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Analisi di bilancio

Apple ogni tre mesi tira una riga e se ne esce con un comunicato stampa: “utili a 233 milioni di dollari, +42% rispetto al trimestre equivalente dell’anno precedente...” Un lettore ogni mille, quello che si è davvero comprato qualche azione della società di Cupertino, legge avidamente. Gli altri tirano dritti, o al massimo danno una occhiata per assicurarsi che il mondo Mac sia vitale. A leggere con attenzione quei dati, però, si scoprono cose sinceramente interessanti o curiose.


Sussurri e grida

La presentazione del bilancio di una società quotata sulla borsa americana è sempre preceduta da un'analisi condotta da parte di quegli economisti che seguono la società, per conto dei fondi comuni d'investimento e per conto degli investitori istituzionali. Costoro tentano di prevedere come andranno le cose e alla fine rilasciano una cifra: il guadagno per ogni singola azione esistente (se una società guadagna un milione di dollari ed è costituita in cento milioni di azioni questa cifra è un centesimo di dollaro). La media delle predizioni si chiama "consensus number". Per Apple il consensus number era 0,80 dollari. Nelle settimane precedenti la presentazione del bilancio il valore delle azioni si aggiusta per riflettere il consensus number (se è positivo, le azioni salgono).
Nelle immediate vicinanze della presentazione, i bene informati spesso forniscono voci di corridoio. Ci sono enti che raccolgono queste voci, le valutano (scartando quelle che vengono da persone non addentro alle segrete cose della società) e alla fine presentano una media delle voci. Questa media si chiama whisper number e fa molto per modificare il valore delle azioni nei giorni precedenti l'annuncio. Tra l'altro questo significa che se una società, per esempio, ha consensus number di un dollaro, whisper number di tre dollari e poi in effetti presenta utili di due dollari le sue azioni scendono dopo la presentazione. Per Apple il whisper number era di 0,87 dollari.
Risultato vero: 1,28 dollari per azione (segue crescita vertiginosa delle azioni).

Chi ricerca ritrova

Quali Mac si vendono di più? Apple ha venduto circa 100.000 PowerBook, altrettanti iBook, 350.000 PowerMac e quasi mezzo milione di iMac. Tutti questi numeri crescono, ma sono le macchine più costose a crescere di più: per questo motivo si alzano i margini e gli utili di Apple. Altra eccellente notizia ben nascosta: il tasso di crescita dei Macintosh è due volte e mezzo superiore al tasso di crescita dei PC.
Per la prima volta dal 1997 Apple aumenta la somma dedicata alla ricerca e sviluppo. La dottrina aziendale vorrebbe che Apple destini alla ricerca cinque dollari ogni cento che incassa, ma da tempo il rapporto si era scollato. Oggi quell’impegno è salito del venti per cento e vale 92 milioni di dollari, altra buona notizia.


Il Mac in Italia

Apple non dice quanti Mac si vendono in Italia, ma noi possiamo fare qualche ipotesi sulla base dei dati che abbiamo. Sono circa trentamila, di cui tremila iMac venduti dalle grandi catene come Vobis o Media World. Il resto viene soprattutto dal canale tradizionale.
E la vendita via Internet? Pochi quattrini, in percentuale. Apple dice che lo AppleStore ha fatturato 400 milioni di dollari, ma solo un quarto di quella somma viene da consumatori (il resto sono aziende e università). Gran parte di quei cento milioni sono guadagnati negli USA, e la porzione europea viene quasi tutta da Inghilterra, Scandinavia e Svizzera.
Chi crede nel commercio elettronico, però, sbaglierebbe se provasse delusione. Lo AppleStore venne lanciato con la speranza di realizzare 150 milioni di dollari all’anno...


L’orizzonte

A margine dei risultati, un’ultima buona notizia: Apple conferma che Mac OS X sarà nei negozi entro l’estate, versione italiana compresa.