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Videoregistratori digitali

Ah, i problemi della vita moderna. Gli agenti Fox Mulder e Dana Scully stanno per mettere le mani sulla coppia di gemelli assassini telepatici proprio quando lo spettatore sente il richiamo della natura e deve correre verso il bagno. Come cavarsela senza perdere l’appassionante conclusione dell’episodio? Lo spettatore americano oggi ha tre soluzioni per cavarsi d’impiccio: con entrambe gli basta premere un pulsante sul telecomando. Zap: la TV si blocca, la scena in corso si immobilizza, l’appassionato degli X Files può muoversi dal divano con tutta calma per poi riprendere la visione quando meglio gli aggrada.
Come funziona? Anche i videoregistratori sono approdati all’era digitale, e nel farlo hanno imparato qualche nuovo trucchetto. In effetti, gli apparecchi della nuova generazione sono tanto differenti da un vecchio videoregistratore da meritare un acronimo diverso: gli addetti ai lavori non lo chiamano più VCR (video cassette recorder) ma preferiscono la sigla PVR: personal video recorder. In effetti, la cassetta a nastro di tipo VHS è completamente sparita e sul frontalino non ci sono feritoie o spazi.
Per capire cosa caratterizza i PVR prendiamo come esempio e metro di paragone per l’intera categoria il TiVo, apparso per primo sul mercato statunitense al prezzo di listino di 399 dollari: dentro la carrozzeria si nasconde un vero e proprio computer, con tanto di processore, sistema operativo facile da usare, circuiteria dedicata per registrare il video comprimendolo ai minimi termini, un disco rigido molto capiente che può memorizzare trentacinque ore di programmazione. Non si limita a trasformare la TV in diretta in un evento che lo spettatore può bloccare a piacimento, anche se questa è una delle sue principali attrattive: il TiVo può registrare due programmi contemporaneamente, usa le informazioni del teletext per riconoscere l’inizio reale di un programma (e non solamente l’orario previsto), mostra a video la guida con i programmi e permette di selezionarne uno per la registrazione. (Per la verità, quest’ultimo servizio è un optional, offerto in abbonamento al canone di dieci dollari al mese oppure duecento dollari anticipati per un abbonamento vitalizio). Visto che i programmi vengono registrati su un disco e non su un nastro non c’è bisogno di riavvolgere o di cercare il punto dove ci eravamo interrotti durante la visione: anzi, il TiVo presenta a schermo un menu interattivo di tutti i programmi registrati, indicizzato per data di registrazione, per genere, per ordine alfabetico del titolo. Dopo qualche settimana di utilizzo, il TiVo impara addirittura a riconoscere quali programmi ci piacciono di più e ce ne segnala altri simili.
Il suo immediato successo di mercato, specialmente tra le classi più agiate, ha dato la stura a imitatori e concorrenti. Il Quantum Quickview, apparso tre mesi or sono, è un modello pensato particolarmente per gli appassionati di sport che guardano le partite in diretta grazie alla TV satellitare digitale: può infatti registrare simultaneamente tutte le riprese di tutte le telecamere presenti all’evento sportivo, di modo che lo spettatore possa poi rivedere una qualsiasi azione più e più volte, da tutti i punti di vista. Può venire collegato a una telecamera digitale FireWire (IEEE 1394) per riversare il video sui nastri digitali di quest’ultima, oltre che per riceverne.
Buona ultima, in giugno anche Microsoft si è lanciata sul mercato nascente dei PVR. La sua offerta si chiama UltimateTV e la novità principale che offre è la capacità di guardare un programma registrato mentre ne stiamo incidendo altri due che vanno in onda su due differenti canali. La UltimateTV aggiunge poi anche a un qualsiasi televisore la funzionalità “picture in picture”, che è solitamente disponibile solo nei modelli più grandi e lussuosi: ovvero la capacità di sbirciare, miniaturizzato in un angolo dello schermo, un canale differente da quello che stiamo seguendo -- naturalmente senza audio. L’idea è che il “picture in picture” ci permette di guardare altro mentre stiamo attendendo l’inizio della nostra trasmissione preferita, ma senza correre il rischio di perdere nulla. Microsoft ha anche scelto di incorporare nel sistema una unità WebTV, ovvero un apparecchio che permette di navigare su Internet usando il televisore come schermo e il telecomando al posto di una (rudimentale) tastiera. Naturalmente serve anche una connessione alla Rete: lo Ultimate TV ha un modem incorporato per connettersi attraverso la linea telefonica e un connettore USB che permette di collegarlo a connessioni più veloci, come ADSL. Per ora, però, l’offerta della casa di Bill Gates è andata incontro a una serie unanimemente negativa di recensioni: troppo lenti e limitati i menu, troppo legnosa l’interfaccia utente rispetto al primo della classe TiVo. Conoscendo Microsoft, possiamo scommettere che non si farà scoraggiare dalle critiche e riproverà la fortuna con una nuova incarnazione del prodotto.
Secondo la IDC, società impegnata nelle ricerche di mercato sui prodotti di nuova tecnologia, i PVR sono destinati a un successo che li porterà a piazzare quattordici milioni di pezzi l’anno entro il 2004. Non è ancora chiaro, però, quando ne verranno approntate versioni PAL per gli schermi di casa nostra.


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