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Linux contro Mac OS X contro Windows

Abbiamo già recensito su queste pagine il sistema operativo Mac OS X Server e abbiamo testato XServe, l’apparecchio sviluppato a Cupertino per coprire le esigenze di chi vuole un calcolatore di fascia alta dedicato a servire in rete. Abbiamo pensato di tornare sull’argomento, però, per esaminare l’offerta Apple (considerando questa volta come un tutt’uno lo hardware e il software) e confrontarla con la concorrenza. In modo spietato e senza fare complimenti. Siamo partiti senza preconcetti e senza partigianerie e ci siamo proposti di trovare quale sia la soluzione migliore (per rapporto prezzo/prestazioni) per coprire un ruolo, quello del server, che nelle aziende è sempre più importante e per il quale non sono accettabili prodotti men che eccellenti.


C’è server e server

Esistono due destinazioni principali per i server. Primo, è possibile dedicae una di queste macchine potenti a centro di una rete locale. Il calcolatore ospiterà tutti i documenti più importanti (o almeno le loro copie di sicurezza), gestirà le stampe, magari farà girare un importante applicativo (per esempio, un motore di base dati) i cui risultati devono venire messi a disposizione di tutti i collaboratori interni di una azienda. Secondo, esistono i server su Internet: macchine che ospitano un sito web. In questo caso il numero di clienti da gestire è molto più elevato ma ciascuno ha richieste molto più ridotte perché ogni trasferimento medio coinvolge un file di pochi chilobyte anzichè megabyte. Anche in questo caso è possibile che il server ospiti un motore di base dati, per esempio con il catalogo completo di tutti i prodotti dell’impresa, magari completo di elenco delle scorte di magazzino oppure con il calcolo delle provvigioni spettanti a ciascun agente.
A una prima occhiata, le due configurazioni sembrano distinte ma piuttosto simili. L’esperienza però insegna che nel primo caso sarà il sottosistema a dischi del server quello messo a più dura prova, mentre nel secondo caso il processore dovrà lavorare più intensamente. Inoltre, un server di rete aziendale e interno può anche permettersi qualche stop (addirittura, in alcuni casiviene spento la sera e riacceso al mattino) mentre invece il server Internet deve garantire una presenza in linea continua, giorno e notte, anno dopo anno. Chi si occupa professionalmente di Internet offre una efficienza “triplo nove”, cioè pari ad almeno il 99,9% del tempo. Per le applicazioni “mission critical”, cioè nei casi in cui la salute del server è vitale perché la azienda prosperi (per esempio, pensate a una società che viva sul commercio elettronico) non è inusuale sentir parlare di prestazioni “quintuplo nove”. Calcolatrice alla mano, questo significa che il server può rifiutarsi di rispondere ai visitatori del sito per 315 secondi ogni anno, non uno di più: giusto giusto il tempo di riavviarlo una singola volta.
La tabella principale di questo articolo, “Mac OS X contro Windows contro Linux” mostra un paio di duelli all’ultimo sangue che abbiamo inscenato per i nostri lettori, confrontando la più recente offerta Apple con una concorrenza spietata, quella del Nemico Pubblico Numero Uno di Steve Jobs. E cioè Michael Dell, titolare della omonima casa produttrice di PC dal costo basso ma di buona qualità. I server Dell, in particolare, sono considerati eccellenti dal punto di vista del rapporto prezzo/prestazioni da parte degli addetti ai lavori.


Dell Power Edge 1650 (Cortesia Dell Computer)

