DI RECENTE ACCOMAZZI...
CERCA
» Ricerca avanzata
MAILING LIST

Se vuoi iscriverti alla mailing list di Luca Accomazzi inserisci qui la tua mail:

Vuoi ricevere i messaggi immediatamente (50 invii / giorno) o in differita e in gruppo
(due invii / giorno)?

» Vuoi saperne di più?

L’incognita X

La signora M

Ho per cliente un piccolo studio di PR che si occupa di moda. Ci lavorano due anziane signore. Le ho introdotte al Mac nel 1992: usano FileMaker per tenere traccia di giornalisti, testate, vip e risorse; AppleWorks per scrivere. La titolare, la signora M, non ha ancora capito la differenza tra clic e doppio clic (di solito fa un clic singolo e se il risultato non è quello che sperava lo fa seguire a un doppio clic). La signora V è più abile… oddio, non sono mai riuscito a farle capire come funziona un floppy, ma iMac ha rimosso il problema. Quella volta che dovette esportare da FileMaker un elenco di nomi e cognomi (si sceglie “Esporta record” dal menu Archivio e si cliccano le informazioni desiderate) ci vollero settanta minuti al telefono. Ma lavorano e sono produttive, grazie a Mac OS.
Il prossimo iMac della signora V avrà OS X preinstallato? Per renderlo a prova di crash? Non serve: in otto anni non è mai andato in crash. Non usa software Microsoft…


Veniamo ai difetti di X. Preavviso: non si accettano scuse, non si fanno prigionieri. Ho sentito dire “è una beta, migliorera”. Ma questi non sono bachi, sono difetti di progettazione. Ho visto scrivere “non bisogna temere il cambiamento”. Quello in meglio no di certo. Il cambiamento fine a se stesso però serve solo a disorientare. E qui ci sono parecchi cambiamenti in peggio.
Se cambio il nome all’applicazione “Classic” o se la sposto smette di funzionare (non è la sola). Tutte le finestre del Finder si chiamano “Finder” e la vista come elenco non permette di rinominare i file e non si possono vedere le date in forma “ieri” e “oggi”. Perché i rimovibili appaiono sulla scrivania ma i dischi fissi no? Perché il disco rigido ha per icona la foto di un disco interno? (La signora V capirebbe?)
Il menu Apple non c’è più, ed è probabilmente una pessima idea, ma perché piazzare in centro alla barra dei menu il suo simbolo, completamente privo di funzioni? Gli angoli dello schermo sono i punti più facilmente raggiungibili (l’ha scoperto Apple nel 1984): perché in X tre su quattro sono vuoti ed è impossibile piazzarci alcunché per uno sviluppatore?


Il sistema X

D come dock

Il mio menu Apple contiene 54 elementi gerarchici, (li ho appena contati). Dovrei ficcarli nel Dock? Ci ho provato, e ho anche passato un po’ di tempo in Photoshop per disegnare icone che mi permettessero di distinguere le cartelle. Ma non basta. Il dock usa miniature dei documenti per rappresentarli: immagino che per chi lavora solo in Photoshop vada bene. Io ho in questo momento una finestra del Terminale, due di AppleWorks, una di BBEdit: tutte contengono solo testo e sono dunque indistinguibili. Dimenticavo: il dock impalla il pulsante di ridimensionamento finestre in basso a destra ed è centrato nello schermo -- con l’effetto di inibire l’uso di due dei quattro angoli, come accennavo sopra. La verità è che il dock è la barra di avvio di Windows, solo più decorato, ma basato sugli stessi principi e altrettanto mal progettato.


L’ultima parola

Uso OS X quotidianamente da quando è uscita la beta pubblica e non tornerò più a OS 9. Per chi ha un forte background tecnico tutte quelle citate sono solo irritazioni e i vantaggi di un sistema moderno sono più importanti. Ma quelli come me sono una sparuta minoranza… che comprende i progettisti di Mac OS X! Per l’altro 90% degli utenti Mac, OS X è una macchina da demo: bella da guardare, difficile e improduttiva da usare.
I problemi di interfaccia utente non vanno sottovalutati. Guardate cos’è successo negli USA per colpa di una scheda elettorale mal progettata nella contea di Palm Beach...