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Al ladro al ladro

Caro Dott. Accomazzi, le scrivo per porle una domanda. Un amico mi ha prestato un CD con l'installer della versione 5.0 di Quark XPress, ambita preda di chi si occupa di DTP. Installo, inserisco il codice, tutto OK. Avvio l'applicazione. Messaggio: l'applicazione non può essere eseguita con questo system. OK, il software è una versione USA. Quark ha visto bene di trovare qualche espediente. Ora volevo chiedere ho qualche possibilità di ovviare a questo problema per far girare il software o dovrò attendere di poter trovare la versione italiana?
Certo di una sua risposta le porgo i miei saluti ed un ringraziamento.
[Lettera firmata]

Caro lettore, la tua lettera (vera, verissima) mi dà deliziosamente il destro per toccare un delicato argomento. La risposta alla tua domanda è: tu lavori gratis, vero? Nelle tue parole ti "occupi di DTP": passi le tue giornate a impaginare, magari ad illustrare. Spero che tu in cambio non chieda neanche un quattrino agli editori con cui collabori, giusto? Scusa se insisto: lo scopo della tua lettera è di chiedere una consulenza gratuitamente a un consulente, quindi è ovvio che a tuo parere il lavoro dei professionisti vada esercitato gratis. A cominciare dal tuo, no?


Il baobab nell'occhio

Non mi sono sconvolto più di tanto nel sentirmi chiedere una consulenza gratis. Ricevo sino a dodici e-mail ogni giorno da persone che (innocentemente) chiedono la stessa cosa. Immagino che dovrei sentirmi lusingato, un po' come una bella donna a cui tutti i maschi intorno chiedono... uhm, ci siamo capiti. Il mio interlocutore però non è soddisfatto da così poco: vuole non solo il mio lavoro gratis, ma anche quello degli ingegneri di Quark. Come se non bastasse, vuole commettere un reato penale (il furto di software, punito sino a sei anni di carcere) e vuole me come complice. Presumibilmente è disposto a spendere tremila euro per comprare un Mac su cui far girare lo XPress rubato. Potrebbe invece acquistare XPress con i tremila € e andare di notte a rubarsi un Mac in un negozio, ma l'idea non gli è venuta e forse la troverebbe bislacca. Mi pare quasi di sentirvi, lettori: "ma sù, ma dai, ma in Quark mica morirebbe nessuno di fame, non ci rimetterebbero niente, ma quel programma costa davvero troppo, ma anche tu avrai (o avrai avuto) qualche copia illegittima per le mani". Cominciamo con una risposta a quest'ultima illazione: rubare rubo anch'io, ma come Robin Hood. Mi faccio dare gratis da Microsoft copie dei loro programmi, a scopo recensione, poi ne scrivo dicendo tutta la verità.
Anche la difesa d'ufficio secondo la quale il software si copia perché costa troppo fa acqua. Primo, chi pensa che i programmi vengano venduti a prezzi stratosferici non deve fare nient'altro che mollare il suo attuale lavoro, scrivere programmi alternativi a prezzi quasi onesti e diventare disgustosamente ricco. Secondo, se uno trova cara la frutta, non per questo va dal grossista a rubarne una cassa pensando "tanto di fame non morirà".


L'occasione fa l'utente ladro

Alzino la mano tutti quelli che hanno un amico o un parente che non paga il canone TV. Quante mani alzate! Quelle persone però pagano il bollo auto, scommetto. Il bollo è una tassa sul possesso dell'automobile, il canone una tassa sul possesso del televisore. Sono d'accordo con voi: son tasse sgradevoli, inique e un po' stupide; anzi propongo di sostituirle entrambe in cambio di una tassa sui frigoriferi e una sul bidè, ma non è questo il punto. Il punto è che i disonesti pagano la prima ma non la seconda solo perché pensano di farla franca; e rubano il software esattamente per lo stesso principio.
Rimuginateci sopra. In cambio la prossima volta parlerò male dei produttori di software.


Luca Accomazzi riceve altrettante email di congratulazioni; specie quando svergogna pubblicamente le piccinerie di aziende telecom, Microsoft e Apple. Stavolta invece se ne aspetta pochine.