Il perché di una scelta

Qualcuno dei nostri lettori potrebbe chiedersi perché abbiamo deciso di confrontare Mac OS X Server a Windows come server di rete, e invece di scegliere Linux come avversario come server Internet.
Nel primo caso ci siamo immaginati una azienda con dieci-trenta dipendenti dotati di calcolatore. In questi casi il server di rete deve ospitare i documenti condivisi e offrire spazio a ciascun utente per conservare una copia dei file più preziosi, in modo che non vadano persi in caso di guasto della macchina locale. Difficilmente uno dei dipendenti è un tecnico specializzato: è più probabile che ci sia qualcuno in azienda che deve eeffettuare gli interventi di primo livello (per esempio, aggiungere un utente registrato alla macchina se c’è una nuova assunzione) riservando i compiti più difficili, come l’installazione, a un consulente esterno. In questi casi è indispensabile usare un sistema operativo abbordabile, come Windows o Mac, perché il responsabile interno possa avvicinarci alla macchiona senza patemi. Il sistema operativo è comunque in inglese e non proprio alla portata di chiunque, ma una persona di buon livello disposta a leggersi qualche libro può arrivarci: questo non si può certo dire di Linux. (Per la cronaca, di Windows 2000 server esiste anche una versione in italiano — ma il parere personale di chi scrive, maturato dopo alcune dolorose esperienze, è che quella versione sia una tragedia da evitare come la peste).
Le esigenze per un server Internet sono ben diverse. La macchina che ospita uno (o più) siti web richiederà manodopera molto specializzata per la configurazione iniziale, ma poi quel che le si chiede è di continuare a funzionare senza alcun intervento umano. Tipicamente non viene collocata nei locali della azienda proprietaria, ma la si stocca dentro una “server farm” specializzata e connessa in fibra ottica alla spina dorsale di Internet. In un caso come questo anche un sistema operativo ostico come Linux è pienamente accettabile, perché comunque chi si occupa del sito userà strumenti evoluti (come un content management system, vedere la storia di copertina su Macworld Italia di settembre 2001) o artigianali (per esempio Macromedia Dreamweaver e Flash) per accedere al server da remoto. Perché allora escludere Windows dalla contesa? Chi scrive è titolare dal 1998 di un Internet service provider (in realtà sviluppiamo motori per siti Internet interattivi con basi dati, commercio elettronico eccetera, ma inevitabilmente possediamo una batteria di server nostri su cui far girare il nostro software). Si dà il caso, però, che l'altro importante settore di attività aziendale è l'Internet Security. Ora, raccontare oltre cinque anni di aneddotica in queste pagine è impossibile, ma diciamo pure che le macchine Unix si sono sempre dimostrate affidabili, stabili e sicure: lo stesso non si può dire dei sistemi Windows Server — tant’è che oggi ne teniamo uno solo, per gli irriducibili, e i nostri tecnici profondono in esso gran parte della loro scienza per mantenerlo al di sopra del livello di affidabilità, efficienza e sicurezza che ci siamo imposti. Credetemi: voi non volete che il giorno di Ferragosto, mentre siete in ferie, un vostro sito Internet divenga improvvisamente irraggiungibile. La semplice soluzione è affidarsi a Unix e mettere una pietra su Windows, con buona pace di Bill Gates.Uscendo dal (mio) particolare, un giro su www.netcraft.com svela un importante segreto di Pulcinella: tutti i server Internet più stabili al mondo sono macchine Unix. Il PC più alto in graduatoria si trova al ventitreesimo posto, ma si tratta di una macchina senza neppure un nome, che non ospita un sito web ma solo le statistiche per gli altri siti del provider (quindi vede un traffico bassissimo) e comunque è stato riavviato nello scorso mese di aprile — pertanto non salirà più in graduatoria.


