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Internet a corrente alternata

Una società elvetica dal nome vagamente improbabile, “The Fantastic Corporation” (www.fantastic.ch) è al cuore di una serie di esperimenti futuristici che si propongono di portare l’Internet ad alta velocità senza tirare un solo filo in più nelle case. L’idea non è nuovissima, ma oggi viene sperimentata con successo su grande scala per la prima volta. In sostanza, la cosiddetta “banda larga” (cioè un flusso massiccio di informazioni da e per l’Internet) viene allacciata a una centrale elettrica di quartiere, tipicamente usando un cavo dedicato in fibra ottica. Da lì, alcuni apparecchi dedicati provvedono a modulare le informazioni nel flusso della corrente elettrica che viaggia verso le abitazioni. Ogni palazzo viene dotato di uno speciale concentratore, che sostanzialmente è necessario per evitare i disturbi che altrimenti verrebbero introdotti dai contatori individuali degli utenti. Nelle case, infine, un qualsiasi calcolatore verrà collegato alla presa di corrente attraverso uno speciale dispositivo che separa tensione da dati: da una parte trasmette l’alimentazione al calcolatore e dall’altra si collega a una porta di rete Ethernet. Il classico modem telefonico non serve più e c’è anche il vantaggio che il calcolatore può venire tranquillamente spostato ovunque in casa, perché qualsiasi presa di corrente è adatta alla trasmissione dei dati. Gli elettrodomestici e gli altri apparecchi che usano la tensione di rete per venire alimentati non percepiscono alcuna differenza rispetto a una comune forniture di corrente e continuano a funzionare indisturbati.
La velocità del collegamento Internet è paragonabile a quella di una connessione ADSL: circa 512 kbps in ricezione e un quarto in spedizione. Le piccole imprese possono utilizzare il sistema di modulazione della corrente a duecentoventi volt anche per le comunicazioni interne: una piccola rete locale interna ai locali occupata dalla azienda si può insomma ottenere senza stendere cavi dedicati.
L’esperimento è in corso su media scala in Svizzera romanda, a Friborgo, ma la “The Fantastic Corporation” ha anche siglato un contratto con la italiana Enel: un gigante nel campo dei servizi (ex monopolista per l’Italia nella distribuzione della energia elettrica che ancora oggi alimenta ben 27 milioni di abitazioni, nonché azionista di maggioranza della seconda più grande società telefonica italiana). Enel ha iniziato un progetto pilota sin dal giugno scorso che coinvolge ben 50.000 utenti, per la maggioranza dipendenti della società che lavorano negli uffici sparsi sul territorio, ma che comprendonio anche un nucleo di utenti finali della zona di Grosseto in Toscana, circa il dieci per cento del totale. Gli ideatori del sistema hanno anche stretto accordi con la compagnia elettrica tedesca Rwe, che tra l’altro sta producendo gli apparati di rete.
Forse per proteggere i segreti industriali coinvolti, le informazioni tecniche sulla operaizone sono molto scarse e il sito fantastic.ch è straordinariamente povero di dettagli. Da un punto di vista sociale, però, è già chiaro che questa soluzione non rappresenterà una panacea. Oggi gli abitanti delle città hanno a disposizione una serie di tecnologie per l’allacciamento in banda larga all’Internet e questa tecnologia si aggiunge semplicemente al novero; chi invece si trova ad abitare in zone rurali o impervie non può ottenere nulla del genere. Le distanze geografiche coinvolte tendono a degradare il segnale digitale e i piccoli numeri di consumatori interessati rendono economicamente sconveniente una offerta del genere da parte delle grandi società di comunicazione. Se si volesse connettere il cento per cento della popolazione all’Internet veloce, insomma, sarebbe necessario ricorrere ad altre tecnologie o a costosi sussidi statali: una strada che, in tempo di deficit di bilancio, molti sono restii a percorrere.


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