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Radioreti in Rete

Radio e Reti Srl è la principale concessionaria privata per la pubblicità radiofonica: un settore in forte rilancio. Gestisce la pubblicità sulla maggioranza dei più importanti circuiti radio italiani — tra cui ricorderemo Radio Dimensione Suono, Radio Italia Solo Musica Italiana e Radio Subasio.
Come molte aziende italiane, Radio e Reti ha cominciato il suo approccio a Internet dotandosi di un sito-vetrina, circa due anni or sono, per presentarsi tra gli addetti ai lavori. I circuiti radiofonici che si appoggiano a Radio e Reti si sono dotati autonomamente di siti Internet, rivolti al proprio pubblico. Radio e Reti (d’ora in poi, per brevità, Radioreti) decise, all’inizio del 1997, di espandere e potenziare il proprio sito Internet, pensava soprattutto alla comunicazione business-to-business. I potenziali clienti del servizio di advertising radiofonico (e quindi i direttori marketing delle aziende) appartengono a una fascia di persone che si è già dotato da tempo degli strumenti per la navigazione della Rete. Da qui la scelta di veicolare la comunicazione aziendale anche su Internet.


Gli obiettivi

Il sito Radioreti presenta ai suoi visitatori i dati Audiradio (fratello del più noto Auditel), l’offerta pubblicitaria di Radioreti e le testimonianze di alcuni investitori istituzionali che hanno scelto in passato di servirsi del canale pubblicitario radiofonico e ne sono rimasti soddisfatti. Trattandosi di radio era indispensabile inserire alcuni spezzoni che permettessero al visitatore di valutare i vari tipi di investimento pubblicitario possibile (spot, sponsorizzazione, gioco...). Si trattava dunque di combinare poco testo, molta grafica, audio e video. Il sito presenta diverse centinaia di pagine, strutturate su quattro livelli gerarchici: fondamentale, dunque, trovare un metodo di navigazione che non faccia smarrire il visitatore.
Chi scrive ha lavorato al progetto del sito Radioreti (www.radioreti.it e anche www.radioreti.com) come direttore tecnico. Al progetto hanno anche collaborato un consulente esperto del settore, nominato dall’azienda, un art director, un traduttore e due impaginatori per lo HTML. Part time hanno collaborato un tecnico del suono e un tecnico video.
Il cliente desiderava un sito bello e di prestigio. Per questo motivo è stato deciso già nelle prime fasi del progetto di utilizzare le più avanzate tecnologie disponibili. Ancor oggi, a oltre un anno di distanza (che in termini Internet è un’era geologica), il sito Radioreti contiene alcune caratteristiche poco comuni. Viceversa, questa scelta ci ha costretti ad adottare strumenti di sviluppo e tecnologie molto recenti e poco stabili, allungando i tempi di realizzazione.
Per limitare i compromessi dovuti ai limiti della tecnologia è stato deciso di realizzare un sito che richiedesse ai suoi visitatori di utilizzare un sistema molto performante. Video di grandi dimensioni in milioni di colori, processore veloce, scheda audio, collegamento almeno ISDN a 64.000 bit per secondo. Con un sito indirizzato a un pubblico comune queste richieste sarebbero davvero eccessive (basti pensare che oltre il 40% degli utenti Internet usa ancora modem da 28.800 bit per secondo o più lenti). Nel caso del pubblico dei direttori marketing venne deciso di alzare la sbarra: una decisione, come vedremo, non indiscutibile.


