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Il baco dell’anno Duemila

Il problema chiamato “baco dell’anno duemila” (o, per gli inglesi, “Y2K bug”) è presto spiegato. A tutti noi è capitato, una volta o l’altra, di scrivere una data usando due sole cifre per l’anno: per esempio, 14.07.69 per indicare la data dello sbarco sulla Luna. Non c’è nulla di male: quando facciamo una cosa del genere, noi immaginiamo che chi leggerà quella data capirà a quale secolo ci stiamo riferendo.
Sono numerosi anche i programmatori che indulgono in questa abitudine, e numerosi i programmi che sono stati progettati per memorizzare solo le ultime due cifre di un anno quando elaborano le date. Ciò è particolarmente vero per i programmi più datati: sino a una decina di anni or sono, lo spazio di memoria per i computer era costosissimo e i programmatori ricorrevano a ogni tipo di trucchi per minimizzare la quantità di informazioni da memorizzare.
Tra pochi giorni arriverà l’anno 2000. Come si comporteranno tutti quei programmi? Il problema non interessa solo i possessori di un personal computer: c’è un programma del genere dietro al nostro videoregistratore, l’orologio dell’auto, il forno a microonde, il termostato temporizzato che regola il riscaldamento di casa. Si prevede che saranno proprio questi programmi incorporati negli strumenti elettronici e negli elettrodomestici più datati a comportarsi peggio, mentre i calcolatori domestici passeranno al primo gennaio quasi indenni.
I responsabili dei maggiori servizi pubblici in Svizzera, fortunatamente, sono tranquillizzanti: l’erogazione dell’acqua, dell’energia elettrica e degli altri servizi di base è garantita. Nei mesi passati sono stati eseguiti controlli e prove generali, con successo. Non deve neppure preoccuparsi chi intende volare, per piacere o per lavoro, attorno al capodanno. Un rapporto molto circostanziato dell’autorità britannica per la supervisione del problema Y2K spiega che tutti gli aeroporti e tutte le compagnie aeree dell’occidente hanno completato il programma di preparazione e sono in grado di garantire la consueta sicurezza. È pur vero che alcuni aeroporti nell’Est e nel Sud del mondo non sono in grado di offrire le medesime certezze, ma saranno le stesse compagnie aeree in questo caso a sospendere i voli, in via cautelativa, per effettuare alcune prove su aeroplani privi di passeggeri subito dopo la fine dell’anno.
Tra gli esperti esistono anche catastrofisti e pessimisti, ma sono una piccolissima (seppur rumorosa) minoranza. Qualcuno di loro argomenta che non possiamo escludere disastri come quello di Chernobyl allo scoccare della mezzanotte. In realtà, le autorità per il controllo del nucleare di Stati Uniti ed Europa aiutano da mesi gli stati dell’ex Patto di Varsavia, anche a livello militare. Dai pessimisti possiamo però prendere a prestito un consiglio: non farà male tenere a casa una piccola scorta di cibo, qualche centinaia di franchi in contanti, qualche attrezzo per le piccole emergenze domestiche.
I disagi maggiori verranno, si prevede, dai sistemi informatici di un certo numero di società di medie dimensioni. Quelle grandi hanno inaugurato da tempo progetti faraonici di revisione (le compagnie petrolifere, per esempio, hanno speso milioni di dollari ciascuna per verificare tutto, sino ai singoli sensori degli impianti di erogazione) e quelle piccole usano i personal computer che, come accennavamo, sono piuttosto rodati. I calcolatori medio-grandi potrebbero dare qualche fastidio: le imprese lungimiranti li hanno anticipati e i loro programmatori di hanno risolti con una tecnica chiamata “windowing”: quando un anno viene memorizzato con due cifre si suppone che sia compreso tra il 1950 e il 2050 (anziché nel ventesimo secolo). Tutto qui: ma per controllare il baco dell’anno duemila è sufficiente.