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Bill, vieni fuori!

Bill, vieni fuori con le mani alzate, e prometto che non ti facciamo niente. Bill, ci sono qui anche Melissa con i bambini. Non fare follie, evitiamo uno inutile spargimento di sangue. È finita, Bill! La questione non è, come dicono alcuni, che il PC non conta più niente o che il PC è destinato a sparire. Questo non è vero, tu lo sai, io lo so. Non basta il fatto che nell’ultimo trimestre del Duemila le vendite di PC siano numericamente calate per la prima volta nella storia per pensarlo, siamo d’accordo. Il personal computer è sempre lo strumento per antonomasia negli uffici ed è destinato a rimanerlo. Windows non ha rivali, certo, e non sarà certo Linux a spodestarlo, e nemmeno Mac OS X, non per tutto il futuro presumibile.


Lex dura lex

Bill, vieni fuori. Sei circondato. C’è qui anche il tuo avvocato. Dice che, adesso che c’è W a Washington, avete buone speranze che la causa che si trascina in tribunale si alleggerisca. Però ormai la frittata è fatta, Bill. I diciannove stati che vi hanno denunciato non si tireranno indietro. I consumatori si sono accorti che la qualità delle cose che producete lascia molto a desiderare, ormai hanno capito (almeno negli States) che non sei un filantropo e nemmeno il nuovo Leonardo da Vinci. Tutti conoscono la tua faccia, Bill, non hai scampo. Vieni fuori.


I conti della serva

Bill, abbiamo preso tutto il tuo consiglio di amministrazione. Bill, butta la pistola e esci di lì. C’è qui anche il tuo contabile. Potete ancora risollevare i conti dell’azienda se vi dedicate a fare buoni prodotti e vi dimenticate le vostre strategie perdenti e, francamente, un po’ truffaldine. Tanti pacchetti software, ciascuno di buona qualità e che interagisca con il resto nel mondo (non solo con i tuoi altri prodotti). Usando i protocolli standard e le buone idee di tutti gli informatici del mondo, non solo i sistemi studiati a Redmond e le idee mediocri che sono venute in mente a voi. Non può più funzionare l’idea che un prodotto di bassa qualità si diffonda solo perché c’è il vostro marchio sopra, oppure perché lo regalate insieme a qualche altro prodotto che invece è accettabile.


Vai a fidarti degli amici

Bill, esci dall’edificio. C’è qui anche il tuo amico Steve. Lui dice che il personal computer è destinato a diventare il punto centrale di unione tra tutti gli apparecchi digitali che ci portiamo appresso. L’agendina palmare, il lettore di dischi CD, il DVD di casa, la videocamera FireWire, quelle cose lì. Ha ragione, lo sai. Possiamo ancora fare di te un uomo onesto se vieni fuori e fai i conti con la giustizia.
Quella che è fallita è la tua strategia, Bill. Tu volevi un mondo Microsoft, in cui tutti gli apparecchi facessero girare una forma di Windows. Non ci sei riuscito, Bill. Nessuno degli apparecchi che ho citato ha niente a che fare con Windows. Tranne qualche agendina, che però si beve quattro pile ogni dodici ore di uso e che non si fila nessuno. Bill, si sono accorti anche i sassi che non hai mai permesso a quelle agendine di scambiare dati con tutti i computer (ma solo con Windows) proprio perché speravi che fossero un successo tale da mettere un chiodo nella bara del Mac e di Unix. È successo il contrario, Bill. Tutti vogliono comprarsi un Palm, e si vendono cinque Palm per ogni agendina delle tue. Vieni fuori con le mani alzate, finché c’è tempo, Bill. Conto fino a dieci. Uno. Due. Tre. Quattro. Cinque. Sei. Sette. Otto. Nove...


Luca Accomazzi ringrazia Enzo Jannacci per l’ispirazione e si è trattenuto a stento dal rubare la battuta “vieni fuori ché ti mettiamo una pietra sopra”.