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J & J

Apple mette due nuove persone al lavoro su Mac OS X, per migliorarlo nell’immediato e nel medio periodo. La storia di come due J possono fare del bene alla X.


Due annunci gemelli, datati tra la fine di giugno e l’inizio del luglio scorso, sono passati quasi inosservati, eppure hanno il potenziale di cambiare profondamente il sistema operativo di Apple. Notate, per inciso, che ho volutamente scritto “il” sistema operativo parlando di Mac OS X. Ogni mossa di Steve Jobs e della casa di Cupertino, negli ultimi mesi, va interpretata in questa luce: Mac OS 9 esiste e viene rifinito; Mac OS X esiste e viene migliorato perché non può ancora soddisfare tutte le esigenze di tutti gli utenti; ciononostante, Mac OS X è il presente e il futuro. La strategia di Apple ha il suo fuoco in Mac OS X, così come il marketing di Apple è centrato sull’idea di fare del Macintosh “il centro della vita digitale”. Tutto il resto, se c’è del resto, sono solo tatticismi. Chi lavora professionalmente con Apple farà bene a riflettere e a pianificare le sue prossime mosse attorno a questa idea fissa.


La prima J

La prima J nel presente di Apple è John Montbriand. Ma non cercate il suo nome sul sito di Apple, non lo trovereste. Montbriand, meglio conosciuto come “il leone” da chi lo conosce a causa della sua folta capigliatura, è noto tra gli addetti ai lavori come il principe degli scrittori di tecnologia. Lavora per Apple da diverso tempo ed è l’autore, tra l’altro, della documentazione di Mac OS 9.1. Oggi è stato spostato su Mac OS X, con l’ordine di documentare gli aggiornamenti e le versioni di Mac OS X (io scrivevo su queste pagine, proprio un mese fa, quanto bisogno ci fosse di fare trasparente chiarezza in questo ambito). Poche settimane prima, Apple ha dato alle stampe due volumi, editi dalla O’Reilly: “Learning Cocoa” e “Learning Carbon”. Sono ben scritti e insegneranno a una nuova generazione di sviluppatori come sfruttare al massimo i due approcci alla programmazione di Mac OS X.


La seconda J

La seconda J è Jordan K. Hubbard, un nome che nel mondo Unix è famoso quanto quello di Linus Torvalds. Torvalds è il padre di Linux mentre Hubbard è il genitore di FreeBSD, un altro sistema operativo della famiglia Unix distribuito gratuitamente. Dirò di più: molti esperti lo stimano più di Linux stesso. Per capire il perché, fate un salto su www.netcraft.com: ci troverete, tra l’altro, un elenco aggiornato in continuazione dei siti Internet che sono ininterrottamente attivi da più tempo. Apple ha assunto Jordan Hubbard e lo ha incaricato di seguire le fondamenta Unix di Mac OS X. Ce n’era bisogno, perché alcuni mattoni in quella costruzione erano francamente troppi vecchi e friabili. Prendete per esempio SSH, il componente del sistema operativo che si occupa di crittografia e di comunicazione altamente sicura tra più macchine a distanza sulla Rete. Apple la introduce in Mac OS X soltanto con la versione 10.0.1, ma è una versione non aggiornata. Gli ingegneri della casa di Cupertino ci rimettono le mani nella versione 10.0.4, ma dopo pochi giorni emerge che la realizzazione è mal riuscita e non riesce a comunicare con altri sistemi operativi moderni, come per esempio il Red Hat Linux 7.1.


Tanto di cappello

Con due fuoriclasse come questi, la squadra di Apple si presenta davvero rinforzata all’inizio del nuovo campionato. Queste acquisizioni non fanno rumore come un nuovo prodotto, non provocano rialzi in borsa: semplicemente, contribuiranno a rendere il sistema operativo di Apple un prodotto molto migliore. “Il” sistema operativo, tenetelo presente.