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Stato della nazione

Nelle prime pagine di questa rivista avete letto le notizie a proposito del nuovi prodotti Apple. Mossa a sorpresa: sino a pochi giorni prima dell’annuncio nessuno si aspettava che sarebbero state interamente rinnovate ben tre linee di prodotto (quattro se contate i monitor). Il cubo G4, i nuovi iMac, i G4 multiprocessore sono altrettanti segni di vitalità da parte della casa di Cupertino. Belli, veloci, funzionali, a tratti persino geniali.
Io personalmente sono entusiasta della idea di mettere una scheda Ethernet ultraveloce sulle macchine professionali (oggi potete usare il disco rigido del vostro vicino, in rete, alla stessa velocità con cui usate quello incorporato nel vostro Mac; pensateci, non è cosa da poco). Fondamentale anche l’idea di inserire un doppio processore in tutte le macchine più veloci, e non solo in un modello speciale come venne fatto in passato. La storia ci insegna che le tecnologie Apple (hardware e software) hanno sfondato quando Apple le montava di serie su tutte le macchine. Se usate calcolatori Apple da diversi anni pensate (in positivo) a USB, QuickTime, la SCSI, System 7. Poi riflettete sulla triste sorte di QuickDraw GX, PowerTalk, GeoPort... Quando gli sviluppatori si accorgono che una tecnologia è a disposizione, che gli utenti l'hanno comprata e che la vogliono usare... wham!
Straordinari anche i risultati finanziari: pur avendo in listino macchine vecchie magari di un anno, Apple brucia le aspettative, vendendo più di un milione di macchine in un trimestre. Mai Apple aveva venduto più di un milione di macchine in tre mesi, tranne che a Natale. In media, nel mondo viene venduto un nuovo Mac ogni 7,6 secondi.
Infine, e questa notizia è molto ben nascosta in una nicchia del bilancio, Apple ha aumentato ancora, sensibilmente, il budget per ricerca e sviluppo. Unite questa dichiarazione di Fred Anderson, responsabile finanziario di Apple: “Abbiamo sul tavolo dei progetti una forte catena di futuri prodotti, e ci aspettiamo di introdurre molti nuovi prodotti nei prossimi dodici mesi ”.


Il verme nella mela

Per antica abitudine, quando il mondo fa zig a me viene voglia di fare zag. Sono andato alla ricerca delle cattive notizie. Ecco quel che ho trovato.
L’attuale Mac OS X Server non gira sui G4 biprocessore. Jobs promette, al contrario, che la versione “per tutti” di Mac OS X supporterà la tecnologia SMP (multiprocessore simmetrico). In pratica sarà il sistema operativo a dividere automaticamente il carico di lavoro su tutti i processori disponibili. Mentre scrivo, però, Mac OS X Server è sparito dal listino.
Aqua, la nuova interfaccia utente di Mac OS X, appare sempre sempre sfavillante durante le dimostrazioni ma è ancora piena di difetti per chi la debba usare otto ore al giorno, cinque giorni la settimana. Sarà pure elegante che le finestre si sciolgano quando le nascondo, ma dopo tre giorni al massimo diventa un effetto speciale noioso. Viceversa, vedere Mac OS X che cerca di aprire con Word un documento Photoshop chiamato “dic.doc” mi fa accapponare la pelle. Continuo a sperare che Aqua venga emendata prima di diventare un prodotto finito, ma non trattengo il respiro.
Microsoft ha promesso che il nuovo Office 2001 per Macintosh sarà in vendita a ottobre 2000, che sarà ancora più “maccoso” e compatibile. Però si è ben guardata dal promettere che ce ne sarà una versione nativa per Mac OS X. Sin qui, Microsoft ha promesso soltanto una versione nativa di Explorer 5: un po’ poco. Vi lascio una riga bianca: inserite voi la vostra dietrologia sul tema di “vogliono far fallire il nuovo sistema operativo”.