Confronto spietato

I risultati del confronto sono nella tabellona di queste pagine e nelle note che la accompagnano. Nella sfida Internet, Apple non ci fa poi una gran bella figura. Il software a disposizione della macchina Dell e quello montato sulla macchina Linux sono sostanzialmente lo stesso: Apache come server web, PHP e Perl e Python come linguaggio di programmazione, MySQL come motore di base dati. È questa la tripletta vincente alla base di tutti i siti web di medio cabotaggio, quelli che contengono sino al milione di pagine e servono sino al milione di visitatori al giorno. Sul sito Netcraft, già citato, si vedono i risultati di una rilevazione compiuta automaticamente su oltre quaranta milioni di siti: ne risulta che oltre il sessantadue per cento dei siti Internet al mondo sono basati su Apache; al sistema IIS di quella Microsoft così asfissiante in tutti gli altri campi della moderna informatica spetta poco più del ventisette per cento dei siti: si tratta normalmente dei pesci piccoli, siti senza motore di base dati, con poche pagine, senza automazione ed interazione.
La posizione di Apple non è aiutata dal tallone di Achille che penalizza le prestazioni di Mac OS X Server, il kernel funnel (si veda Macworld Italia di aprile 2003). Se sulla macchina XServe inseriamo un programma per la valutazione automatica delle statistiche di connessione, la necessità di risolvere le informaizoni provenienti dai visitatori in un formato leggibile dagli esseri umani (il cosiddetto “DNS inverso”) rallenta il sistema. Mentre questo articolo viene scritto non sono ancora note le caratteristiche di Mac OS X 10.3 “Panther”: è sperabile che in questa versione del sistema operativo il kernel funnel venga finalmente eliminato.

Tutt’altra conclusione ha il confronto tra lo XServe e il Dell impiegati come server di rete locale. In questo caso Apple se ne esce a testa alta. Il suo sistema non impone gabelle per ogni ulteriore utente che si voglia inserire in rete, le prestazioni sono eccellenti. Tutti i PC della rete locale troveranno la macchina Apple completamente indistinguibile da un server Windows 2000 Server e potranno utilizzarla sia per montare i capienti dischi rigidi sulla scrivania, sia come server di stampa. È possibile anche, in modo relativamente semplice, limitare le quote degli utenti, in modo che nessuno occupi uno spazio troppo grande sui dischi del server e nessuno possa inviare un numero di stampe troppo grande a questa o quella stampante. In una scuola o in una azienda strutturata per dipartimenti, è semplicissimo limitare un utente o un gruppo di utenti a vedere e utilizzare solo alcune stampanti. È anche possibile (ma francamente più difficile) fare in modo che il server Apple invii automaticamente ai PC clienti i driver delle stampanti installate in rete, proprio come farebbe un Windows 2003 Server ben configurato. Ovviamente il server può anche funzionare da ufficio postale per la e-mail, in modo che quando qualcuno in azienda scarica la posta (con qualsiasi programma, da Outlook Express a Entourage ad Apple Mail a Eudora) la ottenga con tutta la velocità della rete locale.
L’unica obiezione che ci sentiamo di rivolgere alla offerta Apple è la rumorosità delle ventole dello XServe, che lo rendono inadatto per la collocazione in qualsiasi luogo che non sia una stanza dedicata e non abitata da esseri umani. Per la verità, Apple offre anche server basati sulla tradizionale carrozzeria dei Power Mac G4, molto più silenziosi: questa soluzione risolve il problema a patto che vi accontentiate di montare sul server soltanto due, massimo tre, dischi rigidi condivisi.


Dell Power Egde 2600 (cortesia Dell Computer)

