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Telemedicina

Il popolo di Internet è in continuo aumento, questo si sa (nel febbraio 2002 avrebbe superato il mezzo miliardo di utenti mondiali). Il dato nuovo sta però nella vertiginosa crescita degli utenti più anziani, gli ultra-55enni. Secondo tutte le statistiche si tratta del gruppo in crescita percentuale più marcata: qualcuno parla addirittura del novanta per cento in più anno su anno. Oggi costituirebbero il tredici per cento del totale nell’occidente, con punte in Scandinavia e picchi nei paesi latini.
Gli esperti di marketing americani hanno subito creato una etichetta memorabile: li chiamano “silver surfers”, che letteralmente significherebbe “navigatori con i capelli d’argento” ma in realtà ricorda un popolarissimo personaggio dei fumetti. Jupiter Media Metrix, una delle aziende più stimate ed affidabili per quanto riguarda le ricerche di mercato nell’era delle autostrade telematiche, stima che da quest’anno per la prima volta l’età media di chi fa acquisti su Internet sarà maggiore di 35 anni e il trenta per cento dei nuovi clienti del 2002 ha passato la cinquantina. Così le dotcom, cioè le aziende che realizzano prodotti e servizi su Internet, dal canto loro hanno subito fiutato l’affare: nuovi siti mirati agli Internet-nonni stanno nascendo e spazi già esistenti sul www stanno aggiustando la mira.
Alcune banche, che amano portare i loro clienti a operare dal calcolatore domestico per abbattere i costi di personale, stanno cercando di semplificare le procedure per renderle più alla portata di utenti principianti e anche poco portati a memorizzare inutilmente lunghe sequenze di passi e di parole chiave. Si stanno poi potenziando i siti dedicati alle ricerche genealogiche, molto popolari per i meno giovani che vi accedono con frequenza quadrupla rispetto a quanto sia comune nelle altre fasce della popolazione.
Gli esperimenti più interessanti, però, sono probabilmente quelli che riguardano la telemedicina. Molti anziani oggi sono dotati di strumenti di telesoccorso, cioè semplici dispositivi che invocano telefonicamente aiuto quando sollecitati attivamente (per esempio, quando il malato preme il pulsante di un telecomando che porta al collo) o passivamente (per esempio, se l’anziano cade). La sfida sta nell’aumentare le capacità del mezzo. Apparecchi che tengono in costante controllo parametri come la pressione e il battito cardiaco potranno presto inviare le loro informazioni al medico curante. Un’idea brillante: sfruttare i trentacinque anni di esperienza sviluppati dalla NASA, che da sempre tiene sotto costante controllo gli astronauti impegnati nelle missioni, per aiutare gli anziani soli o malati a prevenire i malanni e per intervenire tempestivamente sui malori (i dettagli sono su www.ctc.org). Il Massachussets Institute of Technology ha già sviluppato un prototipo di “rete indossabile”, un leggero indumento ricco di sensori di movimento che quando indossato comunica senza fili con una unità centrale collegata al personal computer. Aiuterà a monitorare il recupero motorio degli anziani che hanno subito traumi e terrà sotto controllo gli affetti da sindromi come il Parkinson e lo Alzheimer.


Questo articolo fa parte di uno dei miei percorsi. Se vuoi saperne di più su questo argomento, visita il resto del percorso cliccando qui.