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Espansioni di memoria

Esistono tre vaste categorie di Macintosh: nella prima categoria stanno alcuni vecchi modelli, come lo LC, il Color Classic o il PowerBook 100, che — come si dice tecnicamente — usano un bus a sedici bit. In altri termini, queste macchine lavorano sulla memoria a blocchi di sedici bit (il bit è l’unità di misura dell’informazione, e la quantità minima di informazione che si può scambiare). Nella seconda categoria, la più vasta, stanno i Macintosh che lavorano a 32 bit: questa comprende tutti i Macintosh II, tutti i Centris e i Quadra, e tutti i PowerBook usciti sino ad oggi. Infine, abbiamo una terza categoria di macchine moderne che trattano ben 64 bit di informazione per volta: comprende tutti i Power Macintosh e le macchine PowerPC da scrivania.
Orbene, il primo principio generale da tenere presente è che quando si espande la memoria di un Macintosh bisogna mettergli a disposizione nuova circuiteria di memoria in modo da rispettare le sue esigenze di indirizzamento. Quindi, su un Macintosh a 32 bit è necessario che le memorie che si installano forniscano 32 bit per volta. Ma come si capisce quanti bit fornisca una singola espansione?


Una espansione di memoria è una piccola scheda elettronica, di colore verdastro, sulla quale stanno montati un certo numero di circuiti. Dalla scheda escono una serie di piste dorate, che terminano in un aghetto o in un pettinino, e le piste vengono fisicamente messe in contatto con la piastra madre del calcolatore: è attraverso esse che fluiscono le informazioni, (i bit di informazione e i segnali di controllo attraverso i quali il calcolatore specifica di quali informazioni abbia bisogno).
In pratica, esistono tre tipi differenti di espansioni, che si caratterizzano innanzitutto per il numero di piedini, ovvero di piste, ovvero di aghetti dorati che ne escono.
Ci sono i SIMM (single in line memory modules) a 30 piedini, lunghi quanto un dito e che terminano a pettine. Ci sono i SIMM a 72 piedini, più lunghi dei primi e che terminano con molti aghetti. E ci sono i DIMM (dual in line memory modules) a 168 piedini, ancora più massicci. Quello che bisogna ricordare è che i primi forniscono 8 bit di memoria, i secondi ne offrono 32 e gli ultimi 64.
Chi usa i Power Macintosh G3 e G4 ha bisogno di moduli DIMM di un tipo particolare, chiamato DIMM SDRAM: in pratica, questo significa che le espansioni di memoria per i G3 sono diverse da quelle usate in tutti gli altri PowerMac.


Per espandere un Mac

Mettiamo insieme ciò che abbiamo imparato negli ultimi due paragrafi. Immaginiamo di avere a disposizione un Macintosh IIvx. Dal primo paragrafo sappiamo che si tratta di una macchina a 32 bit, e se apriamo la scatola e diamo un’occhiata all’interno scopriamo facilmente che esso utilizza i SIMM da trenta piedini (basta contare quante piste escono dai piccoli SIMM slot, le fessure dove si infilano le espansioni di memoria). Nel secondo paragrafo abbiamo scoperto che ogni SIMM da trenta piedini fornisce 8 bit. Possiamo immediatamente dedurre che per espandere questa macchina dobbiamo comprare quattro moduli SIMM identici: infatti 32 bit / 8 bit = 4. Il IIvx può venire espanso solo inserendo contemporaneamente quattro SIMM identici per quantità di memoria e velocità nei suoi quattro slot SIMM.
Analogamente, un Power Macintosh 7100/66 è una macchina a 64 bit che accetta SIMM da settantadue piedini; ognuno di questi offre 32 bit e dunque vanno installati a coppie. Viceversa, un LC 630 è un Mac a 32 bit e usa SIMM da 32 bit: dunque accetta un singolo componente per l’espansione alla volta, proprio come fa un Power Macintosh 8500 (64 bit richiesti di bus indirizzi, 64 bit forniti dai DIMM che monta).


Questioni di velocità

SIMM e DIMM sono anche caratterizzati da una velocità di risposta, espressa in milionesimi di secondo (nanosecondi, ns). Ci si potrebbe aspettare che Mac più veloci richiedano memorie proporzionamente più veloci, ma non è così. Quasi tutti i Macintosh usano memorie da 70 ns; quelli più veloci fanno uso di un tipo speciale di memoria, la memoria cache, che si pone a tramite tra il veloce processore e i SIMM o DIMM relativamente lenti. Acquistare espansioni di memoria più veloci del necessario serve solo a sprecare soldi inutilmente, perché una memoria più veloce del necessario non rende più veloce la macchina.
A volte, la velocità di risposta della memoria viene espressa non in termini assoluti (in frazioni di secondo) ma in termini di frequenza (quante volte al secondo può rispondere a una interrogazione del computer). Per esempio, potreste sentir dire che i Power Macintosh G3 richiedono memoria di tipo PC100: significa che la connessione tra memoria e processore viaggia a 100 MHz.


I portatili

I PowerBook fanno razza a sé: infatti i calcolatori portatili di Apple possono accettare espansioni di memoria di tipo molto speciale, pensate per consumare quanta meno energia possibile, e che sono dunque caratterizzate da prestazioni e limitazioni molto peculiari.
La cosa da ricordare, qui, è una limitazione unica: i PowerBook accettano una singola espansione di memoria. Chi compra (per esempio) un PowerBook G3 in configurazione standard si ritrova un calcolatore con 64 MB di memoria. Se il nostro ipotetico utente sceglie di espandere la sua macchina a 128 MB, acquistando un modulo da 64 MB, riempie l’unico slot di memoria disponibile. Se, quindi, dopo qualche mese decide che gli serve il doppio della memoria che ha, deve liberarsi dell’espansione appena comprata, per fare spazio ad un’altra, più capiente. Bisogna dunque pianificare con grande accortezza.


Questo articolo fa parte di uno dei miei percorsi. Se vuoi saperne di più su questo argomento, visita il resto del percorso cliccando qui.