I dischi Ultra SCSI adottati da Dell sono più performanti ma anche molto più costosi degli ATA adottati da Apple per XServe. Su Internet, le prestazioni dei dischi sono assolutamente irrilevanti; in rete locale potrebbero contare in alcuni casi — per esempio se le macchine sono collegate al server in Giga Ethernet e usano i suoi spaziosi dischi rigidi per stoccare documenti video digitali. Apple è riuscita ad aggiungere alla economica tecnologia ATA la più importante caratteristica delle unità a disco per server: lo hotswap, cioè la capacità di aggiungere o rimuovere un disco rigido a macchina accesa.
La assistenza Apple è di gran lunga troppo cara rispetto alla concorrenza. Dell offre per una cifra ragionevolissima, trecentocinquanta Euro, l’intervento di un tecnico sul sito dove si trova il server entro quattro ore lavorative dal momento della chiamata. Apple vuole una cifra quasi tripla per garantire l’intervento entro ventiquattro ore lavorative.
Un’altra differenza non trascurabile sta nel sistema operativo. Mac OS X Server offre sostanzialmente tutte le funzionalità incorporate in Linux (base dati SQL, server di posta elettronica, server web Apache, servizi di condivisoone file per Windows e Macintosh...) e vi aggiunge alcune tecnologie utili in una rete di soli Macintosh. Come Linux, OS X Server gestisce un numero illimitato di utenti connessi contemporaneamente. Windows 2000 Server limita invece il numero di utenti (a venticinque, nella soluzione da noi prescelta per il confronto) e l’aggiunta di altre licenze è davvero costoso. Il server di base dati Microsoft, SQL Server, è escluso e la sua aggiunta costa almeno 5.000 € in più.
Server internet ad alte prestazioni
Nome Dell PowerEdge 1650 Apple XServe doppio processore
Processore Doppio Pentium III a 1,26 GHz Doppio G4 a 1,33 GHz
RAM 512 MB (2 x 256) 512 MB (1x 512)
Garanzia Un anno on site 24h Un anno presso Apple
Bezel frontale Chiave e indicatore luminoso Chiave e indicatore luminoso
Dimensioni Standard 1U rackable Standard 1U rackable
Alimentatori Due, ridondati Uno solo
Monitor Non incluso Non incluso
Tastiera e mouse Inclusa Inclusa
Unit? ottica CD-ROM 24x CD-ROM 24x
Disco rigido Triplo da 36GB Ultra3 SCSI 10000rpm Triplo ATA/100 da 60 GB 7200rpm
RAID Hardware livello 5, 128 MB cache Software livello 1, senza cache
Scheda di rete Giga Ethernet Giga Ethernet
Sistema operativo Red Hat Linux 8.0 preinstallato Mac OS X Server Unlimited 10.2.5
Prezzo IVA esclusa 3363 € 4698 €
Tre anni on site + 349 € + 949 €
Server di rete locale ad alta capienza
Nome Dell PowerEdge 2600 Apple XServe singolo processore
Processore Uno Intel Xeon 2.4 GHz Singolo G4 a 1,33 GHz
RAM 512 MB (2 x 256) 512 MB (1x 512)
Garanzia Un anno on site 24h Un anno presso Apple
Dimensioni Tower Standard 1U rackable
Alimentatori Uno solo Uno solo
Monitor Non incluso Non incluso
Tastiera e mouse Inclusa Inclusa
Unit? ottica CD-ROM 24x CD-ROM 24x
Disco rigido Quadruplo 146 GB U-320 SCSI 10000rpm Quadruplo ATA/100 da 180 GB 7200rpm
Spazio totale 584 GB 720 GB
Scheda di rete Giga Ethernet Giga Ethernet
Sistema operativo Windows 2000 Advanced 25 licenze Mac OS X Server Unlimited 10.2.5
Prezzo IVA esclusa 8080 € 5173 €
Tre anni on site + 349 € + 949 €


Io però lo voglio blu

Un confronto per essere completo deve chiedersi non solo come le differenti offerte si confrontano ma anche in cosa differiscono. Se in famiglia avete bisogno di una automobile con sette posti a sedere è inutile che mettiate a confronto tutte le offerte di tutte le case automobilistiche: vi dovete focalizzare sulle pochissime vetture in commercio che accettano sette passeggeri. Analogamente, ogni realtà aziendale ha esigenze diverse e peculiari: la soddisfazione di queste esigenze potrebbe portare ad escludere a priori uno dei contendenti.


Mac OS X Server

Il sistema di Apple può venire utilizzato per far avviare attraverso la rete uno o più Macintosh, a patto che la rete che avete a disposizione sia veloce (almeno una fast Ethernet da 100 Mbps) e sgombra da traffico. È possibile archiviare sul server la scrivania e le preferenze degli utenti Mac, in modo da virtualizzare il calcolatore di ogni persona: chiunque può sedersi davanti a qualsiasi computer e trovarsi il “suo” ambiente di lavoro. Preferenze, password e altre caratteristiche possono anche venire distribuite su più server che si dividono il lavoro, una per dipartimento. Queste caratteristiche sono molto gradite nelle scuole superiori e nelle Università che hanno sposato la piattaforma Macintosh.
L’amministrazione del server, anche da remoto, è facilitata attraverso alcune applicazioni fornite da Apple: sono illustrate nelle immagini che corredano queste pagine. Server status, Workgroup manager e gli altri strumenti per amministratore di rete possono venire installati e girare sotto una normale copia di Mac OS X (non necessariamente OS X Server) in modo da permettere l’amministrazione del server anche da lontano e anche attraverso Internet. Diventa quindi possibile stoccare il server in una posizione fisicamente scomoda senza collegargli tastiera o monitor.


