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FireWire

Con lo iMac, Apple ha mandato in pensione i due connettori seriali che accompagnavano ogni Macintosh uscito dalla fabbrica sin dal 1984. La connessione USB è un sistema moderno e flessibile, ma la sua velocità massima è limitata. USB è adatto a gestire tastiere e mouse, joystick e stampanti lente, forse anche qualche disco rigido economico. Non possiamo però immaginarci di usare lo Universal Serial Bus per trasferire grandi quantità di dati: dischi DVD, stampanti ad alta qualità, dischi rigidi veloci, videocamere, videoregistratori digitali, masterizzatori e scanner professionali sono tagliati fuori.
È qui che arriva FireWire, una soluzione veloce e flessibile a tutti i problemi di connettività.


Da Apple con amore

FireWire venne inventata nel 1995 dai laboratori di Apple ed in breve tempo è stata omologata come standard industriale “IEEE 1394”. Il nome FireWire è di proprietà di Apple, e i produttori di dispositivi che desiderano etichettare i loro prodotti con questo nome devono pagare una piccola tariffa alla casa di Cupertino. Per questo motivo in alcuni casi sulla confezione troviamo il solo nome “IEEE 1394”. Apple offre soluzioni basate su FireWire sin dall’aprile 1998 e il nuovo sistema è di serie nei nuovi PowerMac G3 blu e bianchi. Anche Microsoft ha deciso di supportare FireWire, a partire da Windows 98: i maggiori costruttori di PC offrono già soluzioni FireWire con le loro macchine di fascia alta.


Se SCSI funzionasse sarebbe FireWire

Il sistema FireWire è simile al sistema SCSI che sembra destinato a rimpiazzare. Tanto per cominciare, anche FireWire permette di collegare molti dispositivi, in cascata. Il nuovo sistema, però, non richiede di spegnere nessun apparecchio, mai, neppure quando lo colleghiamo o scolleghiamo; non c’è neppure bisogno di assegnare manualmente un numero unico a ciascun dispositivo. I numeri di identificazione esistono anche con FireWire, ma il sistema li assegna automaticamente senza bisogno di alcun intervento da parte nostra. Persino i connettori di FireWire sono più semplici di quelli SCSI: non hanno bisogno di viti o di clip e si infilano e staccano facilmente.
In una catena SCSI possiamo collegare al Macintosh un massimo di sette dispositivi, in fila indiana, ma dobbiamo limitare la lunghezza complessiva della catena a sei metri di cavi (chi usa una scheda SCSI Ultra-2 può arrivare a 15 apparecchi e 12 metri). Una connessione FireWire può unire sino a 63 periferiche attraverso 72 metri di cavi; la connessione non è limitata alla fila indiana ma può venire sviluppata a Y, a X o ad albero. Normalmente un apparecchio FireWire porta sul retro due connettori e ci costringe a creare una fila indiana di dispositivi, ma è perfettamente possibile creare apparecchi FireWire dotati di tre o quattro connettori, svincolando così la disposizione. Ciascun gruppo di dispositivi FireWire collegato in fila indiana può unire sino a 16 apparecchi. Una costellazione di 63 apparecchi può venire unito ad altre costellazioni attraverso un “bridge FireWire”, un dispositivo speciale che permette di superare persino il limite di 63 periferiche. Usando un rafforzatore di segnale, il “repeater FireWire”, possiamo superare il limite dei 72 metri di cavo.
Infine, dimenticatevi dell’esistenza dei terminatori SCSI: in FireWire tutti gli apparecchi sono auto-terminanti.


Il fuoco corre sul filo

In una catena SCSI il dispositivo più lento impone la sua velocità a tutti gli altri, mentre questo non succede con FireWire. La velocità massima SCSI, per di più, è di 40 Mbps se prendiamo come riferimento i PowerMac G3 prima serie, mentre raggiunge i 400 MBps con la FireWire di cui sono dotati i nuovi G3. Per un confronto, USB raggiunge i 12 Mbps e la rete Ethernet standard tocca i 10 MBps. Una (costosa) scheda SCSI Ultra-2 può raggiungere i 640 MBps, anche se non esiste nessun apparecchio al mondo che possa saturare una capacità tanto elevata. Se poi guardiamo al futuro scopriamo che è già in arrivo FireWire-2, capace di 800 MBps, e nei laboratori si comincia a parlare di FireWire-3: 1.500 MBps.
FireWire rende possibili applicazioni che in passato davano il mal di testa. Una stazione video digitale, per esempio, richiede circa 210 MBps: una velocità tranquillamente alla portata del nuovo protocollo, che ci permette di non perdere neppure un fotogramma.
Chi lavora con il video o con l’audio, inoltre, sarà felice di scoprire che il sistema FireWire è isocrono. Una parola complessa per esprimere una idea semplice e brillante: il computer e un apparecchio FireWire possono riservarsi una corsia preferenziale di comunicazione. Torniamo all’esempio del video: se un disco rigido FireWire deve registrare una sequenza proveniente da una telecamera può riservarsi 210 MBps e lasciare a tutti gli altri dispositivi gli altri 190. In nessun caso gli altri apparecchi invaderanno lo spazio riservato ai dati video e nessun fotogramma andrà perso. Nel caso di un masterizzatore, potremo continuare a lavorare con il computer mentre masterizziamo un disco, certi che i dati continueranno ad arrivare anche se attiviamo altri dispositivi.


Aggiungi un posto a tavola

In una catena SCSI possiamo inserire un solo Macintosh. Con FireWire possiamo connettere più computer, come in una rete. Finalmente diventa possibile condividere uno scanner costoso tra più computer. In teoria sarebbe anche possibile usare FireWire come una velocissima rete locale: Apple, però, dichiara di non aver intenzione di sviluppare il software di sistema necessario perché questo accada. Forse qualche altra compagnia potrebbe interessarsi a questa applicazione della tecnologia.
Un’altra prospettiva per ora lasciata da parte è quella di rendere intelligenti gli apparecchi FireWire: è teoricamente possibile che questi colloquino tra loro senza coninvolgere il computer. Potremmo avere dischi rigidi che copiano i file tra loro senza l’attenzione del Finder, o telecamere che inviano una sequenza video digitale a cartucce magneto-ottiche senza rallentare il Mac.


Questo articolo fa parte di uno dei miei percorsi. Se vuoi saperne di più su questo argomento, visita il resto del percorso cliccando qui.