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Mac OS X e Linux

Mac OS nasce nel 1984 per iniziativa di una grande azienda americana, la Apple Computer, che sette anni prima aveva inventato il personal computer così come oggi lo conosciamo. Obiettivo: cambiare il mondo, creando un sistema che chiunque potesse usare; strada facendo, arricchire la società. Oggi lavorano su Mac OS poco meno di duecento ingegneri.Linux nasce nel 1991 per iniziativa di uno studente finlandese, Linus Torvalds. Obiettivo: creare un sistema operativo che possa girare sul suo vecchio PC ma il più simile possibile a Unix, in modo che possa sfruttare le applicazioni gratuite del gruppo GNU. A Torvalds poi si affiancano altri programmatori: tutti collaborano gratuitamente per far crescere Linux. Oggi sono circa cinquanta i collaboratori del gruppo ristretto.


Strani compagni di viaggio

Partendo da radici così diverse, è naturale scoprire che questi due sistemi operativi si sono evoluti in due realtà mature ma completamente dissimili. Mac OS ha il 4,5% del mercato dei sistemi operativi mondiali, ed è più forte negli USA, dove arriva al 12%, e poi in Francia, Regno Unito, Italia... Invece Linux ha l'uno per cento ed è più forte nelle nazioni in via di sviluppo, come Cuba, Messico, Nicaragua, Ucraina, India...Mac OS viene venduto da Apple in una elegante confezione, per trecentomila lire a copia. Punti di forza: ancora oggi è il sistema operativo più facile ad usarsi tra tutti quelli esistenti. Punti deboli: è il più fragile; certo, la versione Mac OS X promette di migliorare drasticamente questo aspetto, ma mentre scriviamo non è ancora una soluzione matura e non è adottabile dalla totalità degli utenti.Linux è distribuito gratuitamente: se siete disposti a scaricare qualche centinaio di MB di dati da Internet e a metterlo insieme personalmente, potete procurarvene una copia senza pagare una lira agli autori. Punti di forza: è un sistema operativo tra i più robusti, che richiede in media un riavvio del calcolatore ogni anno. Punti deboli: è il più ostico per gli utenti. Per esempio, Linux non nasce con una applicazione come Finder che permette di manipolare i documenti a colpi di mouse; è certo possibile aggiungerne uno, ma scegliere non è semplice e nessuna tra le alternative si può dire completa.Esistono molte decine di migliaia di applicazioni disponibili per Mac OS, potenti, mature e professionali: quelle più famose (come Quark XPress o Adobe Photoshop o Maya) costano parecchi milioni di lire. Se pure esistono in versione Windows, vi funzionano francamente peggio. Dall'altra parte, esiste un migliaio di applicazioni disponibili per Linux, potentissime e flessibili e programmabili: quelle più famose (come Apache o MySQL o Samba) sono gratuite. La versione Windows, se esiste, funziona francamente molto peggio e spesso va pagata. I loro programmatori si guadagnano da vivere non vendendo le licenze d'uso ma con le consulenze e le personalizzazioni. Un esempio plateale sono le cosiddette "distribuzioni" di Linux: pacchetti commerciali (che contengono un CD e un manuale) per installare Linux e tutte le applicazioni più importante su un calcolatore, in modo relativamente semplice e veloce. Il costo di una distribuzione di Linux (la più famosa si chiama "Red Hat" e serve a installare Linux su un PC) non va a pagare gli autori di Linux, ma paga invece i sistemisti che hanno assemblato i componenti in modo che si possano installare dal CD in fretta.


