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Il mio standard è più bello del tuo

Quando si parla di software, tutti sanno che è Microsoft a regnare incontrastata tra le case produttrici. Esistono però molte nicchie di mercato in cui la casa di Bill Gates non compete affatto o ha un ruolo marginale: per esempio i videogiochi, il CAD per architetti e ingegneri, il fotoritocco. Di queste nicchie, la più importante è probabilmente quella dei creativi: disegnatori, grafici, impaginatori, webmaster che lavorano non tanto con le parole -- regno ormai incontrastato di Microsoft Word -- quanto con le immagini. Il mercato della grafica è diviso tra due case californiane, la Adobe (per chi conosce un po’ il settore: sono quelli di Photoshop) e la Macromedia (quelli di Flash). Durante il mese di maggio 2002, quest’ultima società ha interamente rinnovato la sua gamma di prodotti: la notizia non avrebbe grande rilevanza -- se non per gli addetti ai lavori -- e noi non sprecheremo inchiostro per commentarla, se non fosse che essa mette in luce alcune interessanti novità e tendenze in campo Internet.
La Rete delle Reti è nata come uno sforzo collettivo di alcune università e del dipartimento della difesa americano; per funzionare, si è dotata da subito di enti e organizzazioni di standardizzazione. Questi dettagliano il suo funzionamento, proponendo e promulgando standard universalmente accettati come il proticollo http (quello usato dal web) e smtp (quello della posta elettronica). Oggi invece assistiamo a un tiro alla fune. Da una parte le aziende che sostengono nuovi standard perché i loro interessi vanno in quella direzione; dall’altra società che fanno resistenza impedendo la adozione di quegli standard e propugnano sistemi alternativi. Per esempio, il prodotto più noto di Macromedia è Shockwave Flash versione 6.0 -- chiamato anche “MX”, come tutta la nuova generazione di prodotti Macromedia. Si tratta di un sistema per realizzare animazioni sul web in forma compatta e quindi scaricabile anche da chi possiede un modem piuttosto lento. Un esempio grazioso è il sito looneytunes.warnerbros.com, che propone in questo formato deliziosi e inediti cartoni animati con Bugs Bunny & c.
Esiste viceversa un formato recentemente standardizzato per le animazioni vettoriali sul web: si chiama SVG ed è il beniamino della arcirivale di Macromedia, la summenzionata Adobe. Flash è nato per primo e si è diffuso in fretta: Macromedia vanta una penetrazione del 98% -- sostiene cioè che 98 utenti di Internet su cento sono in grado di visualizzare le animazioni realizzate con Flash MX. La percentuale vera probabilmente non supera il 92%, ma è comunque enormemente superiore a quella degli utenti di SVG.

Altro importante prodotto Macromedia è Dreamweaver MX. Si tratta di un software che scrive pagine HTML, cioè pagine web, quando un impaginatore le compone interattivamente a video; non c’è bisogno di interventi da parte di un tecnico che conosca la sintassi del linguaggio HTML. Naturalmente, Dreamweaver MX è la miglior soluzione per chi vuole includere animazioni Flash MX nelle sue pagine web: da questo punto di vista è molto superiore a GoLive, il prodotto alternativo della Adobe. La maggiore novità nella versione di maggio 2002 sta nel fatto che oggi Dreamweaver può creare pagine nel nuovo linguaggio strutturato XML -- uno standard -- e verificarne la validità. Il vantaggio sta nel fatto che una pagina XML (a differenza dello HTML) può venire letta non solo da un essere umano ma anche da un altro calcolatore. I vantaggi non sono trascurabili: possiamo immaginare nel prossimo futuro programmi che cercano il lavoro che fa per noi su tutti i siti web che presentano offerte del genere, oppure applicazioni che scovano il negozio online con l’offerta più conveniente per un certo prodotto. Ma Dreamweaver MX non lavora bene con tutti i servizi web di questo genere: è stato fatto per collaborare solo con quelli realizzati in ambiente Microsoft .NET, Java e ColdFusion MX. Quest’ultimo è, prevedibilmente, un altro prodotto Macromedia. Ecco rivelarsi la trama: facendo leva su un prodotto efficace e di successo, Flash MX, Macromedia vuole imporre tutti gli altri. Adobe fa lo stesso con le sue proposte, naturalmente, ma in quel caso il nocciolo del sistema è Photoshop, lo straordinario programma di fotoritocco recentemente giunto alla versione 7.0 e che oggi produce rapidamente anche immagini in formato web.

Si tratta di tattiche commerciali che ricordano quella di Microsoft, che approfittando del monopolio sul sistema operativo Windows hai imposto o sta cercando di imporre soluzioni proprie in altri mercati come la messaggistica, il video digitale e la navigazione Internet. Ciliegina: proprio in questo ultimo comparto, Microsoft il 13 maggio 2002 ha revocato il contratto che la legava alla RealNames Corporation e permetteva a quest’ultima società di gestire la ricerca di siti dall’interno della barra indirizzi di Internet Explorer. Il lavoro di RealNames Corporation, che ha immediatamente chiuso i battenti, permetteva a tutte le persone che usano lingue con alfabeti diversi dal latino di raggiungere i siti nella loro lingua, perchè i nomi canonici del web (quelli che cominciano con www) utilizzano solo le lettere dell’alfabeto inglese. In Giappone, l’opinione pubblica è insorta e l’indignazione contro Microsoft è alle stelle. Il tiro alla fune continua.


Una schermata del sito looneytunes.com sviluppato con Macromedia Flash. © Warner

Questo articolo fa parte di uno dei miei percorsi. Se vuoi saperne di più su questo argomento, visita il resto del percorso cliccando qui.