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L’ora X

Chi usava i primi personal computer all’inizio degli anni Ottanta ricorda bene che a quei tempi esisteva una ventina di sistemi operativi differenti: il Commodore 64, il PC IBM, lo Spectrum, lo Archimedes, lo Amstrad, lo Apple II... ciascun calcolatore di quegli anni lavorava secondo un sistema tutto suo. Gli anni successivi hanno provocato una drastica selezione naturale. Ai giorni nostri sono arrivati solo tre sistemi operativi. Windows è il più conosciuto: vanta il maggior numero di installazioni ed è ricco della maggior selezione di programmi pronti per l’uso. Mac OS, piazzato soltanto a un distante secondo posto, resta più facile a usarsi specie per i principianti ed è il più apprezzato per la gestione di grafica, video e audio digitale. Il terzo si chiama Unix e gode di gran fama tra i tecnici: potentissimo e robusto, non si blocca mai (a differenza dei due precedenti). Di Unix esiste una gran quantità di dialetti: il più famoso si chiama Linux.
Il sistema operativo di solito viene acquistato insieme a un calcolatore, compreso nel prezzo. Chi compra un PC si ritrova Windows preinstallato e chi compra un Macintosh ottiene invece una copia del sistema operativo Mac OS. Far girare Windows su un Macintosh è impossibile, e altrettanto impossibile è far girare Mac OS su un PC: come cercare di alimentare un’auto a benzina con carburante diesel. Lo stesso principio vale normalmente per Unix. Le case che forniscono Unix sui loro calcolatori (grandi nomi come IBM, oppure Sun) lo rielaborano in modo che sfrutti al massimo la architettura e le potenzialità dei loro sistemi e ne fanno uno strumento di grande potenza -- usato, per esempio, per far funzionare venti sui venti maggiori siti Internet, quelli che accolgono decine di milioni di visitatori ogni giorno. I sistemi Unix che vengono usati per applicazioni del genere non sono semplici PC: sono invece macchine molto professionali e costose, possono montare decine di processori che lavorano in parallelo dividendosi il carico di lavoro.
E il famoso Linux? Linux è una mosca bianca. Viene realizzato da una comunità internazionale di sviluppatori che lavora gratuitamente, nella speranza di creare un sistema migliore degli altri -- e di guadagnarsi generosamente da vivere con le consulenze, visto che (come accennavamo) Linux non è certo semplice da usare. Può venire utilizzato sugli stessi economici PC che nascono con Windows. Ogni singola istruzione di Linux è pubblicata su Internet, di modo che chiunque possa commentarla o criticarla o migliorarla (al contrario, Windows e Mac OS sono un segreto industriale dei rispettivi produttori). Le case che montano uno Unix-non-Linux sui loro grossi calcolatori ne hanno ottenuto enormi benefici, poiché hanno potuto approvvigionarsi gratuitamente di buona parte di quei contributi, vista la strettissima parentela che lega Linux a Unix. Insomma, il fenomeno Linux ha fatto dello Unix un sistema operativo “rullo compressore”: quasi perfetto nei suoi meccanismi interni e totalmente inarrestabile. Ci sono calcolatori basati su Unix che non vengono fermati o riavviati da anni, anche se fanno girare contemporaneamente decine e decine di programmi.
I comuni PC sono rimasti molto lontani e isolati da questo fenomeno. Certo, un tecnico può facilmente montare una copia di Linux su uno di essi, ma la stragrande maggioranza dei PC al mondo continua a usare il sistema Windows con cui è nato. Il PC, nei diciassette anni passati da quando è nato, è diventato sempre più veloce, ma continua ad essere un sistema fragile: dopo qualche giorno di uso continuato può bloccarsi o diventare così lento che è necessario riavviarlo. È più facile ad usarsi, ma un principiante che se lo trova davanti resta molto confuso e la stragrande maggioranza dei suoi utilizzatori, anche quando se ne impratichisce, finisce per sfruttare solo una minima parte delle sue potenzialità.
Torniamo al sistema operativo Mac OS e a casa Apple. Fondata nel 1976 in California, Apple è la società che ha inventato il personal computer così come oggi lo conosciamo: relativamente economico, adatto per un uso individuale, espandibile inserendo moduli extra, dotato di programmi venduti in moltissime copie per un costo unitario contenuto. Apple non ha mai abbracciato la “standardizzazione verso il basso” per cui la maggioranza dei produttori oggi realizza computer di tipo PC con Windows. È sempre andata avanti sulla sua strada, producendo i Macintosh e il Mac OS, ottenendone al suo massimo storico il 16% della quota di mercato. Nel 1997, Apple decide di provare a modificare lo status quo, e dà il via a un massiccio progetto di ingegneria. L’idea: combinare la potenza e la affidabilità di Unix con la semplicità d’uso e l’amichevolezza di Mac OS. Dopo oltre cento milioni di dollari spesi in ricerca e sviluppo, il progetto è coronato dal successo. Il nuovo sistema operativo viene chiamato Mac OS X. La X nel nome, che richiama le fondamenta Unix del nuovo sistema, è ufficialmente un numero romano, quindi il nome del prodotto si pronuncia “Mac o-esse dieci”. Il sistema X gira sui Macintosh recenti ed è in grado di far girare i programmi creati per il Mac OS “classico” ma funziona al meglio con programmi aggiornati per sé. Può usare anche programmi concepiti per Unix. Mac OS X è nei negozi dal 24 marzo 2001, ma Apple non lo pubblicizzerà sino a luglio quando si prevede che sul mercato esisteranno migliaia di programmi aggiornati. Sino ad allora, si prevede che lo adotteranno solo quei professionisti della grafica e del video che adottano sempre per primi le novità tecniche di Apple.


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