Filosofie incompatibili

Il mondo Mac e il mondo Linux si guardano con reciproco rispetto e timore. Hanno punti in comune, a cominciare dall'avversione per Microsoft e per le varie versioni di Windows. Sia Mac OS che Linux presentano evidenti vantaggi su Windows, ma moltissime persone scelgono Windows perché non sanno dell'esistenza delle alternative. Gli appassionati dei due sistemi operativi di minoranza vengono spesso bollati "fanatici" da certa stampa che non riesce a capire come sia possibile desiderare qualcosa di migliore, o semplicemente di diverso, dal minestrone marcato Microsoft.D'altra parte, quando si parte con una concezione del mondo tanto diversa, l'avvicinamento è francamente impossibile. Linux non può diventare più facile ad usarsi di un tanto: se le applicazioni per Linux funzionassero come quelle Mac -- modello "fai due clic per installarle poi passa subito ad usarle senza neppure togliere il manuale dal cellophan" -- i loro programmatori non potrebbero trarne nessun beneficio. Non sono certo mancati i tentativi: per esempio, Netscape ha provato a realizzare la versione 6 della sua applicazione per navigare sul Web (Navigator, alias Communicator, alias Mozilla) usando la formula "Open Source" di Linux. Il processo di sviluppo ha però trovato pochissimi programmatori volontari, è andato per le lunghe e ha prodotto un risultato modestissimo.Esistono poi punti di contatto concreti, come le distribuzioni di Linux fatte per girare sopra a Macintosh. Si chiamano "Yellow Dog Linux" e "Linux PPC": rimpiazzano il Mac OS di Apple e prendono il controllo del computer, permettendo così di far girare le applicazioni Linux ma non quelle Mac OS. La situazione è rimasta bloccata a questo livello, con le due fazioni che si ignoravano e spesso non siconoscevano, per anni... sino al 24 marzo 2001, quando Apple ha presentato Mac OS X.


Mac OS X spezza i vecchi equilibri

Il sistema operativo Unix nacque nel 1970. I sistemi operativi compatibili con Unix (cioè che possono far girare le applicazioni scritte per Unix) si chiamano "compatibili Posix". Linux è un sistema Posix, ma anche il nuovo Mac OS X di Apple è un sistema Posix. Quindi OS X può venire usato per far girare programmi come Apache (che, in effetti, è preinstallato sul nuovo sistema operativo di Apple). Le fondamenta sono però dissimili: il nucleo di Linux, quello originalmente scritto da Linus Torvalds, è molto differente da "Mach", il nucleo di Mac OS X, originalmente scritto da Avie Tevanian, oggi vicepresidente di Apple. Torvalds, nel suo recente libro "Just for fun", non fa mistero di non apprezzare particolarmente Mach.Apple, più diplomaticamente, non ha una posizione ufficiale su Linux (ma ha aiutato la realizzazione delle distribuzioni per Macintosh).Sopra al nucleo di Linux gira il sistema operativo Linux, liberamente distribuito e compatibile con calcolatori molto diversi, come i PC, i Mac e gli Alpha. Sopra al nucleo Mach gira Darwin, un sistema operativo analogo a Linux che Apple, con mossa impeccabile, distribuisce gratuitamente su Internet e che è compatibile con calcolatori molto diversi, come i PC e i Mac. Qui finisce la simmetria: sopra a Darwin Apple ha creato un sistema completo che include il Finder, l'ambiente Classic, il sistema di collaborazione in rete NetInfo, QuickTime e tutte le altre componenti di Mac OS X. Questo software non ha equivalente in Linux ed è questo il software che gli utenti pagano con le trecentomila lire che citavamo in apertura dell'articolo.Chi acquista Mac OS X si ritrova un sistema paragonabile a Linux e in più un sistema operativo amichevole (forse non quanto il Mac OS classico, ma certamente facile da usarsi almeno quando Windows). Un sistema che può utilizzare le decine di migliaia di applicazioni create per Mac OS 9, che permette agli sviluppatori di creare nuove soluzioni software orientate all'oggetto e che contemporaneamente può supportare il software che ha reso giustamente famoso Linux. Si potrebbe forse dire che Apple ha invaso il terreno di Linux, ma è una affermazione che ha senso solo per un tecnico, non per un economista. Apple vende Mac OS X solo in versione Macintosh, perché Apple vede OS X come un mezzo per vendere molti altri Macintosh. Linux può venire usato su quattro processori completamente differenti tra loro (Intel, PowerPC, Alpha e Sparc) e i suoi autori sono completamente dfisinteressati allo hardware. Cosa accadrà davvero può dircelo soltanto il tempo.


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