costo dello scatto e sua durata in secondi sono identici a quelli della rete telefonica analogica. Aumenta invece il canone. Chi fa uso massiccio di telecomunicazione per dati e per fax trova così un immediato motivo di interesse nella ISDN, che sembra offrire prestazioni superiori a parità di costi di connessione: ma non bisogna dimenticare i costi aggiunti per le apparecchiature.


Fax, telefoni e modem ISDN

I comuni apparecchi pensati per la rete telefonica analogica non possono venire utilizzati sulla rete ISDN: tutto va cambiato per il nuovo mondo digitale, a cominciare dagli spinotti: ISDN usa le prese RJ45, le stesse utilizzate per le diffusissime reti Ethernet di tipo 10BaseT.
Trascurando per un momento gli apparecchi telefonici in voce, che possono comunque venire noleggiati da Telecom Italia, chi abbracci ISDN deve così acquistare nuovi apparecchi fax e nuovi adattatori per il calcolatore (facenti funzione di modem).
Fax: vanno scelti gli apparecchi cosiddetti “del gruppo quattro”, che sono in grado di scambiarsi dati sfruttando tutta la velocità offerta dal canale B: in pratica, una pagina di fax arriva a destinazione in quattro-cinque secondi contro i trenta-quaranta richiesti da un fax tradizionale (del “gruppo tre”). Attenzione, però: se il fax digitale chiama un numero della rete analogica dovrà adattarsi alla più modesta velocità imposta dal suo interlocutore, e non vi sarà alcun guadagno prestazionale. È anche possibile dotare un apparecchio fax del gruppo 3 di un adattatore ISDN, ma la velocità di trasferimento dati resterà allora immutata, e alla prezzo non corrisponderà alcun vantaggio prestazionale.
Internet: tutti i fornitori offrono accesso a Internet alla velocità di 64 kbps attraverso ISDN. Bisogna però diffidare: la congestione della spina dorsale Internet nel nostro Paese è tale che si rischia di pagare cara una velocità di connessione elevata solo sulla carta.


ISDN nell’impresa

Esiste una piccola galassia di soluzioni per chi vuole collegare tutti i calcolatori di una rete locale (tipicamente Ethernet) attraverso ISDN a un’altra rete o a Internet. Poniamoci, infatti, nei panni di una azienda che dispone di due sedi; in ciascuna sede abbiamo una rete locale, ed è necessario consentire agli impiegati di una sede di scambiare documenti con i loro colleghi dell’altra località.
Una soluzione “tradizionale” a questa soluzione sta nell’affittare da Telecom Italia una linea dati dedicata. Il costo è molto elevato, e se in futuro si aggiungesse una terza sede le cose si complicherebbero, perché sarebbe necessario aggiungere altre due linee (da A a B, da B a C, da C ad A).
È qui che ISDN diviene veramente conveniente. Si possono dotare tutte le filiali di un accesso base (e, volendo strafare, la sede principale potrebbe avere un accesso primario, qualora tutte le comunicazioni vi facessero capo). Si acquista poi un router ISDN per ciascuna località: questo dispositivo farà da tramite tra la rete locale e la ISDN.
Un Macintosh potrebbe “vedere” come sempre disponibili le risorse geograficamente remote della sede staccata che è collegata alla principale tramite ISDN (in alternativa, se preferite, pensiamo a Internet: il Macintosh sarebbe virtualmente connesso in trasmissione, 24 ore su 24, alla rete): ma in realtà la connessione sarebbe fisicamente sconnessa quasi sempre, e il dispositivo si preoccuperebbe di comporre il numero d’accesso e stabilire la connessione fisica solo quando c’è effettivamente bisogno di trasmettere dati. Il risparmio in bolletta è evidente.
Un router ISDN può venire usato anche per collegare la rete aziendale a Internet, permettendo così a tutti i calcolatori di navigare e di usare la posta elettronica.