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Dichiarazione di ciberguerra

La collisione in volo tra l’aereo spia americano e il jet cinese, conclusasi con l’atterraggio d’emergenza del primo sul territorio cinese e la morte del pilota del secondo, Wang Wei, ha dato un gran daffare alle rappresentanze diplomatiche dei due Paesi, ma ha anche lasciato indignati e scossi molti cittadini di ambo le parti. Alcuni hanno deciso di farsi giustizia da sé. Un gruppo americano di crackers (gli esperti di sicurezza su Internet che, criminalmente, violano i siti altrui modificandoli) ha dato inizio sin dal quattro aprile a una campagna di sistematica violazione dei maggiori siti cinesi. I “PoizonBOx”, come si firmano solitamente, hanno deturpato oltre centocinquanta siti al momento di andare in stampa. Mentre scriviamo le loro imprese aumentano al ritmo di dieci-venti imbrattature al giorno: un elenco aggiornato è reperibile sul sito defaced.alldas.de.
L’Internet, che spesso viene chiamata dagli addetti ai lavori con il nomignolo di “casa di vetro”, non è stata progettata per offrire alti livelli di sicurezza. La maggioranza dei siti Web è violabile da esperti che conoscono bene i protocolli di Rete e i punti deboli di programmi e sistemi operativi utilizzati. Le aziende produttrici sviluppano aggiornamenti dei programma per tappare le falle quando vengono scoperte, ma sono pochi i responsabili di sito che applicano diligentemente tutte le modifiche suggerite.
I “PoizonBOx” lasciano una firma sui loro successi, aggiungendo spesso sulla prima pagina dei siti violati insulti diretti al governo e al popolo cinese. Qualche prima reazione da parte di cracker cinesi si è vista a partire dal dieci aprile, quando è stato violato un sito secondario della Marina degli USA. Sulla prima pagina i cracker cinesi del gruppo che si firma “H.U.C.” hanno lasciato l’animazione di una bomba atomica che esplode, la bandiera del loro Paese e la scritta “anche la Cina ha l’atomica”.
Una più massiccia controffensiva viene apparentemente preparata nella settimana che parte il primo maggio (festa nazionale molto sentita in Cina). Punteranno, pare, ad abbattere o sfigurare quanti più siti americani sia loro possibile. La scelta della settimana è stata voluta per includere il giorno quattro, che i cinesi chiamano “Qingnian Jie”, letteralmente “giorno della gioventù”. In quella data viene ricordata una manifestazione del 1919, quando tremila giovani invasero il centro di Pechino chiedendo che il loro governo in uno scatto d’orgoglio rinnegasse unilateralmente le concessioni fatte al governo giapponese dopo la prima guerra mondiale. Per questo motivo la data viene spesso chiamata in Cina “giorno del patriottismo”.
Alla metà di aprile, un centro americano di indagine sui virus ha rilevato l’esistenza in Rete di un nuovo “verme”, un programma che si installa subdolamente su un calcolatore, esegue elaborazioni, si riproduce e poi si autocancella. Il verme, battezzato “Adore”, effettua alcune rilevazioni spedendo poi i risultati a due indirizzi e-mail in Cina. Alcuni esperti pensano che possa trattarsi di una azione di preparazione a un attacco più massiccio


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