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MP3, musica in rete

MP3 è la sigla di “MPEG 1 layer III”. A sua volta, MPEG è la sigla di Motion Pictures Expert Group, un gruppo di esperti nel multimedia che crearono questo standard internazionale oltre dieci anni fa. Sin dal nome è evidente la parentela con lo standard JPEG per immagini grafiche compresse. Come JPEG, anche lo MP3 si propone di comprimere i dati in modo da ridurne l’occupazione di spazio su disco e in Rete. Come il JPEG, lo MP3 ottiene i suoi risultati andando volutamente a perdere parte delle informazioni; e taglia suoni là dove l’orecchio difficilmente coglierebbe la differenza. I risultati sono piuttosto sbalorditivi: un brano musicale MP3 occupa circa un dodicesimo dello spazio che si prende quando non è compresso. Una canzone salvata in formato MP3 occupa, in media, un MB per ogni minuto di durata.


I perché di un successo

Il formato MP3 è popolarissimo su Internet. Apparentemente, il popolo dei modem da 33.600 bit al secondo non ha nulla da obiettare a una attesa di venti minuti per scaricare una canzone che ne dura tre.
Il popolare programma che viene utilizzato per ascoltare i brani MP3 attraverso un computer, chiamato Amp e inizialmente realizzato per Unix, è presto diventato uno dei più scaricati sulla Rete -- e non hanno certo fatto del male alla sua popolarità la versione per Macintosh, MacAmp, e la versione per Windows, WinAmp.
Amp e i suoi fratelli funzionano, alla radice, come un mangiadischi: anziché inserire un disco lasceremo cadere l’icona di un file MP3 sopra all’applicazione Amp. Amp mostra i tipici comandi di un registratore (play, stop, avanti e indietro), permette di costruire un programma (combinando più canzoni in una sequenza) e di registrarlo su disco.
L’interfaccia utente di Amp è molto personalizzabile. Può venire cambiata con grande facilità: sulla rete esistono centinaia di aspetti differenti (vedere “Il cantante cambia faccia”), chiamati “skin”, che possono venire alternati a piacere. Il sistema funziona un po’ come i temi di Kaleidoscope sotto Mac OS: ed è molto popolare.
Amp e i suoi fratelli accettano anche moduli aggiuntivi, i plugin. Un plugin per Amp va depositato nella omonima cartellina che troviamo di fianco alla applicazione, in modo analogo a quanto succede con i più classici plugin di Photoshop. Un plugin analizza la canzone mentre viene eseguita e (tipicamente) mostra a video, in una finestrella galleggiante, una animazione (vedere “Tu canti e io ballo”).
Anche chi non ha sottomano Amp può comunque ascoltare i file MP3. Due valide alternative sono iTunes per chi usa Macintosh e Windows Media Player per gli utenti di PC.


Uno degli skin di Amp

Il creatore

MP3 è un formato molto diffuso anche perché è molto facile creare documenti in questo formato. Chi usa MP3 tipicamente parte da un comune CD audio. Inserisce il disco nel lettore di CD-ROM del suo computer e usa un programma, detto in gergo” ripper”, per copiare una canzone sul disco rigido. La copia è digitale, bit per bit, e quindi la sua qualità è perfetta. Il ripper più popolare tra gli utenti di Macintosh è iTunes di Apple, veloce e gratuito. Comprimere un documento audio per ottenere lo MP3 è un lavoro relativamente lungo, perché il programma deve calcolare quali frequenze è possibile eliminare senza compromettere la qualità del sonoro, ma comunque richiede meno tempo di quanto passerebbe se ascoltassimo la medesima canzone.


Questioni legali

Creare documenti MP3 è davvero facile: forse anche troppo. Il boom degli MP3 su Internet ha significato anche la diffusione di copie illegali. Brani musicali coperti da diritto d’autore sono stati diffusi in quantità.
In base alla legge internazionale sul copyright, quando una persona acquista un disco (CD audio, vinile o audiocassetta) ha il diritto di farne copie per uso personale. Per esempio, chi acquista il CD con la colonna sonora di “Jesus Christ Superstar” può registrarne una copia su audiocassetta per ascoltare la musica sulla sua autoradio. Un altro motivo legittimo è la creazione di copie di riserva, da usare in caso di guasto all’originale, proprio come si fa con i pacchetti software.
In base a queste leggi, sarebbe perfettamente legale registrare una copia delle canzoni di “Jesus Christ Superstar” in formato MP3 sul disco rigido. Passare gli MP3 a un amico, o diffonderli su Internet, è invece illegale, proprio come la pirateria del software: punibile con multe salate o addirittura con il carcere sino a tre anni se viene fatto per scopo di lucro.
La SIAE e le società omologhe di tutto il mondo, le associazioni di discografici come la potentissima RIAA (Recording Industry Association of America), sono intervenute anche duramente, denunciando i webmaster e i provider dei siti web che diffondevano e proponevano i file MP3. Oggi è ancora possibile trovare copie illegali di canzoni d’autore su Internet, ma sono solitamente alloggiate sui server di nazioni straniere (est Europa, Africa) dove il diritto d’autore non è molto tutelato.
La pirateria della musica ha avuto un effetto negativo permanente: ha conferito una pessima fama al formato MP3 presso tutte le case discografiche del mondo. Scottati dalla prima, violenta e spontanea esperienza con MP3, oggi le grandi major stanno cercando di spingere formati alternativi ad MP3 che contengano sistemi di cifratura e di protezione contro la copia. È un peccato, perché questa ricerca provoca la nascita di molti sistemi diversi e incompatibili; rallenta l’affermazione della musica digitale; danneggia i consumatori nella loro legittima richiesta di crearsi copie di riserva.
Tra i sistemi alternativi ad MP3 citeremo il formato creato dai laboratori IBM, ancor più compatto di MP3 e sostenuto dalle cinque case discografiche più grandi del mondo; e il formato proposto da Microsoft e sostenuto soltanto da Microsoft con il Windows Media Player incorporato in Windows (il lupo, si sa, perde il pelo...)


Buone idee e iniziative intelligenti

Come tutte le nuove tecnologie, gli MP3 hanno aperto nuove possibilità e reso possibili nuove iniziative. Sui siti americani che distribuiscono documenti MP3 oggi è possibile scaricare migliaia di canzoni messe gratuitamente a disposizione dagli autori. In alcuni casi si tratta di musicisti famosi che stanno cercando di liberarsi dal controllo delle case discografiche tradizionali, come il rapper Ice Cube. In altri casi si tratta di gruppi emergenti che vogliono farsi conoscere.
A volte, gruppi e solisti che non hanno intenzione di regalare il frutto delle loro fatiche mettono a disposizione pezzetti isolati delle loro canzoni, perché funzionino come “trailer” e convincano gli amatori della musica a comprare i loro dischi.


Questo articolo fa parte di uno dei miei percorsi. Se vuoi saperne di più su questo argomento, visita il resto del percorso cliccando qui.