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SMAU

Premessa

Scrissi questo breve pezzullo sulle pagine di “CD-ROM Oggi”. Mi pare che valga la pena di salvarlo -- se non altro per rispondere a quelli che mi chiedono periodicamente “ci sei a SMAU, vero? Ci vieni tutti i giorni, vero?”
Sì, ci vado, ma ogni anni cerco di passarci sempre meno tempo. Ecco il perché.


Il testo originale

Arrivo a SMAU ragionevolmente presto, e mi vien fatto di pensare che il Coeur de Milan (mi raccomando per la pronuncia!) batte ancora, nonostante oltre dieci anni di pessima amministrazione. Ma, si sa, nelle creature malate il flusso del sangue si affioca innanzitutto nelle estremità. Le folle oceaniche sono ancora maggiori di quanto le ricordassi.
È sempre più difficile vedere a SMAU qualcosa che non si sia già visto, per un giornalista. Le aziende non lo sentono più come un appuntamento in occasione del quale presentare nuovi prodotti, ma come una vetrina. Così, le notizie e le novità arrivano da altre strade.
Quel che resta sono mille volti, altrettante strette di mano, e alla sera le tasche piene di biglietti da visita.
Ricordi simpatici? Qualcuno, e perdonatemi se rivelano la mia natura di giornalista specializzato sull’ambiente Macintosh. I ragazzi dello stand Apple che prendono in giro Microsoft con le loro magliette C:ONGRTLNS.W95; la dimostrazione di QuickDraw 3D che lascia gli spettatori a bocca aperta; il nostro Piero Dell’Orco che, a stand appena aperto e prima che arrivino i visitatori, cerca di impressionare un pubblico di standiste e segretarie di redazione lanciando una palla a canestro da distanza impossibile (e manca); la prima impressione di un PowerBook 2300; i commenti dei colleghi in Sala Stampa che dopo vivace dibattito concordano di eleggere a novità più interessante la Jessica Rabbit dello stand IBM.
All’uscita, le cartacce sono ancora di più di quanto ricordassi, e la metropolitana non funziona. Un ingorgo spaventoso impedisce agli autobus sostitutivi dell’ATM di aiutare le folle di SMAU ad andarsene. Mi servono due ore e mezza per arrivare a casa, a dieci chilometri di distanza, e mi sembra quasi di sentire il cuore di Milano pulsare sempre più fioco.