Le difficoltà

Per far somigliare il sito quanto più possibile a un CD-ROM in termini di eleganza e di facilità d’uso vennero realizzate svariate applicazioni Java ad hoc. La più importante, la pulsantiera, viene utilizzata come strumento di navigazione all’interno del sito e rimpiazza completamente i tradizionali hyperlink del web. L’uso di Java ci costresse a testare otto volte ogni singolo elemento del sito (per Netscape e per Explorer, per la versione 3 e per la versione 4, per Macintosh e per Windows). Il programma venne interamente riscritto tre volte prima di riuscire a realizzare una versione che funzionasse efficacemente in tutte le configurazioni, senza mandare in crash la macchina virtuale Java, il browser o (in due casi particolarmente spettacolari) l’intero sistema operativo. Alla fine, per escludere le versioni più vecchie e quelle non standard dalla visione del programma Java dovemmo realizzare un complesso programma JavaScript e installarlo nella pagina home del sito. Questo programma analizza il calcolatore del visitatore e, se qualcosa non va, lo ridirige su una versione “leggera” del sito che non usa Java. Più facile a dirsi che a farsi, visto che Internet Explorer 3 fa del suo meglio per fingersi Netscape Navigator. Inoltre, Internet Explorer 4 impedisce a JavaScript di esaminare quali plug-in sono installati sulla macchina. La tecnologia ActiveX di Microsoft intercetta invece le richieste di plug-in e provvede automaticamente a scaricare e installare il plug-in. Ci siamo resi conto di questa caratteristica e dei suoi risvolti negativi quando un influente dirigente cercò di collegarsi a una versione prototipale del sito e il suo Internet Explorer lo bloccò per mezz’ora sulla pagina home mentre scaricava tutti i plug-in, necessari e opzionali, senza del resto segnalare la cosa a video...
Una seconda applicazione Java genera istogrammi a video. Gli istogrammi possono apparire in orizzontale o in verticale, a partire da un qualsiasi valore d’origine, mostrare una o due barre per colonna, venire personalizzati nel colore. Possono essere animati e associati a un effetto sonoro.
Una applicazione Java viene inserita in un sito Web creando una pagina che lo carica al suo interno. La pagina HTML deve contenere tutti i parametri per il codice Java, ma ci siamo presto resi conto che scrivere a mano tutte le specifiche era compito ardua; quasi impossibile. Lo applet Java, nel ricevere un argomento in meno o un argomento errato, si bloccava. Avremmo potuto riscriverlo in modo che segnalasse il problema, ma i nostri tentativi in questo senso hanno prodotto un prototipo lentissimo nel caricare. Così abbiamo realizzato una applicazione Macintosh ad hoc che genera il codice HTML della pagina; gli impaginatori HTML usarono questo programma per preparare gli istogrammi.


Audio, tra il martello e l’incudine

C’è un dilemma che assilla un po’ tutti i webmaster e che è tanto più doloroso quanto più esteso e variato si vuol rendere un sito.
C’è un limite molto preciso a quel che si può fare usando il solo linguaggio HTML. Quel limite può venire facilmente superato se si utilizzano le tecnologie di terze parti (per il video, il suono, l’animazione, la grafica vettoriale...): in questo modo diventa possibile realizzare pagine animate, sonore, interattive. Ciascuna di queste soluzioni richiede però che il visitatore del nostro sito scarichi e installi un plug-in, un modulo aggiuntivo per il suo programma di navigazione. Il visitatore privo del plug-in trova bloccata la parte del sito che usa quella particolare tecnologia.
Le statistiche sull’uso dei plug-in sono poche e, a parere di chi scrive, scarsamente affidabili. Macromedia, per fare un nome, vanta oltre trenta milioni di scaricamenti del suo plug-in Shockwave: ma poiché di questo sono state diffuse oltre una dozzina di versioni è difficile dire quanti utenti ne dispongano davvero. Viceversa, è pur vero che molti consumatori avranno trovato il plug-in sul CD allegato a questa o quella rivista...
Quando si è trattato di tirare una linea decidemmo di adottare QuickTime per il video: il plug-in viene fornito insieme a Netscape Navigator (per Mac e PC) e le sue funzionalità sono smaccatamente migliori di quelle offerte dall’alternativa Microsoft. Per l’interattività e i giochi abbiamo adottato Macromedia Shockwave semplicemente perché le possibilità che offre sono davvero notevoli: i primi dati che abbiamo dai log del server ci dicono però che è più dell’80% la percentuale dei visitatori che si allontana dai giochi — probabilmente perché li trova inguardabili senza plug-in.
Per la grafica vettoriale e una limitata interattività Macromedia Flash è un compromesso accettabile; gli art director amano le sue numerose potenzialità, a fronte di un plug-in che pesa soltanto 95 kB (quindi molti sono disposti a scaricarlo) e che viene fornito di serie con le più recenti versioni di Netscape Navigator/Communicator.
Una scelta più dolorosa è quella relativa all’audio. Explorer e Navigator, da soli e senza plug-in, possono eseguire brani musicali MIDI e suoni campionati WAV: ma devono scaricarli per intero prima di far partire l’esecuzione e quindi si dimostrano tipicamente insufficienti. Il tipico visitatore di un sito Internet è disposto ad attendere non più di quindici secondi, discono le statistiche, perché una pagina Web sia interamente scaricata: se ciò non accade si allontana. Quindi l’audio diventa plausibile solo se l’utente lo ascolta mentre il suo modem lo sta scaricando.
In questo campo esistono parecchie alternative. La migliore, RealAudio, è davvero troppo poco diffusa perché la si possa adottare senza rimpianti, ma nella nostra esperienza è anche l’unica che possa davvero garantire lo scaricamento in perfetto parallelismo con l’ascolto, anche con modem da soli 33.3 kbps, anche con una decente qualità sonora. (Bisognerebbe però evitare il parlato con sottofondo musicale, che non si comprime bene). Per inciso, una radio del circuito Radioreti usa Real Audio per inviare su Internet le proprie trasmissioni in diretta.
Ragionevoli compromessi sono rappresentati dal diffusissimo QuickTime e, limitatamente ad alcuni scopi, dallo stesso Flash. Nel caso del sito Radioreti la scelta ricadeva su Flash, che ci ha permesso di associare un video lento degli speaker all’audio delle loro interviste, di conglobare più spezzoni in un singolo file, di introdurre un menu per il visitatore.


