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Metaforicamente parlando

Una metafora è come un ago di siringa piantato nel cuore: arriva subito a destinazione, ma non sempre fa del bene...

Le metafore sono strumenti potenti. Servono a spiegare, esemplificano, chiariscono le idee. Possono trasformare una idea confusa in uno strumento intellettuale. Possono stimolare, far riflettere; in alcuni casi sfortunati possono travisare e confondere. Eccone alcune che riguardano il Mac, già conosciute o di mia invenzione...


Il Mac e la velocità

Spiegare ai lettori di Macworld che i MHz non sono indice di prestazioni in un calcolatore è come predicare al coro dei fedeli: appagante ma inutile. Vi offro però una metafora per convincerne i vostri interlocutori che usano il PC. L'avete studiato a scuola: la velocità è uno spazio diviso un tempo. I MHz non sono un indice di velocità, ma invece una frequenza: un numero puro diviso un tempo. I MHz dicono, insomma, ogni quanto tempo il processore fa qualcosa (un miliardo di volte al secondo nel caso di un processore da 1.000 MHz), ma non quanto fa. Prendete una formica che sposta un chicco di riso una volta al secondo e un essere umano che sposta una badilata di riso una volta al minuto: la frequenza della prima è maggiore, ma chi finirà per primo di spostare un quintale di riso?


Il Mac e le guerre di religione

Ci chiamano "i fanatici della Apple". Quando un governo se ne esce con uno strumento informatico fornendolo nella sola versione per Windows, quando un giornalista prende un granchio parlando di sistemi operativi, quando una azienda propone sul mercato una soluzione incompatibile Macintosh per pure stupidità e non per necessità o scelta ragionata, noi utenti Mac scriviamo un mare di garbate letterine (OK, a volte non sono tanto garbate). Invece di leggere quello che scriviamo, invece di pensarci sopra, ci chiamano pasdaran dell'informatica, ci ridicolizzano come adoratori di un idolo pagano. Forse non hanno mai letto un libro di storia. Non sono mai le minoranze a far cominciare le guerre di religione, ma a volte le vincono.


Il Mac e le videocassette

Ci hanno rotto le scatole per quindici anni con questa storia del Betamax. "Certo", dicono, "il Mac è come il Betamax nelle videocassette. Era meglio del VHS, ma è diventato irrilevante e ha perso". Bimbi saputelli ma un po' ignoranti. Primo, il Betamax è ancora oggi il più usato dai professionisti. Soprattutto, questi soloni non hanno capito che per tutto questo tempo noi stavamo semplicemente sperando in qualcosa di ancora meglio: ecco perché non siamo fanatici, ma soltanto consumatori che hanno provato le due alternative e scelto per la migliore, anche se meno popolare. Sorpresa, sorpresa: dopo tanti anni finalmente la metafora del VHS rischia di rivolgersi contro di loro. Il VHS sta per andare in pensione definitiva, sostituito dai vari formati di video digitale, DVD in testa. Analogamente allora è arrivato anche il momento di pensionare Windows, benpensanti? Come la mettete?


Il Mac e la politica

Nella politica italiana moderna si sente la voce solo di uno dei due poli, anche se formalmente ce ne sono due (per non parlare dei radicali) e la gente avrebbe tanto bisogno di seguire anche le proposte dell'altro -- per quanto raffazzonate, criticabili o confuse. Nell'informatica moderna di sente parlare solo di una delle due piattaforme principali, anche se ce ne sono due (per non parlare di Linux) e la gran massa dei consumatori avrebbero tanto bisogno di conoscere anche le caratteristiche del Mac -- per quanto inadatto possa essere ad alcune applicazioni.
Dubbio ferale: se Bill Gates si mettesse in politica, potrebbe diventare il prossimo presidente degli Stati Uniti?


Luca Accomazzi è cocciuto come un mulo: scrive di Macintosh dal 1984, cercando di parlarne come di un oggetto collocato nel suo tempo e nelle sue culture e non come un puro strumento tecnologico.