DI RECENTE ACCOMAZZI...
CERCA
» Ricerca avanzata
MAILING LIST

Se vuoi iscriverti alla mailing list di Luca Accomazzi inserisci qui la tua mail:

Vuoi ricevere i messaggi immediatamente (50 invii / giorno) o in differita e in gruppo
(due invii / giorno)?

» Vuoi saperne di più?

Bluetooth, l’informatica senza fili

Il nome, Bluetooth, non significa nulla: è un omaggio a un re di Danimarca, vissuto nel decimo secolo, che portò la cristianizzazione alle sue genti. Solo per assonanza il suo nome, che significava “uomo saggio”, è passato alla storia come “dente blu”. Come il re, anche la tecnologia Bluetooth avrà le sue belle difficoltà a passare alla storia. Voluta dal solito consorzio di aziende alla ricerca di soluzioni universali, è stata presentata al pubblico alla metà di gennaio 2001, in occasione della più grande fiera di prodotti elettronici per il grande consumo: il Consumer Electronics Show di Las Vegas.
La adotteranno per primi quegli informatici che passano qualche minuto tutti i giorni a far parlare tra loro, via raggi infrarossi, due o più apparecchi. Il sistema IrDA di comunicazione all’infrarosso, che Bluetooth rimpiazzerà, non verrà davvero rimpianto da nessuno: i due apparecchi che si parlano debbono trovarsi a pochi centimetri di distanza, perfettamente allineati e immobili. Un supplizio di Tantalo per chi deve provarci su un treno o un aereo.
Bluetooth è più simile al segnale con cui lavorano i telefoni cellulari: un’onda radio che può passare attraverso i muri e viaggia alla frequenza di 2,4 GHz (i cellulari GSM moderni usano una fascia attorno a 1,8 GHz). Non ci sarà bisogno di preoccuparsi per la salute: il segnale emesso è molto più debole di quello che caratterizza un cellulare. E non ci sarà bisogno di preoccuparsi per le interferenze, perché il segnale si attenua in soli dieci metri e può venire digitalmente crittografato contro le intercettazioni.
Allo show di Las Vegas si è parlato di molte possibili applicazioni. Potremmo avere un telefono portatile che, quando ci troviamo tra le mura di casa, comunica sulle onde di Bluetooth con la sua base e funziona dunque come collegato alla linea fissa; ma quando ci allontaniamo dalla abitazione portandolo con noi diventa automaticamente un cellulare GSM. Gli amanti dei dispositivi digitali dovrebbero amare Bluetooth: il portatile si collegherà a Internet senza neppure togliere il telefono dalla tasca della giacca e la superagendina palmare sincronizzerà gli appuntamenti e l’indirizzario con le copie sul computer senza venire poggiata su una base. Tutto questo per il futuro: le applicazioni immediate sono più modeste. Nello stand dedicato al consorzio Bluetooth presso il Consumer Electronics Show facevano bella mostra di sé i primi tre apparecchi già a listino. Faceva un po’ impressione vedere un computer portatile stampare sulla unità a getto d’inchiostro dall’altra parte della stanza, senza neppure un solo filo che li collegasse. Una speranza concreta per chi si dispera guardando il retro del suo PC e il groviglio di fili e cavi che vi penzola.


Questo articolo fa parte di uno dei miei percorsi. Se vuoi saperne di più su questo argomento, visita il resto del percorso cliccando qui.