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La TV dalle stelle

Lo “zapping”, cioè il passatempo che consiste nel passare rapidamente da canale a canale per vedere pochi secondi di ciascun programma, non è molto apprezzato da chi ha già scoperto la televisione digitale. Due motivi: primo, quando ricevete due o trecento canali potreste perdervi per intero qualche trasmissione nell’intervallo di tempo che intercorre tra una apparizione a video di una emittente e la successiva. Il secondo motivo è più tecnico: per capirlo dovremo attendere alla fine dell’articolo.
La TV via satellite ha una storia ormai lunghissima. Viene irradiata a terra da satelliti che si trovano in orbita geostazionaria, ovvero che ruotano attorno alla Terra con la stessa velocità con cui questa ruota attorno al suo asse e per questo motivo ci appaiono fissi nel cielo. È dunque possibile fissare un’antenna parabolica al tetto di una abitazione e puntarla con precisione contro un satellite. Un semplice trucco, poi, permette con facilità di tenere sotto osservazione due satelliti differenti con una sola parabola: si installano due ricevitori diversi a poca distanza l’uno dall’altro presso il fuoco della parabola, uno per satellite. Gli addetti ai lavori parlano di “doppio LNB”. Gli impianti ancor più evoluti, poi, sono motorizzati: è possibile ruotare l’antenna con il telecomando e centrare un satellite a piacimento tra tutti quelli esistenti. I satelliti coprono con le loro emissioni un intero continente; la Svizzera, grazie alla sua posizione nel cuore d’Europa, riceve bene queste trasmissioni anche usando antenne di qualità e dimensioni modeste, sui 45 centimetri di diametro.
All’inizio, la TV satellitare era analogica. Ogni satellite ospitava una dozzina di emettitori, chiamati “trasponder”, e ciascuno veniva dedicato a una emittente TV. Per aumentare la scelta di programmi, le società dovevano mettere in orbita altri satelliti, posizionandoli a pochissima distanza da quelli esistenti in modo che venissero captati dalle parabole già puntate. A metà degli anni Novanta però venne messo a punto il sistema di video digitale MPEG-2 (lo stesso usato nei dischi DVD), che permette di inviare le immagini in forma compressa: con la nuova tecnologia un singolo transponder può venire utilizzato per servire otto trasmissioni TV parallele, senza perdita di qualità. Inoltre, nei sistemi digitali è possibile inviare ogni genere di informazioni, e così oggi ogni satellite finisce per lanciare verso terra flussi variatissimi. Ci sono televisioni con più tracce audio: per esempio EuroNews, (la TV europea di notizie a tempo pieno che è ritrasmessa anche da TSI-1 la mattina) ne ha cinque: italiano, inglese, tedesco, francese e spagnolo. Ci sono emittenti radiofoniche digitali, teletext, siti Internet... La tecnologia satellitare analogica oggi è in fase di dismissione: nei negozi si trovano kit analogici che comprendono parabola e decodificatore (l’apparecchio che converte il segnale in modo che una comune TV possa mostrarla a video) a meno di centro franchi, ma il numero di canali visibili scende di giorno in giorno, perché i transponder vengono convertiti al digitale. I decodificatori digitali costano di più (ma possono anche venire noleggiati) e offrono funzionalità superiori. Sono in effetti piccoli computer, e pertanto possono presentare a video una guida ai programmi, funzionare da videogioco, venire usati per la TV interattiva... Un esempio semplice e tipico: un canale finanziario di TV interattiva invia al ricevitore sat digitale tutte le quotazioni di tutte le azioni delle principali borse; noi operando sul telecomando selezioniamo i titoli che ci interessano, quelli che possediamo o che siamo intenzionati ad acquistare; il ricevitore li presenta tutti insieme in un’unica schermata aggiornata in continuazione.
Chi si procura per la prima volta una parabola tipicamente la punta su HotBird, un gruppo di cinque satelliti che irradia molte centinaia di canali TV, tra cui alcune decine di lingua italiana. Chi opta per un sistema a doppio LNB di solito sceglie anche la costellazione di satelliti Astra, ricca soprattutto di emittenti di lingua tedesca. Non tutti questi canali si lasciano guardare impunemente: oltre la metà sono a pagamento. Le “pay TV” digitali usano la crittografia per rendere inguardabili le loro trasmissioni a chi non possiede una chiave. La chiave ha la forma di una tesserina, grande quanto una carta di credito, che contiene un microprocessore e viene infilata nel ricevitore sat digitale. Viene affittata ai consumatori in cambio di un canone mensile che va da venti euro in su, a seconda di quanti e quali canali ci interessano. Purtroppo esistono molti sistemi di crittografia differenti e incompatibili tra loro. La offerta commerciale in lingua italiana, Sky TV, usa il sistema NDS; la RTSI, Radiotelevisione Svizzera di lingua italiana, irraggia tutti i suoi canali nel sistema Viaccess; altre emittenti scelgono altri metodi di protezione. Nessun ricevutore sat digitale è compatibile con tutti i metodi di protezione, quindi è opportuno riflettere bene prima di impegnarsi in un acquisto.


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