Queste applicazioni fornite da Apple si possono installare anche su un Mac con OS X non-server; le useremo per controllare il server da remoto

Windows Server

Quando questo articolo è stato scritto, a metà maggio, Dell ancora non offriva sulle sue macchine il sistema operativo Windows 2003 Server, ufficialmente introdotto da Microsoft il 23 aprile precedente. Del resto, 2003 Server è ancora incompatibile con alcune fondamentali applicazioni per Windows tra cui il server di base dati Microsoft SQL Server.
Le caratteristiche in più nella offerta della casa di Bill Gates sono principalmente tre. Primo, il sistema Active Directory: si tratta di una base dati gerarchica ed estensibile che permette di definire le risorse disponibili in rete agli utenti, in modo non dissimile a quello che Apple offre per gli utenti Mac e che abbiamo descritto sopra. Secondo, è molto semplice far migrare
un gruppo numeroso di utenti che in precedenza utilizzava un server Windows NT verso Windows 2003 Server (ma non Windows 2000). Terzo, Windows 2003 supporta le tecnologie Microsoft .NET: si tratta in sostanza di un sistema che permette alle basi dati utilizzate per date vita a un sito web di venire consultare anche da applicazioni sviluppate ad hoc, sempre attraverso Internet, usando il protocollo standard SOAP (un esempio di programma che usa SOAP è Sherlock 3 dentro Mac OS X Jaguar).


Nel cuore di Windows 2000 Server sta il servizio Active Directory, una base dati per l’amministrazione delle risorse e degli utenti di rete locale.

Linux

Red Hat Linux 8 è la più recente versione della più popolare distribuzione Linux per piattaforma Intel. Il software fornito è in gran parte lo stesso che troviamo in Mac OS X Server, come abbiamo spiegato in precedenza in questo articolo. In più, Red Hat preinstalla una serie di programmi utili per trasformare il calcolatore in un dispositivo di rete trasparente agli utenti ma che modifica il loro ambiente lavorativo. Il firewall IPTables permette di proteggere una rete locale dalle intrusioni. Snort, il “Network Intrusion detection System”, è in grado di riconoscere le prime avvisaglie di un tentativo di intrusione e di segnalarlo al responsabile in modo che prenda tempestive e preventive contromisure (per esempio bloccando ogni tentativo di accesso proveniente da quella particolare rete bielorussa usata come base dallo hacker; oppure riconoscendo l’aumento del traffico provocato da un nuovo virus). Squid, il proxy server, può tenere una copia locale delle pagine web più visitate dagli utenti della rete locale, in modo da velocizzare la navigazione di tutti e ottimizzare la banda passante di cui la vostra organizzazione dispone.


Linux offre strumenti potentissimi, come il programma anti-intrusioni Snort. Come si vede, però, la sua configurazione va lasciata agli specialisti

L’ultima parola

Il concorrente più temibile per Mac OS X Server e per Windows 2003 Server è certamente Linux. Un sistema potentissimo e flessibile, che va preso in considerazione. La sua installazione e configurazione però va eseguita da parte di un vero esperto e non si può certamente “fare in casa”, specialmente se contate di utilizzare le funzionalità avanzate come IPTables, Squid e Snort.
In una rete aziendale interna e mista, Mac OS X Server esce dal confronto a testa alta: le sue eccellenti prestazioni si combinano bene con il prezzo contenuto e la relativa facilità d’uso.


Questo articolo fa parte di uno dei miei percorsi. Se vuoi saperne di più su questo argomento, visita il resto del percorso cliccando qui.