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Le Parche ci guardano

Un missile Titan 4-B della Lockheed Martin (il più potente razzo vettore usa-e-getta disponibile agli USA, utilizzato per mettere in orbita satelliti di grandi dimensioni e dal costo di 455 milioni di dollari) è decollato il 6 ottobre 2001 alle 22:21 dalla base militare Vandemberg in California. Il carico è coperto dal segreto militare -- l’unica notizia certa è che il contrattore del lancio è la National Reconnaissance Office, la agenzia federale che gestisce i satelliti da ricognizione -- ma pare che si tratti di un satellite spia capace di identificare al radar, riconoscere e fotografare oggetti al suolo di dimensioni uguale a soli dieci centimetri. Secondo il Florida Today, quotidiano locale che ha raccolto voci di corridoio nella base Vandemberg, il nuovo satellite avrebbe un costo di un miliardo e mezzo di dollari, peserebbe quasi 15 tonnellate e farebbe parte della rete che il Pentagono chiama “Parche”, in riferimento alle mitologiche divinità che tessono i destini degli uomini. Il nuovissimo satellite, sempre secondo gli osservatori, potrebbe essere stato immediatamente utilizzato durante la preparazione dell’attacco americano all’Afghanistan iniziato il 7 ottobre. Il progetto “Parche” è stato ideato nei giorni seguenti la Guerra del Golfo, in seguito alle lamentele del generale H. Norman Schwartzkopf, che si lamentava della scarsa qualità delle immagini strategiche di cui disponeva. Secondo l’analista canadese Ted Molczan, un esperto del settore, questi satelliti seguono un orbita ellittica polare a una altezza dal suolo compresa tra i 320 e i mille chilometri, passano sopra ogni punto della superficie terrestre più volte al giorno e offrono immagini tanto nitide da poter leggere il titolo di un giornale che un uomo al suolo tenga aperto dinanzi a sé.


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