La prova del fuoco

Quando il sito raggiunse uno stadio di sviluppo avanzato, ma non completo, ne consentimmo l’accesso a un gruppo selezionato di persone, perché ci fornissero indicazioni su come migliorare il sito.
A questo punto ci rendemmo conto che le valutazioni iniziali sulla configurazione minima richiesta ai visitatori erano state troppo ottimiste. Molti direttori marketing si sono rivelati in possesso di calcolatori datati: in un caso il nostro contatto utilizzava un sistema Windows 3.1, in un altro caso non disponeva affatto di computer. Spesso il nostro interlocutore non disponeva di alcuna abilità informatica e qualsiasi inconveniente, anche minimo, bloccava l’esperienza di navigazione. Rispondemmo alla situazione accelerando la realizzazione di una versione “leggera” del sito, adatta per i calcolatori più lenti e privi dei plug-in. Il sito “leggero” era già stato previsto sin dall’inizio, ma avevamo sperato di ritardarne la realizzazione sinché la versione elegante non fosse stata completata per intero. Abbiamo anche realizzato una serie di script in linguaggio JavaScript che, inseriti invisibilmente nelle pagine, controllano la navigazione e rimediano ai problemi più comuni. Per esempio, quando un sito è realizzato con la tecnica dei frame (più riquadri nella stessa finestra) se un visitatore registra l’indirizzo di una pagina a cui gli interessa tornare (con un “bookmark” in Netscape, un “favorito” in Explorer), alla riapertura il suo programma di navigazione gli mostrerà solo il frame registrato e non tutti gli altri che compongono la pagina. Un JavaScript inserito nel frame si rende conto della situazione e forza il caricamento degli altri frame.


Un anno dopo

Oggi il sito Radioreti è consolidato. Messo alla prova nel mondo reale, si è dimostrato un buon veicolo specialmente per contattare clienti al di fuori del territorio nazionale. Le statistiche, per quanto limitate, ci dimostrano che le pagine “leggere” (senza Java e senza plug-in) continuano a venire preferite a quelle eleganti, ma con il passare dei mesi aumenta il numero dei visitatori che può godere della versione dotata di tutti i fronzoli e le funzionalità.
Un problema irrisolto è quello della duplicazione delle informazioni. Ogni dato è presente sul sito in quattro copie: sito leggero e sito completo; lingua italiana e lingua inglese. Le informazioni Audiradio vengono elaborate ogni sei mesi, e questo implica un lavoro di aggiornamento del sito non banale a cui deve seguire necessariamente una fase manuale di verifica (per evitare che di un qualche dato resti la versione non aggiornata in uno dei quattro sotto-siti). Se il sito venisse rifatto oggi sceglieremmo probabilmente di utilizzare un motore di base dati per farlo girare, e lasceremmo che sia il motore a compilare la versione adatta a ciascun tipo di visitatore.

Luca Accomazzi


Questo articolo fa parte di uno dei miei percorsi. Se vuoi saperne di più su questo argomento, visita il resto del percorso cliccando qui.